Verifiche sulla posizione contrattuale di Domenico Piervenanzi, l’operaio 54enne originario di Frattamaggiore morto dopo un volo di circa 15 metri dal capannone di uno stabilimento nella zona industrale di Carinaro.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’uomo era sul tetto del capannone di un’azienda di infissi, impegnato per conto di un’altra ditta, la cui sede è ad Orta di Atella, nella messa in posa di pannelli solari, quando per cause in corso di accertamento, il solaio ha ceduto ed è caduto nel vuoto finendo violentemente a terra.
Sul posto i poliziotti del Commissariato di Aversa, il pm di turno della Procura di Napoli Nord, che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, gli ispettori del lavoro e i tecnici dell’Asl di Caserta.
Le indagini si stanno concentrando, anticipa l’Ansa, sulla posizione contrattuale del 54enne, che dai primi riscontri pare non avesse alcun contratto, forse perché imparentato con i titolari dell’azienda di pannelli solari; gli inquirenti stanno accertando anche se il lavoratore indossasse dispositivi efficaci per la sicurezza.
“La scia di morte sul lavoro continua, a Carinaro un altro lavoratore ha perso la vita lavorando, l’indignazione, le parole, non bastano – si legge in una nota congiunta di Giovanni Sgambati e Pietro Pettrone, rispettivamente segretario generale di Napoli e coordinatore provinciale di Caserta della Uil – La Uil più che mai non arretrerà su questa battaglia, vogliamo adesso provvedimenti e azioni concrete da parte del Governo. Questa tragedia – proseguono – è ancora una volta la conseguenza di regole non rispettate, la sicurezza deve essere la priorità. Continueremo con le nostre mobilitazioni, con le denunce e con nuovi accordi, ma questi da soli non bastano. Servono ispettori, controlli, serve punire severamente le aziende che non rispettano le norme sulla sicurezza e da tempo diciamo che le morti sul lavoro sono omicidi, si istituisca una procura speciale, adesso basta”.


