Spesso i datori di lavoro s’imbattono in un problema di non poco conto: il lavoratore che si rifiuta di utilizzare i DPI forniti.
Ci sono diversi motivi per cui il lavoratore non indossa i DPI:
- Mancanza di un’educazione e di un addestramento adeguati
- DPI scomodo o non della taglia giusta
- Supervisione insufficiente
- Motivi religiosi o medici
Il datore di lavoro deve valutare, sotto la propria responsabilità e in base alla sua esperienza e conoscenza, se i rischi sono prevedibili oppure no.
Il datore di lavoro ha l’obbligo di salvaguardare l’integrità psicofisica dei lavoratori eliminando o cercando di ridurre al minimo i rischi che possono procurare loro danni.
Nel caso in cui un lavoratore subisca un infortunio per mancato utilizzo dei DPI, il datore di lavoro dovrà dimostrare al giudice che quel determinato rischio non era prevedibile.
I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzare del lavoro.
I doveri degli imprenditori non si limitano al fatto di fornire i DPI, formare i lavoratori sul corretto utilizzo e disporre che questi vengano utilizzati: gli imprenditori hanno l’obbligo di richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, dell’uso dei mezzi di protezione collettivi e dei DPI messi a loro disposizione.
Un obbligo che non li esenta dalle loro responsabilità nonostante anche i lavoratori, dal canto loro, siano tenuti ad usare in modo corretto i DPI.
La posizione della Cassazione.
La Cassazione penale rimarca infatti la colpa del datore di lavoro che nonostante la “conoscenza del comportamento più volte tenuto dal lavoratore in violazione della norma antinfortunistica, lo abbia ripetutamente ripreso ed invitato ad attenersi alle disposizioni ma, di fronte all’inottemperanza del predetto, non abbia adottato più decisi provvedimenti idonei ad evitare comunque la violazione delle misure di sicurezza”.
Spesso sono proprio gli operai più anziani, più esperti e professionalmente competenti, quelli più riluttanti a cambiare abitudini. In simili situazioni può capitare che il datore di lavoro si trovi in imbarazzo ad applicare sanzioni disciplinari, visto il rapporto di lavoro di lunga durata con tali soggetti e la loro esperienza sul campo.
Tuttavia il punto di vista giuridico è chiaro: la responsabilità penale è del datore di lavoro… incertezze nell’applicazione del compito non sono contemplate.
Del resto è proprio per il bene dei lavoratori che è essenziale far comprendere l’importanza di seguire le misure preventive, che prescindono il numero di anni di servizio.


