“Lavoro insicuro”, Bettoni (Inail): investire su formazione. “Lavoro insicuro” titola oggi il quotidiano “La Stampa” per raccontare i dati emersi dal rapporto Inail 2021, che presenta una media di 4 vittime al giorno. Gli incidenti mortali aumentano del 10% e le malattie professionali del 22%. Aumentano anche gli infortuni del 20% con un nuova accelerazione nel 2022. La presentazione della Relazione annuale Inail 2021 illustra l’andamento infortunistico e tecnopatico, le attività realizzate nell’ambito della ricerca, della prevenzione, della riabilitazione e degli investimenti, i risultati economici conseguiti e gli obiettivi strategici per il futuro. Il rapporto annuale illustra un mercato del lavoro insicuro. E di questo hanno discusso a Montecitorio a Roma il presidente dell’Inail Franco Bettoni, alla presenza del vicepresidente Paolo Lazzara, dei consiglieri di amministrazione e del Ministro del Lavoro Andrea Orlando, tra gli altri.
Lavoro insicuro, le cifre impietose illustrate da Inail
Ai dati illustrati sul 2021, il Ministro Orlando aggiunge il paragone con un bilancio dei primi sei mesi di quest’anno. E per questo si parla di lavoro insicuro. Nei primi cinque mesi del 2022 gli infortuni sono aumentati di un ulteriore 50%. Mentre i decessi sono scesi del 16% attestandosi a quota 364. L’esigenza di rilancio del Paese e del tessuto economico e produttivo deve essere complementare alla garanzia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Diversamente parliamo di lavoro insicuro. Un diktat imposto dal presidente Bettoni che ha trovato la piena convergenza del Ministro Orlando, che commenta come inaccettabili i dati forniti dal report. L’Inail è pronto a fare la sua parte per azzerare le morti bianche e garantire maggiori tutele ai lavoratori, anche grazie al supporto scientifico e alla ricerca messa in campo.
Lavoro insicuro, nel 2021 aumentano gli infortuni “tradizionali”
Al netto dei contagi da Covid-19, gli infortuni “tradizionali” in aumento del 20% rispetto al 2020. Per quanto riguarda l’andamento infortunistico, nel 2021 sono stati denunciati all’Inail poco più di 564mila infortuni sul lavoro, in calo dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Questa diminuzione, però, è dovuta esclusivamente alla contrazione dei contagi professionali da Covid-19, che sono passati dai quasi 150mila del 2020 ai circa 50mila del 2021. Nel 2020, in particolare, l’incidenza media delle denunce da nuovo Coronavirus sul totale degli infortuni denunciati è stata di una ogni quattro, mentre nel 2021 è scesa a una su 12.
Gli infortuni riconosciuti sul lavoro sono stati 349.643, il 17,5% dei quali avvenuti “fuori dell’azienda”, cioè “in occasione di lavoro con mezzo di trasporto” o “in itinere”, nel tragitto di andata e ritorno tra la casa e il luogo di lavoro. Elevate le percentuali di riconoscimento della componente da Covid-19, pari a circa l’88% nel 2020 e al 70% nel 2021, ma è importante tenere presente che per la definizione finale delle conseguenze di un infortunio in termini di menomazione, e a maggior ragione per quelli da contagio professionale, occorre un adeguato periodo di tempo per la stabilizzazione dei postumi.
Le morti bianche
I decessi sono stati 685, il 43,5% è avvenuto “fuori dell’azienda”. Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 1.361, con un decremento del 19,2% rispetto al 2020. Come per gli infortuni in complesso, anche in questo caso la contrazione è legata interamente ai decessi causati dal contagio da Covid-19, passati dai circa 600 del 2020 ai circa 200 del 2021. Nel 2020, in particolare, l’incidenza media dei decessi da Covid-19 sul totale di tutti i casi mortali denunciati è stata di una denuncia ogni tre, mentre nel 2021 è scesa a una su sei. Le denunce di infortuni mortali “tradizionali”, al contrario, sono aumentate di quasi il 10% rispetto al 2020, sia nella componente “in occasione di lavoro” che in quella “in itinere”. Gli infortuni mortali accertati sul lavoro sono 685, di cui 298, pari al 43,5% del totale, avvenuti “fuori dell’azienda” (57 casi sono ancora in istruttoria).
Le malattie professionali
Le malattie professionali denunciate in crescita del 22,8%. Dall’analisi dei dati del 2021 emerge anche un aumento notevole delle denunce di malattia professionale in confronto al 2020, anno in cui il fenomeno tecnopatico è stato fortemente condizionato dall’emergenza epidemiologica. Le patologie lavoro-correlate denunciate all’Istituto sono state poco più di 55mila, in crescita del 22,8% rispetto al 2020. Ne è stata riconosciuta la causa professionale al 37,2% (il 5,6% è ancora in istruttoria). Le denunce riguardano le malattie e non i lavoratori ammalati, che sono oltre 38mila, di cui il 40,3% per causa professionale riconosciuta (quelli con malattie causate dall’esposizione all’amianto sono 948). I lavoratori deceduti nel 2021 con riconoscimento di malattia professionale sono stati 820, il 23,6% in meno rispetto al 2020, di cui 154 per silicosi/asbestosi.
Sette milioni di prestazioni sanitarie erogate
Nel 2021 l’Inail ha fornito circa sette milioni di prestazioni sanitarie per infortuni e malattie professionali, mentre le prestazioni per “prime cure” effettuate presso i 120 ambulatori dell’Istituto sono state oltre 523mila. Quelle riabilitative erogate dal Centro Protesi di Vigorso di Budrio, con le filiali di Roma e Lamezia Terme, dal Centro di riabilitazione motoria di Volterra e dagli 11 centri di fisiochinesiterapia attivi in cinque regioni ammontano a oltre 139mila.
Il Centro Protesi, struttura di riferimento per i trattamenti protesico-riabilitativi insieme alle sue due filiali ha erogato complessivamente 6.352 prestazioni di assistenza protesica a favore di 4.390 persone. Ovvero 2.826 infortunati sul lavoro e 1.564 tra assistiti del Servizio sanitario nazionale e privati.
A queste si aggiungono 7.223 prestazioni per la fornitura di ausili per la cura e igiene personale, l’informatica, la mobilità e la domotica, che hanno interessato 4.682 assistiti. In settembre, con l’attivazione di 14 posti letto presso la filiale di Lamezia Terme e l’inaugurazione del nuovo punto di assistenza a Palermo, è proseguito il piano di decentramento voluto dall’Inail per rispondere concretamente all’esigenza di prossimità territoriale del servizio ai propri assistiti.


