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Denunce di infortuni e malattie professionali, i dati Inail di aprile

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Nel presentare i dati Inail relativi al primo quadrimestre del 2025, è stato evidenziato come questi rappresentino un’occasione importante per riflettere sull’andamento della sicurezza sul lavoro e sulla salute dei lavoratori in Italia.

Nel periodo considerato, le denunce complessive di infortunio – con l’esclusione del settore scolastico – sono state 192.253, con una diminuzione dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Tuttavia, a fronte di questo lieve calo complessivo, si registra un dato allarmante: i casi mortali sono aumentati, passando da 268 a 291, pari a un incremento dell’8,6%. Un fenomeno che continua a richiedere grande attenzione da parte di tutti gli attori coinvolti.

Per quanto riguarda gli infortuni in occasione di lavoro, sono state rilevate 130.545 denunce, con una flessione dell’1,7% rispetto al primo quadrimestre dell’anno precedente.

Ancor più significativo è il dato relativo al tasso d’incidenza per 100.000 occupati, sceso da 630 nel 2019 a 539 nel 2025, con una riduzione del 14,4% in sei anni.

Un segnale positivo, che può essere interpretato come il frutto di politiche di prevenzione, maggiore formazione e un più diffuso impegno per la sicurezza.

Dal punto di vista delle gestioni assicurative:

  • Industria e servizi ha registrato un calo dell’1,5%;

  • l’agricoltura un calo del 5,3%;

  • mentre la gestione per conto dello Stato è rimasta sostanzialmente stabile, con un leggero +0,1%.

Analizzando i dati per settori di attività economica, si osserva un lieve aumento degli infortuni nel comparto sanità e assistenza sociale (+1,2%), verosimilmente legato alle persistenti pressioni sulle condizioni di lavoro nel post-pandemia. Al contrario, le denunce diminuiscono in diversi comparti strategici:

  • nel manifatturiero (-5,9%),

  • nei trasporti (-3,0%),

  • nel noleggio e nei servizi di supporto alle imprese (-6,0%),

  • e anche nel settore costruzioni, che registra un calo dell’1,1%.

Dal punto di vista territoriale, la situazione si presenta diversificata. Alcune regioni – come Lombardia, Umbria e la provincia autonoma di Bolzano – mostrano un aumento delle denunce, mentre in altre, come Campania, Piemonte e Sardegna, si evidenziano cali più marcati. Questo conferma l’esistenza di un divario territoriale anche in materia di sicurezza sul lavoro, che richiede politiche mirate e differenziate.

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