In materia di sicurezza, il Decreto legislativo 81/2008 “prescrive che le informazioni, le segnalazioni di allarme e le avvertenze di attrezzature o macchine siano ben visibili e comprensibili”.
È dunque importante che nel processo di valutazione dei rischi si tenga conto delle eventuali barriere che potrebbero aumentare i rischi dei lavoratori, ad esempio per la presenza di eventuali inabilità cromatiche che rendano difficile discriminare i colori dei dispositivi di comando delle macchine.
Nei luoghi di lavoro vanno “individuati anche i potenziali rischi connessi alla presenza di barriere di diversa natura che possano in qualche modo ostacolare o rendere difficile ‘l’interazione’ con l’ambiente di lavoro, la postazione, l’attrezzatura di lavoro, aumentando la fatica fisica o mentale e facilitando l’infortunio”.
Non è dunque sufficiente riconoscere la presenza del “rischio” ma bisogna tener conto anche delle categorie di lavoratori più “esposti”, riconoscendo le varie fragilità ( diversità) ed intervenendo per assicurare condizioni di sicurezza per tutti.
Senza inclusione non c’è sicurezza.
Scegliere ambienti, prodotti e tecnologie progettati secondo un approccio design for all agevola il Datore di Lavoro e contribuisce alla realizzazione di un ambiente sicuro per tutti: eliminando o indebolendo a monte barriere che impediscono lo svolgimento delle attività o lo rendono più difficoltoso, si riduce la necessità di uno sforzo eccessivo che può portare ad affaticamento o infortuni.
Dispositivi di comando: codice visivo e uso del colore
I dispositivi di comando “costituiscono l’elemento attraverso il quale l’operatore attiva o disattiva le diverse funzioni della macchina e possono essere di diversi tipi: ad esempio, pulsanti, bottoni, leve, interruttori, manopole, cursori, joystick, volanti, pedali, tastiere e schermi tattili”.
E questi “devono essere chiaramente visibili e individuabili utilizzando, nel caso, pittogrammi i quali devono essere progettati in modo da permettere l’univoca individuazione delle azioni che sono eseguite in funzione della loro attivazione”.
Il codice visivo è “uno dei mezzi utilizzato per la codifica delle indicazioni (insieme o in alternativa a i codici acustici e codici tattili) e può essere espresso con colore, forma, posizione e cambiamento delle caratteristiche nel tempo (intermittenza)”.
Riguardo poi all’uso del colore nel codice visivo del dispositivo macchina, la norma “dà indicazioni sulla tinta da associare ai dispositivi di comando, ma nessuna in merito alle altre caratteristiche necessarie alla sua precisa individuazione: saturazione, luminosità o contrasto” e la saturazione è “un aspetto molto importante: anche in presenza di soggetti anomali, a meno di casi rari di dicromia (es. protanopia), la saturazione può permettere al soggetto di riconoscere colori anche di tinte che potrebbero essere problematiche”.


