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Sostanze chimiche reprotossiche in ambiente di lavoro

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Sostanze chimiche reprotossiche in ambiente di lavoro

La nuova direttiva 2022/431 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2022, il cui recepimento è previsto entro febbraio 2024, tratta i reprotossici. Le sostanze chimiche reprotossiche saranno inserite all’interno della direttiva cancerogeni e mutageni, prevedendo in ambiente di lavoro misure di gestione del rischio più stringenti e tutelanti.

Nella normativa per la tutela dei lavoratori è stata posta molta attenzione alla tutela della donna in gravidanza. Ma finora la possibile esposizione a sostanze reprotossiche sembra sia stata ampiamente sottostimata.

Cosa fare?

L’approccio nell’ambiente di lavoro è certamente quello della eliminazione/sostituzione per quanto possibile di queste sostanze dai cicli produttivi.
Nei casi in cui ciò non fosse tecnicamente possibile, è necessario organizzare per tempo e con attenzione una prevenzione stringente di interventi quali:

– lavorazioni a ciclo chiuso
– isolamento
– segnalazione di aree dedicate
– limitazione al minimo del numero di lavoratori esposti
– fornitura dispositivi di protezione individuale adeguati
– monitoraggio delle esposizioni
– sorveglianza sanitaria
– inserimento nel registro degli esposti e relativi obblighi correlati.

Nel documento INAIL un elenco non esaustivo delle sostanze e dei settori lavorativi coinvolti.

  • composti del piombo
  • solventi organici
  • glicoleteri
  • n-metilpirrolidone
  • Alchilfenoli, in particolare il bisfenolo A
  • Gas anestetici
  • Ftalati
  • Composti del cadmio
  • Pesticidi (organofosforici, carbammati e fenossierbicidi in particolare)

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