Chi è il Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza RLS? Quali sono i suoi compiti?
Cominciamo col dire che questa figura aziendale non è di nuova concezione, ma era già presente nello Statuto dei Lavoratori (L. n. 300/1970), poi approfondita dal Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Lo scopo della sua designazione è quello di rendere partecipi i lavoratori in tema di salute e sicurezza in azienda, ma anche di trovare un portavoce tra il personale e le altre figure professionali che si occupano di prevenzione e protezione. Si tratta di un ruolo di cui si è tanto discusso nel corso del tempo, in quanto si è rivelato sempre più necessario per il supporto ai dipendenti. Grazie al RLS, i lavoratori possono contare su una figura che dia voce alle loro esigenze circa la salute e la sicurezza sul lavoro, ma anche che verifichi sempre che le misure per la prevenzione degli infortuni siano adeguate.
Cosa significa RLS?
Come indicato nel D.Lgs. 81/08, l’acronimo RLS significa: Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza cioè la persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro.
Chi è il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza RLS?
Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) è una figura che non obbligatoriamente deve essere nominata dal datore di lavoro. In caso di adempimento, infatti, è previsto dal Testo Unico in tutte quelle aziende che abbiano almeno un lavoratore, tuttavia, non si tratta di un obbligo, ma di un diritto dei lavoratori.
La nomina del RLS è sempre obbligatoria?
No! Non sempre
In alcune casi eccezionali non è prevista la nomina di lavoratori per la sicurezza.
Ad esempio la nomina del RLS non è obbligatoria per:
- i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile,
- i coltivatori diretti del fondo,
- i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo,
- gli artigiani,
- i piccoli commercianti.
L’ RLS può essere esterno all’ azienda?
Il lavoratore che non vuole assumere il ruolo di RLS può rifiutarsi. Se all’interno dell’azienda non si trova una persona che ricopra questa figura, allora i compiti vengono svolti dal Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLST) come specificato nell’articolo 48 del Decreto Legislativo in materia di sicurezza sul lavoro. In questo caso, è compito del datore di lavoro fare richiesta per questo ruolo rivolgendosi all’Organismo Paritetico.
Responsabilità del datore di lavoro
Il datore di lavoro ha l’obbligo, secondo quanto detto dal Decreto Legge 81 del 2008, di occuparsi della formazione del RLS. Questa consiste in un corso di 32 ore con aggiornamento annuale di 4 ore per aziende fino a 50 lavoratori e di 8 ore per le aziende sopra le 50 unità.
In caso di mancata formazione del Rappresentante dei Lavoratori per la sicurezza, il datore di lavoro è sanzionato con l’arresto fino a 4 mesi o con un’ammenda da 1.315,20 a 5.699,20 euro.
I contenuti dei corsi che il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve affrontare sono:
- indicazioni su tecniche di individuazione e contenimento dei rischi
- rischi all’ interno del proprio ambiente di lavoro
- principi giuridici comunitari e nazionali, normativa vigente in materia di sicurezza sul lavoro, principali soggetti coinvolti e relativi obblighi
- indicazioni sulla rappresentanza dei lavoratori e le mansioni
- tecniche efficaci di comunicazione con i lavoratori.
La formazione dell’RLS può avvenire anche in modalità e-learning, ma solo nel caso di alcune aziende come dei settori terziario, pubblici esercizi, appartenenti al settore del turismo, dell’intrattenimento, del commercio, della ricerca e altre.
Cosa fa il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza?
Nel D.Lgs 81/08 vengono riportati i compiti fondamentali del RLS. Vediamoli insieme:
- può effettuare sopralluoghi per valutare le condizioni in cui operano i dipendenti, dei macchinari e dei sistemi di produzione
- riceve e consulta il documento di valutazione dei rischi in modo da offrire un suo punto di vista circa le attività di prevenzione da adottare
- partecipa alle riunioni periodiche con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, gli addetti per la prevenzione incendi e il medico competente
- offre consulenza circa la formazione dei dipendenti in materia di salute e sicurezza, ma anche la valutazione dei rischi
- viene consultato per la designazione del responsabile e gli addetti al servizio di prevenzione e protezione;
- può fare ricorso alle autorità competenti (ASL, Direzione provinciale del lavoro e Autorità Giudiziaria) in caso di inadeguate misure di prevenzione e protezione
- viene consultato circa l’ organizzazione della formazione degli addetti all’ attività di lotta antincendio e primo soccorso;
- organizza attività volte a insegnare ai dipendenti come tutelare la propria sicurezza sul lavoro;
- comunica con i professionisti della vigilanza.
L’importanza di questo ruolo sta nel fatto che i dipendenti possono vedere riconosciuti i propri diritti. Inoltre, si tratta di un professionista in più che valuta tutti gli aspetti circa le misure di prevenzione. Se non sono adeguate, può intervenire e migliorare le condizioni sul luogo di lavoro.
Grazie al RSL e alla normativa di legge vigente, anche i lavoratori possono avere il controllo di molti aspetti dell’azienda che in passato non gli competevano.
Quanti RLS sono necessari in aziende o unità produttive?
La legge si occupa anche di definire il numero minimo previsto di Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, e li suddivide secondo questi criteri:
- in aziende o unità produttive che impiegano sino a 200 lavoratori: 1 rappresentante;
- in aziende o unità produttive che impiegano da 201 a 1.000 lavoratori: 3 rappresentanti;
- in aziende o unità produttive che impiegano più di 1.000 lavoratori: 6 rappresentanti.


