Con la sentenza n. 15697 del 22 aprile 2025, la Corte di Cassazione stabilisce che, se il datore di lavoro non adempie all’obbligo di formazione sulla sicurezza, questa mancanza può essere considerata causa diretta di un infortunio, quando il lavoratore, non essendo consapevole dei rischi connessi all’attività, non sa come affrontarli o prevenirli.
Il caso analizzato
La Corte d’Appello aveva condannato il legale rappresentante di un’impresa dopo un infortunio sul lavoro, avvenuto perché il dipendente non era stato né formato adeguatamente, né aveva ricevuto istruzioni operative sui rischi legati alla movimentazione manuale dei carichi.
La decisione della Cassazione
La Cassazione, confermando la condanna, sottolinea che l’obbligo formativo è uno dei doveri fondamentali del datore, essenziale per informare i lavoratori sui rischi specifici connessi alle mansioni svolte.
La Corte precisa che, se un infortunio è riconducibile alla mancanza di formazione, il datore di lavoro ne sarà ritenuto responsabile.
Poiché in questo caso la mancanza formativa è risultata collegata all’evento lesivo, la Suprema Corte ha respinto il ricorso e confermato la colpevolezza dell’imputato.


