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Sicurezza, vigilanza rafforzata.

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Maggiori possibilità di orientare la vigilanza, grazie anche alla possibilità di rintracciare gli infortuni che si ripetono nel tempo con le medesime modalità, sintomo rivelatore di possibile omissione dolosa di cautele antinfortunistiche (art. 437 codice penale).

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) già utilizza diverse banche dati per orientare l’attività ispettiva, incrociando informazioni su aziende e lavoratori per individuare irregolarità. Le principali fonti sono:

  1. Banche dati del Ministero del Lavoro e INL:

    • SIL (Sistema Informativo del Lavoro) per i rapporti di lavoro.
    • Archivio INL con dati su ispezioni e violazioni pregresse.
  2. Banche dati INPS:

    • UNIEMENS per contributi e retribuzioni.
    • DURC per la regolarità contributiva.
    • Osservatorio sul lavoro nero.
  3. Banche dati INAIL:

    • Open Data INAIL su infortuni e malattie professionali.
    • DURC Online per la regolarità assicurativa.
  4. Banche dati Agenzia delle Entrate:

    • Anagrafe Tributaria per redditi e contributi.
    • Archivio rapporti finanziari per movimenti sospetti.
  5. Banche dati Guardia di Finanza:

    • SID per dati fiscali e finanziari.
    • Anagrafe dei rapporti di lavoro e imprese.
  6. Altri strumenti:

    • SIVA (Sistema Informativo Vigilanza Attività Ispettiva).
    • Banca dati Prefetture (permessi di soggiorno e sfruttamento lavorativo).
    • Banca dati ANAC sugli appalti pubblici.

L’integrazione di queste banche dati permette all’INL di individuare situazioni a rischio e ottimizzare i controlli ispettivi.

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