O.P.N. Italform

L’Inail pubblica Worklimate per la gestione del rischio caldo

Condividi su:

L’Inail pubblica “Worklimate” per la gestione del rischio caldo. L’Istituto diffonde un vademecum dedicato ai lavoratori, ai datori di lavoro e alle figure aziendali che si occupano di salute e sicurezza. L’Inail pubblica Worklimate, un progetto condotto con il Consiglio nazionale delle ricerche – Istituto per la BioEconomia (Cnr-Ibe). Lo studio approfondisce gli effetti delle condizioni di stress termico ambientale sui lavoratori. In quanto recentemente, i fenomeni climatici estremi sono stati posti in relazione con un aumento del rischio di infortunio sul lavoro.

L’Inail pubblica Worklimate

Il lavoro condiviso dall’Inail e fruibile da lavoatori e datori di lavoro è un decalogo per prevenire le patologie da calore nei luoghi di lavoro. Proprio alla luce delle temperature roventi che stanno interessando l’Italia in questa stagione estiva, l’Inail pubblica worklimate. Si tratta di una guida con raccomandazioni mirate utili a prevenire in maniera efficace le patologie da esposizione al calore. Infatti l’impatto delle temperature estreme è particolarmente rischioso sia per lavora all’aperto e sia per chi lavora in ambioenti chiusi.

Ovvero per coloro che svolgono la propria attività lavorativa in ambienti dove non è possibile conseguire le condizioni di comfort a causa di vincoli legati alle necessità produttive o alle condizioni ambientali. Ma anche per chi lavora all’aperto, come nel settore agricolo e delle costruzioni.

L’Inail pubblica Worklimate: le patologie, i sintomi e le strategie di prevenzione

“La guida si apre con la descrizione delle patologie da calore, tra le quali rientrano i crampi, la dermatite da sudore, gli squilibri idrominerali fino al colpo di calore. Che può comportare aritmie cardiache e l’innalzamento della temperatura corporea oltre i 40°” spiega l’istituto in una nota. “Compito del datore di lavoro è individuare procedure specifiche per attuare le misure più efficaci, a partire dalla scelta di una persona che sovrintenda al piano di sorveglianza per la prevenzione degli effetti dello stress da caldo. Fondamentale è la formazione dei lavoratori, e, tra le strategie, è importante considerare l’importanza dell’idratazione. Oltre ad un abbigliamento adeguato, la riorganizzazione dei turni di lavoro e della possibilità di accedere ad aree ombreggiate durante le pause”.

Condizioni croniche che aumentano la suscettibilità al caldo

Una sezione del testo è dedicata alle patologie croniche che aumentano il rischio di effetti avversi del caldo, sia nei lavoratori, sia nella popolazione generale. Tra queste, le malattie della tiroide, l’obesità, l’asma e la bronchite cronica, il diabete e le patologie cardiovascolari. La sezione include le indicazioni da seguire per prevenire ogni rischio ed evitare conseguenze negative sulla salute.

Gli interventi per contrastare lo stress termico ambientale sul lavoro

Il progetto di ricerca “Worklimate: strategie di intervento per contrastare lo stress termico ambientale in ambito occupazionale” è stato finanziato nel 2019 attraverso il Bando di ricerche in collaborazione (Bric). In seguito è stato sviluppato dall’Istituto e dal Consiglio nazionale delle ricerche-Istituto per la BioEconomia (Cnr-Ibe), con la partecipazione delle Aziende Usl Toscana Centro e Toscana Sud Est. E del Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio e del Consorzio LaMMA (Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile).

“Il progetto intende approfondire, attraverso la banca dati degli infortuni dell’Inail, le conoscenze sull’effetto delle condizioni di stress termico ambientale sui lavoratori. Con un’attenzione specifica alla stima dei costi sociali degli infortuni sul lavoro e con l’obiettivo di definire piani di intervento e prevenzione dei rischi” si legge testualmente.

I sistemi di previsione dello stress da calore e del rischio per località

Oltre agli strumenti informativi, Worklimate comprende anche strumenti operativi. Come ad esempio il sistema di previsione dello stress da calore, finalizzato allo screening dei rischi professionali per i lavoratori, i datori di lavoro e gli addetti alla salute e sicurezza aziendali. Le previsioni di stress climatico occupazionale sono personalizzate su soggetti sani. Ovvero con profilo di lavoratore standard (alto 175 cm, peso 75 kg), che svolge attività fisica, moderata o intensa, esposto direttamente ai raggi solari o all’ombra, per le ore 8.00 e 12.00, 16.00 e 20.00. Invece la previsione del rischio per località consente di prevedere per cinque giorni i livelli di rischio caldo previsti per le ore 12.00 in una specifica località. E riferiti a un lavoratore non adattato al caldo, esposto al sole e impegnato in un’attività fisica intensa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *