La nuova pubblicazione della Consulenza statistico attuariale di #Inail esamina gli eventi lesivi mortali, sia infortuni in occasione di lavoro che malattie professionali, registrati tra gli addetti alla navigazione e alla pesca marittima e presenti negli archivi dell’Istituto.
Sono presi in analisi gli infortuni accaduti tra il 2006 ed il 2022, e le malattie professionali del sessennio 2017-2022.
L’andamento degli infortuni mortali e degli incidenti con uno o più decessi è piuttosto irregolare nel corso degli anni, con un picco nell’anno 2006, dovuto alla categoria della pesca costiera.
La pesca costiera è la categoria dove, nel periodo preso in considerazione, si sono verificati almeno la metà degli incidenti, e dove si registra anche la forte prevalenza di infortuni mortali.
Quasi tutti i casi di affondamento o di rovesciamento dell’imbarcazione, che costituiscono gli incidenti più frequenti e rappresentano oltre il 39% degli infortuni mortali, si sono verificati in questa categoria, provocando spesso anche più decessi contemporaneamente.
Il rovesciamento dell’imbarcazione è riconducibile per lo più a problemi riscontrati durante le operazioni di pesca, a carichi eccessivi o a difficoltà verificatesi al momento del recupero delle reti, che hanno fatto inclinare il mezzo trascinandolo poi in profondità.
Quasi il 31% dei lavoratori che hanno subito un incidente mortale avevano tra i 50 ai 59 anni, nell’86% dei casi erano nati in Italia: frequentemente gli equipaggi sono composti, in tutto o in parte, da lavoratori della stessa famiglia, che si tramandano il mestiere.
La trattazione degli infortuni mortali è esposta congiuntamente a quella degli incidenti dai quali i casi mortali sono derivati.
Per le malattie professionali sono riportate le distribuzioni sulla base della classificazione ICD-10 e secondo l’esposizione all’amianto.


