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Covid-19, denunciati all’Inail circa 81 mila contagi sul lavoro

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Covid-19, denunciati all’Inail circa 81 mila contagi sul lavoro. Lo rivela il 28° report della Consulenza statistico attuariale dell’Inail, che censisce i dati dell’ultimo semestre. Le infezioni di origine professionale segnalate all’Istituto dall’inizio della pandemia fino al 30 giugno scorso sono oltre 278 mila. Ovvero pari a un quinto del totale degli infortuni registrati dal gennaio 2020 e i casi mortali 877.

Covid-19, le infezioni di origine professionale

L’incremento rispetto al dato di fine aprile è del 6,8%. Rispetto alle 260.750 denunce registrate dal monitoraggio dello scorso 30 aprile, a partire dal quale il report della Csa viene pubblicato con cadenza bimestrale, i casi in più sono 17.681 (+6,8%). Di cui 4.124 riferiti a giugno, 5.847 a maggio, 4.620 ad aprile, 1.107 a marzo, 514 a febbraio e 1.021 a gennaio 2022. Mentre gli altri 448 casi sono per il 76,6% riferiti al 2021 e il restante 23,4% al 2020. Infatti il consolidamento dei dati permette di acquisire informazioni non disponibili nelle rilevazioni e nei mesi precedenti.

Tra gennaio e marzo superato il numero di contagi Covid-19 di tutto il 2021

Con 80.994 contagi da Covid-19 il primo semestre 2022 pesa al momento per il 29,1% sul totale delle infezioni denunciate. In particolare nei primi tre mesi di quest’anno si sono superati i casi registrati nell’intero 2021. Gennaio si colloca per numero di contagi denunciati (29.615) solo dopo novembre 2020 e i mesi successivi, anche se tendenzialmente in decrescita, risultano tra quelli con più casi dal gennaio 2021 in poi.

Il 2020, con 148.900 infezioni, raccoglie il 53,5% di tutti i casi denunciati fino al 30 giugno 2022, con il mese di novembre al primo posto con 40.823 contagi, seguito da marzo con 28.698. Il 2021, con 48.537 denunce, rappresenta invece il 17,4% del totale dei contagi, con gennaio al primo posto (14.820 casi) e dicembre al secondo (9.278).

Covid-19, confermato il calo dei decessi

Il nuovo report dell’Inail conferma il trend in diminuzione dei casi mortali. Salvo consolidamenti rilevabili nei prossimi monitoraggi, tra gennaio e giugno di quest’anno sono stati denunciati 11 decessi, pari all’1,3% degli 877 casi mortali segnalati dall’inizio della pandemia. Rispetto agli 858 rilevati alla fine di aprile, i decessi sono 19 in più, di cui cinque avvenuti nel 2022, 10 nel 2021 e quattro nel 2020. Con 580 casi mortali da Covid-19, il 2020 raccoglie il 66,1% di tutti i decessi da contagio denunciati fino allo scorso 30 giugno, con aprile (195 casi mortali) e marzo (145) ai primi due posti. Il 2021, con 286 decessi, pesa invece per il 32,6% sul totale.

L’età media dei contagiati è di 46 anni, il 68,3% sono donne

A morire sono soprattutto gli uomini (82,9%), ma la maggioranza delle infezioni di origine professionale riguarda le donne. Infatti la quota delle lavoratrici contagiate sul totale dei casi è pari al 68,3%. La componente femminile supera quella maschile in tutte le regioni, con le sole eccezioni della Sicilia e della Campania. Dove l’incidenza delle donne sul totale dei contagi denunciati all’Inail è rispettivamente, del 49,1% e del 48,1%. L’età media dei contagiati dall’inizio della pandemia è di 46 anni per entrambi i sessi, ma nell’ultimo mese di rilevazione è salita a 47 anni.

Nella sanità e assistenza sociale il 21,5% dei morti

Il 63,3% delle denunce da Covid-19 e il 21,5% dei casi mortali rientrano nel settore della sanità e assistenza sociale (ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili). Il settore ha mostrato un andamento altalenante delle denunce, con aumenti più evidenti nelle fasi più acute della pandemia. E livelli più bassi in corrispondenza dei periodi estivi del 2020 e del 2021 (con il minimo storico di 63 denunce a giugno 2021). Nel primo semestre 2022 i contagi mostrano un andamento tendenzialmente decrescente e si attestano a circa 1.200 casi nel mese di giugno.

L’incidenza per settore produttivo

In termini di incidenza sul totale delle infezioni denunciate, la sanità e assistenza sociale ha avuto riduzioni tra febbraio e giugno 2021, per poi mostrare segnali di ripresa nel secondo semestre dell’anno. Proseguiti e addirittura amplificati nel primo semestre 2022, in cui sono stati registrati livelli di incidenza molto vicini a quelli osservati nei periodi più acuti della pandemia.

I comparti produttivi trasporto e magazzinaggio sono al terzo posto per numero di contagi (7,8% del totale) e al secondo per decessi (15,3%), nel corso del 2021, ma anche tra gennaio e giugno di quest’anno. Inoltre nel caso del trasporto e magazzinaggio a gennaio 2022 è stato raggiunto anche il numero più alto di denunce da inizio pandemia (quasi 3.700), in flessione poi a partire da febbraio fino ai 343 casi di giugno.

L’analisi per professione dell’infortunato

La categoria professionale più colpita è quella dei tecnici della salute, con il 37,6% delle denunce, l’82,3% delle quali relative a infermieri, e il 9,1% dei casi mortali (due terzi infermieri). Le altre professioni più coinvolte sono quelle degli operatori socio-sanitari (16,3%), dei medici (9,4%, oltre un terzo internisti e generici), degli operatori socio-assistenziali e degli impiegati amministrativi (5,6% per entrambe). E del personale non qualificato nei servizi sanitari, che comprende ausiliari, portantini e barellieri (4,4%).

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