Sono circa 2,5 milioni i #lavoratori notturni in Italia, come rileva EURISPES.
E sono diversi i settori coinvolti: sanità, vigilanza, industria alimentare, trasporti, logistica e metalmeccanica, turistico-alberghiero.
Lavorare in modo continuativo nel periodo notturno si accompagna ad una ‘desincronizzazione’ dei ritmi biologici, sociali e familiari che, come indicano diversi studi in letteratura, può portare all’insorgenza di problemi di salute.
Sistema endocrino e funzione riproduttiva sono stati indagati come nuovo target di un’esposizione protratta a lavoro notturno.
L’organizzazione del lavoro – sottolineano i ricercatori – gioca un ruolo centrale nella gestione del rischio e nell’adozione di turni e tempistiche che consentano di minimizzare i possibili #rischi per la #salute e la sicurezza sul lavoro.


