Tragedia sul lavoro a Maniago, in provincia di Pordenone. Un operaio è morto mentre lavorava in un’azienda specializzata in stampaggio a caldo di acciaio. Si chiamava Daniel Tafa e ieri aveva compiuto 22 anni.
Esplode macchinario: Daniel Tafa muore a 22 anni
Daniel Tafa era di Vajont (Pordenone). Stava operando su una macchina per stampa di ingranaggi industriali quando una scheggia incandescente lo ha trafitto alla schiena, uccidendolo all’istante. I soccorsi sono stati inutili.
Non è ancora chiaro se è accaduto per un malfunzionamento della macchina oppure per una manovra sbagliata. I carabinieri hanno aperto un’indagine e stanno eseguendo gli accertamenti del caso.
L’impianto è stato posto sotto sequestro. Sul posto anche il personale dello Spisal (Servizio di prevenzione, igiene e sicurezza negli ambienti di lavoro).
L’azienda dove si è verificata la tragedia è la Stm, specializzata in stampaggio a caldo, ricalcatura, stampaggio per estrusione, dove è occupato un centinaio di persone.
Il turno della mattina è stato sospeso in segno di lutto e per consentire l’ultimazione dei rilievi. La macchina per lo stampaggio è stata posta sotto sequestro.
Tre incidenti mortali sul lavoro in poche ore: chi sono le vittime
Si tratta della terza vittima del lavoro in Italia in poche ore. Un operaio impegnato nelle fasi di attivazione di un cantiere per lavori di manutenzione è morto, investito da un tir, poco prima delle 8 sull’autostrada Milano-Napoli, nel tratto compreso tra Orvieto e Fabro, in direzione Firenze.
Nella serata del 24 marzo a Sant’ Antonio Abate, in provincia di Napoli, è morto Nicola Sicignano. Aveva 50 anni ed era dipendente di una ditta di smaltimento rifiuti. L’uomo è rimasto incastrato con un braccio e la testa nel nastro trasportatore della linea di lavoro


