Cassazione: l’esperienza del lavoratore non può sostituire la formazione in materia di sicurezza
La Cassazione con la sentenza n. 39489 del 19 Ottobre 2022, dice che la mancata formazione del lavoratore in materia di antinfortunistica non potrà mai ritenersi compensata dalla professionalità acquisita negli agli dal dipendente.
Si è affrontato che il titolare dell’azienda è ritenuto responsabile del reato per omicidio colposo a seguito del decesso del suo lavoratore, con mansione di caposquadra, a causa di un incidente sul lavoro che si è verificato dove la società operava.
In particolare, la Corte d’Appello ha incolpato il medesimo di omessa formazione e informazione del prestatore deceduto circa i rischi connessi alla lavorazione da eseguirsi.
Affermando la propria decisione nel merito, la Cassazione ha confermato che i datori di lavoro sono responsabili degli infortuni che si verificano ai lavoratori in caso di violazione degli obblighi generali relativi alla formazione dei dipendenti in ordine ai rischi connessi alle mansioni, anche in correlazione al luogo in cui le stesse devono essere svolte.
Per tale sentenza, qualora l’imprenditore non adempia a tale obbligo, sarà ritenuto responsabile dell’infortunio del lavoratore purché si possa affermare che la mancata formazione è stata causalmente correlata al verificarsi dell’incidente.
Infine, secondo i Giudici di legittimità, l’ attività di formazione del lavoratore non può essere esclusa dal personale bagaglio di conoscenza del medesimo, formatosi per effetto di una lunga esperienza operativa.
Su tali presupposti, la Suprema Corte rigetta il ricorso dell’imputato, confermando la condanna per violazione della normativa antinfortunistica.
Pdf Sentenza n. 39489 del 19/10/2022: Cass.-sent.-n.-39489-2022


