Impianti elettrici e rischi di elettrocuzione e di incendio. Il Quaderno informativo elaborato dall’Ufficio Speciale Prevenzione e Protezione dell’ Università degli Studi di Roma “La Sapienza” fornisce alcune informazioni sul rischio elettrico. La nota è stata pubblicata nel Portale del Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro. Il documento “Sicurezza elettrica (componenti, rischi, sistemi di protezione e normativa)”, riporta diverse utili indicazioni sui componenti degli impianti elettrici, sui rischi, sui sistemi di sicurezza, sulla segnaletica. E sui principali controlli a vista di un impianto.
Impianti elettrici
Il documento sulla sicurezza elettrica definisce primariamente cos’è un impianto elettrico. Ovvero un “insieme delle costruzioni e delle installazioni destinate ad uno o più delle seguenti funzioni: produzione, conversione, trasformazione, regolazione, smistamento, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell’energia elettrica”. E proprio la molteplicità delle apparecchiature utilizzabili in questi impianti e le varie condizioni d’impiego “possono essere origine di diversi fattori di rischio elettrico, tra cui i principali sono:
- passaggio di corrente elettrica pericolosa per il corpo umano (elettrocuzione);
- elevate temperature o archi elettrici che possono provocare incendi o ustioni”.
Impianti elettrici, sistemi e dispositivi di protezione
Inoltre “per garantire l’uso sicuro delle apparecchiature elettriche e degli impianti, è necessaria la presenza di sistemi e dispositivi di protezione contro:
- contatti diretti;
- contatti indiretti;
- effetti termici;
- sovracorrenti e sovratensioni”.
I rischi di elettrocuzione
I principali rischi connessi all’utilizzo di corrente elettrica sono due, l’elettrocuzione e l’incendio. L’elettrocuzione “consiste nell’attraversamento del corpo umano da parte della corrente elettrica. Affinché si possa verificare tale passaggio la corrente deve avere un punto di entrata e un punto di uscita. Ad esempio, se accidentalmente si viene a contatto con un elemento in tensione, il passaggio di corrente avviene solo se il corpo umano è in contatto diretto con la terra”.
Elettrocuzione per contatto diretto
In particolare l’elettrocuzione può avvenire per contatto diretto. “Il contatto con una parte normalmente in tensione dell’impianto elettrico, ad esempio un filo scoperto o male isolato, o contatto con entrambe le mani dei due poli della corrente. Nei luoghi accessibili a tutti, la protezione deve essere assicurata dall’adozione di involucri e barriere rimovibili solo tramite l’utilizzo di apposito attrezzo”.
Elettrocuzione per contatto indiretto
L’elettrocuzione per contatto indiretto “avviene quando si entra in contatto con parti metalliche normalmente non in tensione. Tali parti metalliche possono risultare inaspettatamente in tensione a causa di guasto della macchina o di qualche suo componente. Un esempio sono le carcasse metalliche degli elettrodomestici”.
Inoltre troviamo l’arco elettrico che “si manifesta in caso di guasto o di manovre su apparecchiature elettriche, e si manifesta come una sorgente intensa e concentrata di calore con emissione di gas e vapori tossici, particelle incandescenti e radiazioni”.
L’incendio
“L’incendio di origine elettrica o l’innesco in atmosfera esplosiva è dovuto ad un’anomalia dell’ impianto elettrico. Come ad esempio un corto circuito, un arco elettrico o un sovraccarico. Inoltre, l’impianto elettrico può essere un vettore d’incendio se costituito da materiale combustibile”.
Utilizzo improprio di apparecchiature elettriche
Il documento ricorda l’utilizzo improprio di apparecchiature elettriche che avviene spesso nella quotidianità. Come ad esempio “l’uso di adattatori che permettono di inserire una spina di 16 A in una spina da 10 A. Oppure adattatori tripli che permettono un assorbimento di potenza maggiore di quello sopportabile dalla presa, con conseguente riscaldamento della stessa per effetto Joule”.
Senza contare “le giunzioni di cavi fatte semplicemente attorcigliandoli tra loro e rivestendoli con nastro isolante, invece di usare gli idonei morsetti”. E “l’utilizzo molto diffuso di prolunghe con cavo di sezione molto piccola o sprovviste di cavo di terra o terminanti con adattatore multiplo, come la cosiddetta ‘ciabatta’”.
I principali controlli da effettuare a vista su un impianto elettrico
I principali controlli da effettuare a vista su un impianto elettrico sono
- “accertamento dell’esecuzione completa e funzionante di tutti gli impianti al progetto;
- controllo dello stato degli isolanti e degli involucri;
- controllo dell’efficienza delle barriere di protezione nei luoghi il cui accesso è riservato a personale addestrato;
- accertamento della qualità dei materiali e degli apparecchi;
- verifica dei contrassegni d’identificazione dei marchi e delle certificazioni;
- verifica dei gradi di protezione degli involucri;
- controllo dell’integrità dell’impianto di messa a terra;
- controllo dei provvedimenti di sicurezza nei bagni;
- verifica impianto AD-FT nei locali caldaia;
- verifica dei tracciati per le condutture incassati;
- idoneità delle connessioni dei conduttori e degli apparecchi;
- controllo delle sezioni minime e dei colori distintivi dei conduttori;
- verifica degli apparecchi per il comando e l’arresto d’emergenza”.


