Infortuni sul lavoro, primato nel bresciano. Ecco i numeri Inail. Il rapporto annuale 2021 dell’Istituto rivela la classifica degli incidenti e degli infortuni sul lavoro in Italia. Emerge il primato della provincia di Brescia, dove sono state registrate fino a 63 denunce al giorno. Addirittura il territorio indicato supera Milano nel primato delle morti bianche, nonostante la diminuzione da 17 a 13. Infatti nei primi cinque mesi del 2022 l’Inail segnala un incremento del 72% con 9.540 incidenti, contro le 5.545 del 2021. Nello stesso periodo si segnala un incremento anche delle malattie professionali, cresciute di oltre il 52%, passando da 163 a 251.
Infortuni sul lavoro, dati Anmil Brescia
Secondo i dati licenziati nel rapporto di Anmil Brescia sul 2021 le malattie professionali hanno subito un incremento del 54%. E 15 sono stati gli infortuni mortali. L’Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del Lavoro di Brescia gli infortuni totali denunciati sono aumentati del 72% rispetto al 2020.
La maggior parte delle morti bianche avviene nel settore edile con cadute dall’alto. Ma anche nel settore agricolo, con incidenti con mezzi meccanici, e dell’autotrasporto con movimentazione mezzi. E movimentazione di mezzi per quanto concerne l’industria e autotrasportatori.
I dati evidenziano che la carenza maggiore si registra sulla formazione dei lavoratori, in azienda o attraverso corsi specifici. Un settore in cui ci sono pochi investimenti, come se la sicurezza di chi lavora sia un fattore secondario o trascurabile.
Infortuni sul lavoro, i dati del rapporto Inail
Come si legge dal report pubblicato dall’Istituto, nel 2021 sono stati denunciati all’Inail poco più di 564mila infortuni sul lavoro, in calo dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Però questa diminuzione è dovuta esclusivamente alla contrazione dei contagi professionali da Covid-19, che sono passati dai quasi 150mila del 2020 ai circa 50mila del 2021. In particolare nel 2020, l’incidenza media delle denunce da nuovo Coronavirus sul totale degli infortuni denunciati è stata di una ogni quattro, mentre nel 2021 è scesa a una su 12. Le denunce di infortunio “tradizionale”, al netto dei casi da Covid-19, nel 2021 hanno invece registrato un aumento di circa il 20% rispetto al 2020.
L’infortunio con esito mortale
Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 1.361, con un decremento del 19,2% rispetto al 2020. Come per gli infortuni in complesso, anche in questo caso la contrazione è legata interamente ai decessi causati dal contagio da Covid-19, passati dai circa 600 del 2020 ai circa 200 del 2021. Nello specifico nel 2020 l’incidenza media dei decessi da Covid-19 sul totale di tutti i casi mortali denunciati è stata di una denuncia ogni tre, mentre nel 2021 è scesa a una su sei.
Al contrario le denunce di infortuni mortali “tradizionali” sono aumentate di quasi il 10% rispetto al 2020, sia nella componente “in occasione di lavoro” che in quella “in itinere”. Gli infortuni mortali accertati sul lavoro sono 685, di cui 298, pari al 43,5% del totale, avvenuti “fuori dell’azienda”.


