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Studente muore in fabbrica, Vestita: errato inasprire solo le sanzioni

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Studente muore in fabbrica, Vestita: errato inasprire solo le sanzioni. Un ragazzo di 18 anni è morto schiacciato da una trave nell’ultimo giorno delle attività di alternanza Scuola- Lavoro. Uno studente muore in fabbrica. Lorenzo Parelli, 18 anni di Udine perde la vita davanti ai docenti e ai compagni di scuola. L’impatto violentissimo non gli ha lasciato scampo e i soccorsi da parte degli operai dell’azienda non sono riusciti a salvarlo. Così come sono stati vani i tentativi dei Vigili del Fuoco e dei sanitari giunti sul posto.

Studente muore in fabbrica

L’incidente è accaduto in un’azienda di Lauzacco in provincia di Udine impegnata nella meccanica. E in particolare nella produzione di bilance stradali. Durante dei lavori di carpenteria metallica una putrella gli è caduta addosso. Non si tratta solo di una ennesima vittima del lavoro, ma della morte di uno studente tirocinante. Che stava terminando gli studi per entrare nel mondo del lavoro.

Lorenzo frequentava il Centro di Formazione Professionale dell’Istituto Superiore Bearzi di Udine gestito dai salesiani. A 18 anni i giovani hanno diritto di frequentare aule scolastiche sicure in cui scoprire il valore e la bellezza della conoscenza. Per scoprire potenzialità e vocazioni, per progettare il mondo che vorrebbero.

 Il monito del presidente Vestita

“L’ennesima tragedia testimonia che la direzione intrapresa di inasprire le sanzioni è fondamentalmente errata”. Così commenta il presidente dell’Organismo Paritetico Nazionale Italform Ing. Sandro Vestita. “Questa volta è toccato ad uno studente di 18 anni nell’esercizio dell’alternanza Scuola-Lavoro. Ovvero nell’ambito di una iniziativa che già di per sè suscita molte perplessità.

Intanto uno studente muore in fabbrica. La sicurezza sul lavoro non deve ridursi a mero obbligo, ma deve diventare bagaglio culturale di ogni individuo. E infatti si deve partire dalle scuole con programmi mirati e non mandando allo sbaraglio ragazzi in luoghi di lavoro. E senza una adeguata preparazione al pericolo. Invece altro discorso va affrontato per i luoghi di lavoro. Dove ormai è intollerabile la superficialità su temi così importanti. La presa di coscienza deve essere netta a livello collettivo. E le azioni devono essere decise, coerenti e unitarie” conclude.

Ad oggi l’area in cui si è verificato l’incidente è stata transennata e sottoposta a sequestro dalla Procura di Udine. Indagano i carabinieri di Palmanova e gli Ispettori dell’azienda sanitaria. A loro spetta il compito di ricostruire la dinamica dell’incidente e attribuire eventuali responsabilità. Intanto i titolari dell’azienda, i dipendenti e l’intera comunità scolastica sono sotto choc per l’accaduto. Tutti si stringono intorno al dolore della famiglia del ragazzo.

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