Festa del Papà: doveri e diritti dei lavoratori.
Doveri dei lavoratori.
Il lavoratore è tenuto non solo a svolgere l’attività lavorativa per la quale è stato assunto, ma ha anche precisi doveri nei confronti del proprio datore di lavoro. Questi doveri sono: diligenza, obbedienza, fedeltà.
Diritti dei lavoratori.
Numerosi sono i diritti del lavoratori, a cui corrispondono specularmente altrettanti obblighi a carico del datore di lavoro.
È possibile distinguere tali diritti in due categorie:
- Patrimoniali
- Personali
Diritti patrimoniali.
Rientra in questa categoria il diritto del lavoratore a percepire un corrispettivo per la sua prestazione lavorativa: il diritto alla retribuzione.
Il lavoratore, infatti, ha diritto a percepire una retribuzione che sia proporzionata alla quantità di tempo di lavoro e alla qualità delle mansioni svolte.
I contratti nazionali di categoria o di settore stabiliscono quale deve essere il livello minimo vincolante per tutti i rapporti di lavoro rientranti in quella categoria\settore. Il lavoro svolto nelle giornate festive, peraltro, dà diritto ad una maggiore retributiva.
Diritti personali.
In questa tipologia di diritti il più importante concerne la sicurezza sul lavoro, considerato che la salute è un diritto fondamentale dell’individuo ed interesse della collettività.
Di converso, il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare tutte le misure che, secondo la particolarità del lavoro, si rendono necessarie al fine di preservare l’integrità fisica e la personalità morale del lavoratore.
Diritto al congedo paternità.
È un congedo obbligatorio di 10 giorni (disciplinato dall’articolo 27-bis del Testo Unico maternità\paternità, decreto legislativo 151/2001) finalizzato ad una più equa ripartizione delle responsabilità di assistenza tra uomini e donne e ad un’instaurazione precoce del legame tra padre e figlio. Possono fruire del congedo i padri lavoratori dipendenti, privati e pubblici, anche in caso di adozione e affidamento. Il padre lavoratore dipendente si astiene dal lavoro per un periodo di 10 giorni lavorativi, nell’arco temporale che va dai due mesi precedenti la data presunta del parto fino a 5 mesi successivi alla nascita (o dall’ingresso in famiglia in caso di adozioni oppure dall’affidamento o dal collocamento temporaneo).
Le disposizioni si applicano agli eventi parto, adozione o affidamento avvenuti dal 13 agosto 2022, giorno di entrata in vigore del decreto legislativo 30 giugno 2022, n.105, e anche per gli eventi antecedenti il 13 agosto, purché il lavoratore-padre si trovi nelle condizioni di poter fruire di periodi di congedo di paternità obbligatorio o dei periodi residui non fruiti a titolo di congedo obbligatorio del padre di cui alla lege 92\2012.
«Deve assolutamente essere consentito a tutti i papà che lavorano il diritto e il dovere di essere genitori. Cosa che risulta essere un potente acceleratore di competenze utilissime in azienda». Questo è quanto ha dichiarato Sandro Vestita, in veste non solo di Presidente di OPN Italform ma anche di padre.
«Competenze come l’ascolto, l’empatia, la comunicazione, la collaborazione. Tutte qualità acquisite dai genitori che possono essere utilizzate anche in ambito lavorativo».
Sembra essere ancora lunga la strada che porta alla parità nell’esercizio della genitorialità, ma il cambiamento è in atto e le imprese che sapranno spingerlo ne trarranno solo benefici.
Non bisogna mai dimenticare – continua il Presidente Sandro Vestita – che un padre, più in generale, è un genitore che ha il sacrosanto diritto di andare a lavoro, di svolgere la sua attività in sicurezza e di ritornare a casa a riabbracciare i propri figli!
Buona festa del papà a tutti i lavoratori.


