Formazione digitale obbligatoria per tutti gli insegnanti, stanziati 800 milioni. Lo ha annunciato il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in occasione del convegno Ethics and Artificial Intelligence Confirmation di Venezia. Qui il titolare del Dicastero ha sottolineato la necessità di promuovere un aggiornamento sulla formazione che coinvolga tutti gli insegnanti e a tutti i livelli. Infatti ha indicato l’obbligatorietà dei corsi e una tempistica di 4 anni per concludere il cosiddetto “addestramento”.
Formazione digitale obbligatoria, coinvolti tutti gli insegnanti e a tutti i livelli
La versione iniziale del Decreto Legge 36 approvata a fine aprile non contempla il bisogno di aggiornamento delle competenze digitali del corpo docente. Ad oggi il Ministro Bianchi ne rileva l’urgenza e annuncia un riaddestramento per 650 mila insegnanti che dovrà concludersi entro 4 anni. Con l’obiettivo di andare incontro ad un insegnamento adeguato al futuro digitale e all’interconnessione globale che si è ormai prospettato. Così come ha affermato il Ministro, che include nel percorso tutti i dicenti, anche chi fa il sostegno.
Tutti i docenti di ruolo saranno in qualche modo coinvolti nel processo di aggiornamento professionale sulle competenze e conoscenze informatiche che sono utili allo svolgimento della didattica. Infatti questa esigenza è maturata proprio durante la pandemia, con le elezioni svolte a distanza e con l’utilizzo di tutti i dispositivi elettronici. Quindi saranno coinvolti tutti coloro che insegnano discipline nei vari gradi scolastici. Dai maestri d’infanzia a quelli di scuola primaria, passando per i professori della secondaria di primo e secondo grado.
Stanziati 1.230 euro a docente
Il Ministro Bianchi ha precisato che il Governo italiano ha stanziato 1.230 euro a docente, e che è stato lanciato un progetto da 2,5 milioni per dare nuova formazione a chi insegna. Il traguardo del Ministero è introdurre nella scuola l’intelligenza artificiale, la digitalizzazione collegata alla questione etica. Bianchi solleva il problema legato all’aiuto concreto che le aziende del sistema globale possono dare all’Unione Europea e all’Italia.
Il linguaggio da utilizzare da parte degli insegnanti a vari livelli e nelle diverse discipline deve adeguarsi ai cambiamenti in atto. Il fine da perseguire per tutti deve essere quello di raggiungere il risultato di una diversa crescita formativa interpretando in modo corretto i nuovi linguaggi.


