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Tragedia sul lavoro a Torino, Vestita: la sicurezza è una priorità

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Tragedia sul lavoro a Torino, Vestita: la sicurezza è una priorità. Il gravissimo incidente che si è verificato il 18 dicembre scorso ha provocato tre morti e tre feriti. Sono stati danneggiati palazzi e auto. E diversi passanti sono stati trasferiti in ospedale dal 118. Il crollo della gru potrebbe essere stato causato dal possibile cedimento del terreno. Oppure da un errore nel montaggio della struttura. Il crollo ha danneggiato l’intero palazzo di sei piani. Si tratta dell’ennesima tragedia sul lavoro che poteva essere evitata. Infatti oggi il capoluogo piemontese affronta il secondo incidente dopo la tragedia della funivia del Mottarone. E si interroga sull’indebolimento del lavoro. Una riflessione aperta anche dal presidente dell’Organismo Paritetico Nazionale Italform Sandro Vestita che sottolinea la gravità dell’accaduto. E la necessità di intervenire in maniera concreta sulla sicurezza per mettere fin a questa mattanza di morti bianche.

Tragedia sul lavoro in Via Genova

La gru all’interno del cantiere edile di Via Genova è finita sulla strada abbattendosi contro un palazzo. I tre operai rimasti uccisi erano incastrati sotto una parte dell’intelaiatura. A questo si aggiungono i danni ingenti provocati alle auto parcheggiate e all’intero quartiere. Saranno le indagini condotte dagli addetti ai avori a fare chiarezza su quanto accaduto. Stando alle prime ricostruzioni, quando si è verificato il cedimento era in corso l’assemblaggio di una gru da cantiere con un’altra gru. E le due gru hanno subito un cedimento l’una sull’altra. Per questo si valuta tra le ipotesi più accreditate quella del cedimento del terreno. Secondo questa ricostruzione, l’oscillazione della gru edile potrebbe avere trascinato anche la gru di montaggio.

Infatti gli operai che sono rimasti uccisi stavano ultimando il lavoro di fissaggio del braccio di lavoro. E sono rimasti incastrati nell’intelaiatura. Era in corso l’allestimento di un cantiere per il rifacimento della facciata, favorito dalle agevolazioni in vigore. I lavori erano iniziati da poco. Ora sarà compito degli organi inquirenti fare luce su quanto accaduto.

Il commento dell’O.P.N. Italform

Intanto per la tragedia sul lavoro a Torino è stato aperto un fascicolo contro ignoti. L’ipotesi di reato è omicidio colposo plurimo. Ad oggi non ci sono indagati ma si attende l’esito delle prime verifiche. Infatti le contestazioni di responsabilità avverranno al termine delle indagini di polizia, vigili del fuoco, Spresal e consulenti tecnici. “Gli interventi di garanzia per la sicurezza dei lavoratori nei cantieri non è più rinviabile” commenta l’ingegnere Vestita presidente dell’Organismo Paritetico. “Questi accadimenti ormai costanti e ravvicinati nel tempo devono portare ad una intensificazione dei controlli. Soprattutto alla luce dei massicci interventi attesi nell’edilizia”.

La tragedia sul lavoro a Torino restituisce una fotografia sullo stato di sicurezza dei lavoratori e dei luoghi di lavoro assai debole e precario. Un paradosso culturale se si considera la pianificazione infrastrutturale ferroviaria e digitale in corso. “Per progettare e ammodernare il Paese è necessario mettere in sicurezza i lavoratori. Tutelare le persone che si espongono a rischi ogni giorno è il presupposto per pianificare interventi e attività di ogni genere” conclude.

Esattamente come è accaduto per gli operatori sanitari esposti nella battaglia contro il Covid-19 così è necessario mettere in sicurezza canteri e luoghi di lavoro. Per consentire la tanto auspicata ripresa economica, ammodernare il Paese e rispondere alla necessità di ristrutturazione. Ai provvedimenti annunciati dal Governo sulla condivisione della banca dati sugli infortuni e i controlli serrati devono corrispondere i fatti. Il potere di sospensione delle attività per quelle aziende che non rispettano la normativa deve trovare applicazione.

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