Incidenti sul lavoro, 92 vittime in un mese. Tre casi in poche ore. Si continua a morire di lavoro e i primi dati del 2022 sulle morti bianche sono impietosi. Soltanto nelle ultime 24 ore si contano tre vittime. Un operaio precipita da un’impalcatura a Venezia. Nel Frosinate un lavoratore colpito da un pannello e nel Mantovano un agricoltore travolto dal trattore. In edilizia su 10 imprese controllate, 9 non sono in regola. C’è chi parla di necessità di potenziare il sistema dei controlli. Ma anche chi indica la cultura della prevenzione del rischio come deterrente per arginare la mattanza. Se da una parte si chiede lo snellimento della burocrazia per accompagnare l’espansione economica, dall’altra si chiede inasprimento delle sanzioni sui controlli.
Incidenti sul lavoro, tre casi in poche ore
Nelle ultime ore si sono registrati tre incidenti sul lavoro. Un operaio di circa 50 anni è morto all’interno dell’azienda “Ecoprogetto” di Fusina (Venezia), dopo essere precipitato da un’impalcatura. I sanitari del 118 hanno cercato invano di rianimarlo ma ne hanno solo constatato il decesso, avvenuto sul colpo. Invece in provincia di Mantova un agricoltore di 56 anni è morto a Castiglione delle Stiviere. E’ stato travolto dal mezzo agricolo che stava conducendo, ed è orto prima dell’intervento dei sanitari. Infine a causa del vento un pannello coibentato è finito contro un operaio di 57 anni in un’azienda di Sora impegnata nel settore del materiale ferroso.
Incidenti sul lavoro, il report 2021 dell’Inail
Nel 2021 le denunce di infortunio registrate dall’Istituto sono aumentate rispetto all’anno precedente. “Nel 2021 morti in lieve calo rispetto all’anno del lockdown, ma sono ancora oltre 1.200. Più di 555mila infortuni” riporta l’Inail. Oltre all’aumento delle denunce di infortunio dello 0,2% rispetto al 2020, aumenta il numero delle patologie di origine professionale. Nel 2021 sono state 55.288 (+22,8%). Inoltre si registra un aumento dei decessi in itinere. Ovvero dai 214 casi del 2020 ai 248 del 2021 (+15,9%), mentre diminuiscono quelli in occasione di lavoro del 7,9% (da 1.056 a 973).
L’Inail censisce 1.221 denunce di morti sul lavoro nel 2021. Meno rispetto al 2020, quando però hanno fatto da contraltare i decessi per Covid contratto sul lavoro. La pubblicazione dell’istituto rispetto agli open data delle comunicazioni 2021 ricorda il protagonismo dell’emergenza sanitaria e il condizionamento della pandemia. Infatti si registrano appena 49 morti in meno rispetto all’anno precedente. A livello nazionale i dati evidenziano un aumento solo dei decessi avvenuti nel tragitto casa-lavoro, mentre quelli sul luogo di lavoro sono diminuiti da 1.056 a 973. Tra i settori che mostrano un calo c’è quello Industria e servizi, passato da 1.106 a 1.040 denunce mortali (-6%). Al contrario l’Agricoltura passa da 113 a 128 denunce (+13,3%), il Conto Stato da 51 a 53 (+3,9%). Dall’analisi per fasce d’età emergono incrementi per gli under 34 (+6 casi) e per la classe 40-49 anni (+55), e decrementi in quelle 35-39 anni (-12) e over 50 (-98 decessi, da 852 a 754).
I settori maggiormente colpiti
Tra i settori maggiormente colpiti dagli infortuni troviamo il Conto Stato con un aumento del 57% (da 40.684 a 63.873). Mentre in Agricoltura l’aumento è del 2,6% (da 26.287 a 26.962). Segnali positivi arrivano dall’industria e dai servizi dove si è registrato un calo del 4,7% (dai 487.369 casi del 2020 ai 464.401 del 2021). Infine, si osservano incrementi generalizzati in quasi tutti i settori produttivi tranne che nella Pubblica Amministrazione. E soprattutto nella Sanità e assistenza sociale che nel 2021, vede una riduzione del 53,1% degli infortuni avvenuti sul luogo di lavoro.
Infine le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel 2021 sono state 55.288. Ovvero oltre 10mila in più rispetto allo stesso periodo del 2020 (+22,8%). Le prime malattie professionali denunciate sono e patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (36.163 casi), del sistema nervoso (6.337). E dell’orecchio (3.614). Infine seguite dai tumori (1.702) che superano quelle del sistema respiratorio (1.643).


