Report dedicato alla valutazione dei rischi ergonomici in edilizia.
La Movimentazione manuale dei carichi in edilizia secondo la ISO TR 7015: 2023.
Ad aprile 2023 è stata pubblicata la ISO TR 7015, il Technical report finalizzato a dare indicazioni per l’applicazione delle norme in materia di ergonomia al mondo delle costruzioni.
Sebbene il comparto dell’edilizia rappresenti il 5-10% della forza lavoro nei Paesi del mondo e che gli effetti delle patologie muscolo scheletriche determinino condizioni di vulnerabilità, l’applicazione delle norme tecniche a questo settore non ha avuto l’estensione che ha avuto in altri settori come l’industria.
A questo si aggiunge una variabilità delle attività svolte nel corso dell’anno.
Al settore edile si applicano queste condizioni:
- sollevamento e sollevamento e trasporto (UNI ISO 11228-1);
- movimenti ripetitivi (UNI ISO 11228-3 e ISO TR 12295);
- posture statiche (UNI ISO 11226) e dinamiche.
Livello 1: premappatura dei rischi
Sfruttando le tecniche di premappatura dei rischi, da svolgersi in maniera partecipativa con i soggetti interessati, permette di individuare i criteri e procedure per identificare le situazioni nelle quali andare ad applicare le diverse norme tecniche.
La premappatura permette anche di intercettare i rischi non connessi all’ergonomia, grazie all’intervista dei lavoratori raccolti i gruppi omogenei.
La premappatura avviene mediante risposte a domande semplici.
Livello 2: valutazione rapida
Applicando i criteri della ISO TR 12295 e della ISO TR 23476 si può riconoscere le attività sicuramente accettabili o quelle sicuramente a rischio grave, riducendo le attività di calcolo alle situazioni dubbie.
Come per la premappatura, anche in questo caso, si tratta di rispondere a domande semplici che possono guidare anche le persone non esperte, ad espletare una prima valutazione dei rischi. La risposta deve avvenire grazie alla consultazione e partecipazione dei lavoratori per avere un quadro più realistico.
Livello 3: valutazione dettagliata
In base alle valutazioni fatte nel corso dei primi due livelli, possiamo procedere, dove necessario, alla valutazione di dettaglio. Come per l’agricoltura, anche in edilizia, spesso la valutazione si ferma ai primi due livelli che, da soli, permettono di individuare le attività di miglioramento da mettere in campo per contenere efficacemente il rischio.
Questo livello, invece, richiede competenze specialistiche in possesso di personale qualificato in ergonomia.
Definizione delle fasi e dei compiti
Il documento propone l’individuazione di 9 ambiti e di una serie di sotto ambiti da valutare:
- logistica;
- attrezzature;
- scavi e fondazioni;
- supporto alla costruzione di elementi verticali;
- supporto alla costruzione di elementi orizzontali;
- costruzione dei muri e installazioni elettriche;
- livellatura di pareti e pavimenti;
- tinteggiatura interna ed esterna;
- montaggio del tetto.
Per la valutazione del rischio è necessario:
- identificare il macro ciclo dei diversi compiti;
- analizzare il sito per identificare i compiti da eseguire nel periodo di riferimento e definire qualitativamente la durata dei lavori nel corso di ogni mese dell’anno;
- identificazione dei gruppi omogenei.
Durata dei macro cicli
A seconda dell’entità del cantiere, i cicli possono ripetersi mensilmente, opere di ridotta dimensione, o annualmente, per le opere più grandi. Per attività più semplici o specialistiche, possono aversi anche cicli settimanali o anche giornalieri.
E’ necessario applicare queste semplificazioni:
- se molti sotto macro cicli vengono ripetuti nell’anno, allora va usato il macro ciclo annuale;
- se molti sotto macro cicli vengono ripetuti nel corso del mese, bisogna usare il macro ciclo mensile.


