Rischi ondate calore, l’INL tutela agricoltori e lavoratori edili. L’Ispettorato Nazionale del Lavoro diffonde una circolare a tutela dei lavoratori in edilizia, agricoltura e ambienti non ventilati. Alla luce delle temperature roventi che stanno interessando il Paese, l’Ispettorato sottolinea i rischi legati all’esposizione dei lavoratori. A tal proposito si ricorda l’episodio accaduto l’estate scorsa del giovane morto in Puglia, dopo avere lavorato per un’intera giornata nei campi, con una temperatura vicina ai 40 gradi. Quella vicenda ha comportato che la Regione Puglia adottasse il divieto di lavoro nelle ore più calde, per tutelare agricoltori e lavoratori edili in particolare.
Rischi ondate calore, la circolare emanata dalla Direzione Centrale INL
Ad oggi in relazione a questo genere di rischio, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ricorda che già lo scorso 22 giugno la Direzione Centrale per la Tutela, la vigilanza e la sicurezza ha emanato una circolare avente ad oggetto la tutela dei lavoratori sul rischio legato ai danni da calore. Nella circolare vengono richiamati i contenuti della nota prot. n. 4639 del 2 luglio 2021. Ovvero in attuazione della quale gli Uffici territoriali dell’INL sono invitati a dedicare particolare attenzione, sotto il profilo ispettivo, alla prevenzione dei rischi sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori. E che sono determinati dall’aumento di intensità e durata delle ondate di calore.
L’obbligo di valutare tutti i rischi per la salute e sicurezza sul lavoro
Il provvedimento emanato recita testualmente che “L’art. 28 del d.lgs. n. 81/2008 stabilisce l’obbligo, in capo al datore di lavoro, di valutare “tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori”, compresi quelli riguardanti “gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari”. Come noto, le elevate temperature in assenza di misure idonee, specie nel caso di lavorazioni faticose e in assenza di adeguate pause di recupero, oltre a essere causa di malori possono ridurre la capacità di attenzione del lavoratore e quindi aumentare il rischio di infortuni.
Particolarmente esposti al rischio in questione risultano coloro che svolgono l’attività lavorativa all’aperto, in particolare edilizia e agricoltura, unitamente a coloro che sono impegnati in ambienti chiusi senza ventilazione adeguata. In tali settori e ambienti di lavoro si ritiene opportuno intensificare le attività di sensibilizzazione. E verificare nel corso dell’attività di vigilanza, quali misure di prevenzione siano state previste ed attuate dal datore di lavoro al fine di ridurre al minimo il rischio espositivo”.

