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	<title>Redazione, Autore presso O.P.N. Italform</title>
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	<title>Redazione, Autore presso O.P.N. Italform</title>
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		<title>Stampa 3D, i fattori di rischio illustrati da Inail sulla salute dei lavoratori</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2022 10:15:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[salute e sicurezza nei luoghi di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[scheda tecnica Inail su utilizzo stampa 3D]]></category>
		<category><![CDATA[stampa 3D fattori di rischio per lavoratori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/stampa-3d-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Stampa 3D, i fattori di rischio illustrati da Inail sulla salute dei lavoratori. I ricercatori del Dimeila dell&#8217;Inail elaborano un vademecum per i lavoratori che utilizzano la stampa 3D. Ed evidenziano i fattori di rischio per la salute. In particolare il documento licenziato analizza le caratteristiche dei materiali utilizzati nei processi di produzione e fornisce [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/stampa-3d-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Stampa 3D, i fattori di rischio illustrati da Inail sulla salute dei lavoratori. I ricercatori del Dimeila dell&#8217;Inail elaborano un vademecum per i lavoratori che utilizzano la stampa 3D. Ed evidenziano i fattori di rischio per la salute. In particolare il documento licenziato analizza le caratteristiche dei materiali utilizzati nei processi di produzione e fornisce indicazioni utili di protezione.</p>
<h3>Stampa 3D, la tecnologia più usata nei cicli industriali</h3>
<p>Come riporta il comunicato stampa dell&#8217;Istituto, la stampa 3D oggi è lo strumento maggiormente utilizzato nel settore aerospaziale, automobilistico, meccanico, nel comparto manifatturiero e in quello medicale. E viene indicata come la tecnologia che consente facilità di utilizzo e bassi costi di produzione. La stampa 3D si utilizza per realizzare oggetti tridimensionali attraverso un metodo di produzione additivo.</p>
<p>L’utilizzo crescente e sempre più diffuso di questa tecnologia e la conseguente potenziale esposizione professionale comporta però dei rischi. Lo studio condotto i ricercatori del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’Inail presenta un report scientifico per rendere note le caratteristiche e gli elementi utili a individuare potenziali pericoli per la salute dei lavoratori. E quindi per suggerire misure idonee di protezione.</p>
<h3>La stampa 3D e i materiali utilizzati</h3>
<p>La scheda tecnica pubblicata da Inail illustra la tecnica più usata, che è l’estrusione. Ovvero un filamento di materiale passa attraverso un ugello riscaldato ad alta temperatura, quindi il materiale fuso viene depositato sopra una piattaforma di lavoro più fredda e strato dopo strato vengono costruiti i piani bidimensionali dell’oggetto programmato.</p>
<p>A seguire si analizzano i diversi materiali usati nella stampa 3D, suddividendoli in classici (polimeri, ceramiche, vetro, metalli e legno) e innovativi (bio e nano-materiali). Le caratteristiche chimico-fisiche dei principali materiali usati e i possibili rischi da esposizione potrebbero portare a potenziali effetti tossici sull’apparato respiratorio, come nel caso dei materiali plastici e metallici. Oppure sui rischi di natura biologica derivanti dalla generazione di aerosol e contaminazione microbica delle superfici di lavoro, come nel caso dell’uso di materiali biologici.</p>
<p>Invece &#8220;Riguardo ai nanomateriali si raccomanda una particolare attenzione all’esposizione a nanomateriali ingegnerizzati (es. nanoparticelle di ossidi di metalli e nanotubi di carbonio)&#8221;. Per cui sono stati messi in evidenza “potenziali effetti avversi per la salute”.</p>
<h3>Misure di prevenzione e protezione</h3>
<p>Alla luce dell’art.15 del decreto legislativo 81/2008 il documento del Dimeila indica le misure di prevenzione e protezione da adottare per la protezione dai possibili rischi della stampa 3D. Principalmente attraverso la riduzione delle emissioni e del numero di lavoratori potenzialmente esposti.</p>
<p>Nei lavori con la stampa 3D non è possibile eliminare o sostituire l’agente nocivo né modificare la modalità di lavorazione né tantomeno ridurre il numero degli addetti coinvolti. Quindi la scheda tecnica suggerisce di potenziare le misure strutturali di contenimento del rischio. Tra queste troviamo le tecniche di aspirazione o di ventilazione dei locali, o prevedere l’uso di dispositivi adeguati di protezione individuale come maschere facciali filtranti di tipo FFP2. Oltre ai guanti in gomma monouso, occhiali e abbigliamento di protezione. &#8220;Senza trascurare un’adeguata formazione dei lavoratori e una maggiore condivisione delle procedure da attuare, allo scopo di incrementare consapevolezza dei rischi e modalità di lavoro più sicure&#8221; si legge testualmente.</p>
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		<title>Sistema Duale, arrivano i primi fondi Pnrr alle Regioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2022 08:25:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[alternanza scuola-lavoro fondi alle regioni]]></category>
		<category><![CDATA[assegnazione risorse Pnrr al sistema duale]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione e formazione delle regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[sistema duale]]></category>
		<category><![CDATA[trasferimenti fondi alle regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2020/02/bg-07-free-img-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="News OPN Italform" decoding="async" />Sistema Duale, arrivano i primi fondi Pnrr alle Regioni. Il Ministero del Lavoro rende noto che è stato registrato alla Corte dei Conti il decreto direttoriale n.54 del 22 luglio 2022. Ovvero il decreto che assegna una prima quota delle risorse del Pnrr alle regioni e alle province autonome per l&#8217;annualità 2021 attribuite all&#8217;intervento sul sistema [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2020/02/bg-07-free-img-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="News OPN Italform" decoding="async" /><p>Sistema Duale, arrivano i primi fondi Pnrr alle Regioni. Il Ministero del Lavoro rende noto che è stato registrato alla Corte dei Conti il decreto direttoriale n.54 del 22 luglio 2022. Ovvero il decreto che assegna una prima quota delle risorse del Pnrr alle regioni e alle province autonome per l&#8217;annualità 2021 attribuite all&#8217;intervento sul sistema duale. Si tratta di una prima tranche da 120 milioni di euro, che corrisponde al 20% del fondo stanziato sulla misura.</p>
<h3>Sistema duale, la prima quota assegnata alle Regioni e alle Province Autonome</h3>
<p>Per sistema duale il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza intende quella tipologia di formazione realizzata nell&#8217;ambito dei percorsi di istruzione e formazione professionale di competenza regionale. E secondo la metodologia dell&#8217;alternanza formativa. Anche attraverso lo strumento dell&#8217;apprendistato.</p>
<p>Il Ministero del Lavoro annuncia il primo trasferimento di risorse alle Regioni e alle Province Autonome per l&#8217;annualità 2021, per una quota del 20% pari a 120 milioni di euro. A valere totale sul totale delle risorse PNRR attribuite all’intervento Missione M5, componente C1 &#8211; tipologia “Investimento”, intervento &#8220;1.4 Sistema duale”.</p>
<h3>Sistema duale, si punta al rafforzamento dell&#8217;alternanza scuola-lavoro</h3>
<p>L&#8217;intervento finanziato dal Pnrr interviene sul rafforzamento delle modalità di apprendimento basate sull&#8217;alternarsi di momenti formativi &#8220;in aula&#8221; presso una istituzione formativa. E momenti di formazione pratica in contesti lavorativi presso un&#8217;azienda o un&#8217;impresa. In questo modo si favoriscono politiche di transizione tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro, per rendere i sistemi di istruzione e formazione più in linea con le esigenze del mercato del lavoro.</p>
<p>Senza contare l&#8217;intento di favorire l&#8217;acquisizione di nuove competenze da parte dei giovani e degli adulti senza titolo di istruzione secondaria.</p>
<h3>La mission annunciata sui percorsi Iefp e Ifts</h3>
<p>A seguito della pubblicazione delle linee guida e l&#8217;attuazione dei percorsi Iefp e Ifts in modalità duale, il Ministero del Lavoro conferma l&#8217;assegna dei fondi. Infatti le linee guida forniscono le indicazioni con il quadro di riferimento entro il quale programmare e realizzare le attività previste dal Pnrr. Quindi con le caratteristiche generali, i destinatari e gli erogatori delle misure.</p>
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		<title>Ventilazione meccanica obbligatoria negli edifici pubblici da dicembre 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 15:21:53 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ventilazione meccanica obbligatoria negli edifici pubblici da dicembre 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/Ventilazione-meccanica-controllata-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Ventilazione meccanica obbligatoria negli edifici pubblici da dicembre 2022. A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 6 agosto scorso, del decreto 23 giugno 2022 del CAM &#8211; Criteri Ambientali Minimi si impone l&#8217;obbligo di dotare tutti gli edifici pubblici di ventilazione meccanica. Infatti all&#8217;Art. 2.4.5 &#8211; Aerazione, ventilazione e qualità dell’aria il decreto recita [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/Ventilazione-meccanica-controllata-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Ventilazione meccanica obbligatoria negli edifici pubblici da dicembre 2022. A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 6 agosto scorso, del decreto 23 giugno 2022 del CAM &#8211; Criteri Ambientali Minimi si impone l&#8217;obbligo di dotare tutti gli edifici pubblici di ventilazione meccanica. Infatti all&#8217;Art. 2.4.5 &#8211; Aerazione, ventilazione e qualità dell’aria il decreto recita che &#8220;è necessario garantire l’adeguata qualità dell’aria interna in tutti i locali abitabili tramite la realizzazione di impianti di ventilazione meccanica&#8221;. Quindi secondo le norme UNI 10339 o UNI EN 16798-1.</p>
<h3>Ventilazione meccanica obbligatoria negli edifici pubblici</h3>
<p>Alla luce della tempistica prevista per l&#8217;entrata in vigore del decreto che prevede 120 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, si desume che entro la prima decade di dicembre la ventilazione meccanica sarà obbligatoria in tutti gli edifici pubblici. Comprese le scuole che durante la pandemia sono state particolarmente attenzionate per gli andamenti dei contagi da Covid-19.</p>
<p>Gli impianti di ventilazione meccanica dovranno essere di nuova realizzazione oppure oggetto di riqualificazione di quelli esistenti.</p>
<h3>Gli edifici pubblici che dovranno rispondere all&#8217;obbligo di legge</h3>
<p>Tra gli edifici pubblici che dovranno adeguarsi alle nuove disposizioni ci sono Scuole, Biblioteche, Uffici pubblici, Università, Municipi, Tribunali. Il decreto interviene per normare quello che durante la pandemia è stato assunto come un &#8220;atteggiamento precauzionale&#8221; per favorire il ricambio d&#8217;aria e mitigare il contagio.</p>
<p>In altre parole bastava aprire le finestre per &#8220;garantire&#8221; il ricambio dell&#8217;aria indispensabile per la salute degli occupanti. Ma il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale obbliga l&#8217;attivazione della ventilazione meccanica.</p>
<h3>La ventilazione meccanica nelle scuole</h3>
<p>Le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità certificano l’addio all’obbligo dei dispositivi di protezione per studenti e personale scolastico. Ma per garantire il rientro in totale sicurezza, il Ministero dell&#8217;Istruzione indica un rafforzamento negli investimenti degli impianti di ventilazione meccanica nelle aule. Per garantire un costante riciclo dell&#8217;aria e una maggiore salubrità dell&#8217;ambiente di studio e di convivenza.</p>
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		<title>Stabilimenti con pericolo di incidente rilevante, Inail illustra i rischi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Aug 2022 13:56:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Dipartimento innovazioni tecnologiche Inail]]></category>
		<category><![CDATA[Inail]]></category>
		<category><![CDATA[incendi di vegetazione all'esterno]]></category>
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		<category><![CDATA[stabilimenti con pericolo di incidente rilevante]]></category>
		<category><![CDATA[stabilimenti Pir]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/7ce624f0-3165-4043-80e3-12c1e275b04c-e1661349355894-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Stabilimenti con pericolo di incidente rilevante, Inail illustra i rischi che possono accadere in estate. A seguito della consueta pubblicazione delle note di sicurezza promossa dal Dipartimento innovazioni tecnologiche dell&#8217;Inail, l&#8217;istituto pubblica una scheda tecnica per illustrare le principali fonti di rischio. Tra cui incendi di vegetazione e innesco da oggetti incandescenti. Stabilimenti con pericolo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/7ce624f0-3165-4043-80e3-12c1e275b04c-e1661349355894-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Stabilimenti con pericolo di incidente rilevante, Inail illustra i rischi che possono accadere in estate. A seguito della consueta pubblicazione delle note di sicurezza promossa dal Dipartimento innovazioni tecnologiche dell&#8217;Inail, l&#8217;istituto pubblica una scheda tecnica per illustrare le principali fonti di rischio. Tra cui incendi di vegetazione e innesco da oggetti incandescenti.</p>
<h3>Stabilimenti con pericolo di incidente rilevante (Pir)</h3>
<p>La panoramica fornita prende in considerazione il caldo eccessivo e la siccità, ormai sempre più frequenti nelle ultime stagioni estive. Ovvero un clima che può contribuire ad aumentare il rischio di incendi della vegetazione, coinvolgendo anche insediamenti industriali con pericolo di incidente rilevante (Pir). La nota Inail cita tra questi le industrie chimiche o petrolifere, i depositi di fitofarmaci, le distillerie e le fabbriche che utilizzano o detengono specifiche sostanze pericolose.</p>
<p>All’interno della nota di sicurezza si illustrano indicazioni di carattere scientifico e gli eventi più significativi registrati e catalogati.  Con lo scopo di offrire elementi di attenzione utili al miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro.</p>
<h3>Stabilimenti con pericolo di incidente rilevante, incendi di vegetazione all’esterno</h3>
<p>Come citato in precedenza, particolarmente rischiosi sono gli incendi di vegetazione avvenuti all’esterno degli stabilimenti Pir. Spesso è accaduto che hanno provocato principi di incendio in prossimità della recinzione oppure direttamente all’interno del sito produttivo. La scheda tecnica analizza gli elementi di pericolo, illustra le modalità di spegnimento effettuate con l’intervento della squadra di emergenza interna e con i Vigili del Fuoco. E infine indica le modalità di prevenzione da osservare, come attività di presidio e di diserbo delle aree verdi.</p>
<p>La stessa procedura si applica in caso di innesco da oggetti incandescenti, come tizzoni o pezzi di metallo provenienti da trattori o macchine agricole.</p>
<h3>Gli incendi di vegetazione all’interno</h3>
<p>In merito agli incendi di vegetazione innescati all’interno dello stabilimento i ricercatori del Dit annotano varie tipologie. Ad esempio come i lavori a caldo di saldatura con proiezione di scintille o di taglio di erba o altri materiali con combustione di sterpaglie presenti nell’area di lavoro. Altro elemento è il mancato controllo a fine lavoro, che non permette di rilevare la eventuale presenza di braci potenzialmente pericolose.</p>
<h3>Come intervenire</h3>
<p>La nota tecnica pubblicata dal Dipartimento dell&#8217;Istituto fornisce elementi utili per prevenire tali tipologie di rischio. Fra questi indica il mantenimento delle aree esterne agli stabilimenti Pir in condizioni ottimali di pulizia e di aratura periodica. Oltre al monitoraggio e al controllo degli ambienti circostanti l’impianto in stagioni aride e in presenza di venti forti. Ed evitare di svolgere lavori a caldo vicino a terrapieni, aiuole e zone verdi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/stabilimenti-con-pericolo-di-incidente-rilevante-inail-illustra-i-rischi/">Stabilimenti con pericolo di incidente rilevante, Inail illustra i rischi</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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		<title>Nuove misure per la sicurezza dei lavoratori nel Pnrr, la campagna del Ministero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2022 09:34:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Orlando]]></category>
		<category><![CDATA[Ispettorato nazionale del Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Ministero del Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[nuove misure per la sicurezza nel Pnrr]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Inail 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/02/corso-preposti-dirigenti-padova-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Nuove misure per la sicurezza dei lavoratori, il Ministero apre la campagna. &#8220;Sicuri, insieme, si deve: più impegno in sicurezza sul lavoro&#8221;. Questo è lo slogan scelto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la campagna di sensibilizzazione tesa a promuovere le nuove misure per la sicurezza dei lavoratori. L&#8217;obiettivo della campagna è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/02/corso-preposti-dirigenti-padova-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Nuove misure per la sicurezza dei lavoratori, il Ministero apre la campagna. &#8220;Sicuri, insieme, si deve: più impegno in sicurezza sul lavoro&#8221;. Questo è lo slogan scelto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la campagna di sensibilizzazione tesa a promuovere le nuove misure per la sicurezza dei lavoratori. L&#8217;obiettivo della campagna è di favorire il coinvolgimento di tutta la collettività e di spingere per una cultura della condivisione della sicurezza. Le nuove misure per la sicurezza dei lavoratori nel Pnrr prevedono un potenziamento dell&#8217;organico e il raddoppio delle ispezioni.</p>
<h3>Nuove misure per la sicurezza dei lavoratori nel Pnrr</h3>
<p>Dallo scorso giugno il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha lanciato una campagna di sensibilizzazione trasmessa su tutti gli organi di stampa nazionali come parte integrante della strategia di contrasto agli incidenti sul lavoro. E&#8217; stato divulgato un appello che richiama al senso di responsabilità di ognuno per contrastare un fenomeno che nel 2021 ha segnato una crescita. E che arriva a pochi mesi dall’approvazione di nuove norme per la sicurezza inserite nel PNRR.</p>
<h3>Nuove misure per la sicurezza dei lavoratori, l&#8217;obiettivo della campagna di sensibilizzazione</h3>
<p>Di fronte a un fenomeno che non accenna a diminuire, il senso della campagna è lanciare un appello collettivo al fine di accrescere e incoraggiare un senso diffuso di responsabilità. L’iniziativa di comunicazione del Ministero vuole</p>
<ul>
<li>evidenziare il rinnovato impegno delle istituzioni per fronteggiare l’emergenza;</li>
<li>segnalare le misure introdotte per arginare l’emergenza. Con il rafforzamento del sistema di vigilanza e delle sanzioni, interventi di formazione per lavoratori e imprese;</li>
<li>evidenziare che per superare la drammatica situazione attuale è necessario l’impegno congiunto di tutti;</li>
<li>evidenziare l’importanza della prevenzione e accrescere il senso di responsabilità di ognuno.</li>
</ul>
<h3>Lo spot sulla sicurezza richiama l&#8217;opinione pubblica sul coinvolgimento dell&#8217;intera società</h3>
<p>Rivolto principalmente ai lavoratori e ai datori di lavoro lo spot sulla sicurezza coinvolge fortemente anche opinione pubblica, parti sociali e stakeholders. Lo slogan stesso dell’iniziativa &#8220;Sicuri, insieme, si deve&#8221; si concentra sul fatto che la sicurezza sul lavoro è un obiettivo comune, che riguarda l’intera società italiana e che va raggiunto con l’impegno di tutti.</p>
<p>“Diciamo insieme basta agli incidenti sul lavoro“, è l&#8217;appello dello spot. E che richiama alla consapevolezza che le regole da sole non bastano e che il contributo di ognuno è indispensabile per accrescere e incoraggiare un diffuso senso di responsabilità. Oltre a rappresentare un’occasione per riflettere e arginare le morti bianche, la campagna ricorda anche l’impegno istituzionale che ha portato il Governo a varare nuove norme sulla sicurezza. In particolare prevedendo più attività di formazione, maggiori controlli e sanzioni.</p>
<h3>Nuove misure per la sicurezza nel PNRR</h3>
<p>Ad aprile 2022 il Consiglio dei Ministri ha varato il decreto con misure urgenti di attuazione del Pnrr. Tra queste la norma proposta dal Ministro  Orlando tesa ad assicurare un’efficace azione di contrasto al fenomeno infortunistico e di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro. Infatti il decreto prevede che l’Inail promuova appositi protocolli d’intesa con aziende e grandi gruppi industriali impegnati nella esecuzione dei singoli interventi previsti dal Pnrr.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è attivare:</p>
<ul>
<li>programmi straordinari di formazione in materia di salute e sicurezza. Per qualificare ulteriormente le competenze dei lavoratori nei settori caratterizzati da maggiore crescita occupazionale in ragione degli investimenti programmati;</li>
<li>progetti di ricerca e sperimentazione di soluzioni tecnologiche in materia, tra l’altro, di robotica, esoscheletri, sensoristica per il monitoraggio degli ambienti di lavoro. Ma anche materiali innovativi per l’abbigliamento lavorativo, dispositivi di visione immersiva e realtà aumentata, per il miglioramento degli standard di salute e sicurezza sul lavoro;</li>
<li>sviluppo di strumenti e modelli organizzativi avanzati di analisi e gestione dei rischi per la salute e sicurezza negli ambienti di lavoro, inclusi quelli da interferenze generate dalla compresenza di lavorazioni multiple;</li>
<li>iniziative congiunte di comunicazione e promozione della cultura della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, in logica di coerenza con quanto espresso nella Strategia europea 2021-2027;</li>
<li>Organico INL potenziato e raddoppio delle ispezioni</li>
</ul>
<h3>Potenziamento dell&#8217;organico dell&#8217;Ispettorato del Lavoro</h3>
<p>Una delle strategie adottate per diminuire gli eventi infortunistici sul luogo di lavoro è potenziare l’organico dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro del 65%. Lo stesso Ministro Orlando in occasione della presentazione annuale del rapporto Inail a Montecitorio ha evidenziato che “Dal 1° aprile scorso sono stati assunti 177 funzionari amministrativi. Da settembre prenderanno servizio 691 nuovi ispettori del lavoro e 301 funzionari amministrativi. Inoltre in seguito verranno assunte ulteriori 900 risorse.</p>
<p>“Il Rapporto 2021 registra una crescita degli infortuni, con una individuazione delle cause che non ci consentono più di parlare di morti bianche, tantomeno di fatalità. Sappiamo quali sono le cause e abbiamo il dovere di combatterle”.</p>
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		<title>Covid-19, denunciati all&#8217;Inail circa 81 mila contagi sul lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Aug 2022 14:54:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[81 mila contagi Covid-19 sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza statistico attuariale dell'Inail]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[incidenza malattie professionali da Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[infezioni di origine professionale]]></category>
		<category><![CDATA[report Inail su contagi da Covid sul luogo di lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/img-news-denunce-contagi-covid-30-giugno-2022-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Covid-19, denunciati all&#8217;Inail circa 81 mila contagi sul lavoro. Lo rivela il 28° report della Consulenza statistico attuariale dell&#8217;Inail, che censisce i dati dell&#8217;ultimo semestre. Le infezioni di origine professionale segnalate all&#8217;Istituto dall&#8217;inizio della pandemia fino al 30 giugno scorso sono oltre 278 mila. Ovvero pari a un quinto del totale degli infortuni registrati dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/img-news-denunce-contagi-covid-30-giugno-2022-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Covid-19, denunciati all&#8217;Inail circa 81 mila contagi sul lavoro. Lo rivela il 28° report della Consulenza statistico attuariale dell&#8217;Inail, che censisce i dati dell&#8217;ultimo semestre. Le infezioni di origine professionale segnalate all&#8217;Istituto dall&#8217;inizio della pandemia fino al 30 giugno scorso sono oltre 278 mila. Ovvero pari a un quinto del totale degli infortuni registrati dal gennaio 2020 e i casi mortali 877.</p>
<h3>Covid-19, le infezioni di origine professionale</h3>
<p>L&#8217;incremento rispetto al dato di fine aprile è del 6,8%. Rispetto alle 260.750 denunce registrate dal monitoraggio dello scorso 30 aprile, a partire dal quale il report della Csa viene pubblicato con cadenza bimestrale, i casi in più sono 17.681 (+6,8%). Di cui 4.124 riferiti a giugno, 5.847 a maggio, 4.620 ad aprile, 1.107 a marzo, 514 a febbraio e 1.021 a gennaio 2022. Mentre gli altri 448 casi sono per il 76,6% riferiti al 2021 e il restante 23,4% al 2020. Infatti il consolidamento dei dati permette di acquisire informazioni non disponibili nelle rilevazioni e nei mesi precedenti.</p>
<h3>Tra gennaio e marzo superato il numero di contagi Covid-19 di tutto il 2021</h3>
<p>Con 80.994 contagi da Covid-19 il primo semestre 2022 pesa al momento per il 29,1% sul totale delle infezioni denunciate. In particolare nei primi tre mesi di quest’anno si sono superati i casi registrati nell’intero 2021. Gennaio si colloca per numero di contagi denunciati (29.615) solo dopo novembre 2020 e i mesi successivi, anche se tendenzialmente in decrescita, risultano tra quelli con più casi dal gennaio 2021 in poi.</p>
<p>Il 2020, con 148.900 infezioni, raccoglie il 53,5% di tutti i casi denunciati fino al 30 giugno 2022, con il mese di novembre al primo posto con 40.823 contagi, seguito da marzo con 28.698. Il 2021, con 48.537 denunce, rappresenta invece il 17,4% del totale dei contagi, con gennaio al primo posto (14.820 casi) e dicembre al secondo (9.278).</p>
<h3>Covid-19, confermato il calo dei decessi</h3>
<p>Il nuovo report dell&#8217;Inail conferma il trend in diminuzione dei casi mortali. Salvo consolidamenti rilevabili nei prossimi monitoraggi, tra gennaio e giugno di quest’anno sono stati denunciati 11 decessi, pari all’1,3% degli 877 casi mortali segnalati dall’inizio della pandemia. Rispetto agli 858 rilevati alla fine di aprile, i decessi sono 19 in più, di cui cinque avvenuti nel 2022, 10 nel 2021 e quattro nel 2020. Con 580 casi mortali da Covid-19, il 2020 raccoglie il 66,1% di tutti i decessi da contagio denunciati fino allo scorso 30 giugno, con aprile (195 casi mortali) e marzo (145) ai primi due posti. Il 2021, con 286 decessi, pesa invece per il 32,6% sul totale.</p>
<h3>L&#8217;età media dei contagiati è di 46 anni, il 68,3% sono donne</h3>
<p>A morire sono soprattutto gli uomini (82,9%), ma la maggioranza delle infezioni di origine professionale riguarda le donne. Infatti la quota delle lavoratrici contagiate sul totale dei casi è pari al 68,3%. La componente femminile supera quella maschile in tutte le regioni, con le sole eccezioni della Sicilia e della Campania. Dove l’incidenza delle donne sul totale dei contagi denunciati all’Inail è rispettivamente, del 49,1% e del 48,1%. L’età media dei contagiati dall’inizio della pandemia è di 46 anni per entrambi i sessi, ma nell’ultimo mese di rilevazione è salita a 47 anni.</p>
<h3>Nella sanità e assistenza sociale il 21,5% dei morti</h3>
<p>Il 63,3% delle denunce da Covid-19 e il 21,5% dei casi mortali rientrano nel settore della sanità e assistenza sociale (ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili). Il settore ha mostrato un andamento altalenante delle denunce, con aumenti più evidenti nelle fasi più acute della pandemia. E livelli più bassi in corrispondenza dei periodi estivi del 2020 e del 2021 (con il minimo storico di 63 denunce a giugno 2021). Nel primo semestre 2022 i contagi mostrano un andamento tendenzialmente decrescente e si attestano a circa 1.200 casi nel mese di giugno.</p>
<h3>L’incidenza per settore produttivo</h3>
<p>In termini di incidenza sul totale delle infezioni denunciate, la sanità e assistenza sociale ha avuto riduzioni tra febbraio e giugno 2021, per poi mostrare segnali di ripresa nel secondo semestre dell’anno. Proseguiti e addirittura amplificati nel primo semestre 2022, in cui sono stati registrati livelli di incidenza molto vicini a quelli osservati nei periodi più acuti della pandemia.</p>
<p>I comparti produttivi trasporto e magazzinaggio sono al terzo posto per numero di contagi (7,8% del totale) e al secondo per decessi (15,3%), nel corso del 2021, ma anche tra gennaio e giugno di quest’anno. Inoltre nel caso del trasporto e magazzinaggio a gennaio 2022 è stato raggiunto anche il numero più alto di denunce da inizio pandemia (quasi 3.700), in flessione poi a partire da febbraio fino ai 343 casi di giugno.</p>
<h3>L’analisi per professione dell’infortunato</h3>
<p>La categoria professionale più colpita è quella dei tecnici della salute, con il 37,6% delle denunce, l’82,3% delle quali relative a infermieri, e il 9,1% dei casi mortali (due terzi infermieri). Le altre professioni più coinvolte sono quelle degli operatori socio-sanitari (16,3%), dei medici (9,4%, oltre un terzo internisti e generici), degli operatori socio-assistenziali e degli impiegati amministrativi (5,6% per entrambe). E del personale non qualificato nei servizi sanitari, che comprende ausiliari, portantini e barellieri (4,4%).</p>
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		<title>Impianti elettrici e rischi di elettrocuzione e di incendio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Aug 2022 15:57:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[elettrocuzione]]></category>
		<category><![CDATA[impianti elettrici]]></category>
		<category><![CDATA[Impianti elettrici e rischi di elettrocuzione e di incendio]]></category>
		<category><![CDATA[Quaderno informativo ufficio speciale prevenzione e protezione La sapienza di Roma]]></category>
		<category><![CDATA[rischio incendio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/impianti-elettrici-civili-industriali-lecce-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Impianti elettrici e rischi di elettrocuzione e di incendio. Il Quaderno informativo elaborato dall’Ufficio Speciale Prevenzione e Protezione dell’ Università degli Studi di Roma “La Sapienza” fornisce alcune informazioni sul rischio elettrico. La nota è stata pubblicata nel Portale del Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro. Il documento “Sicurezza elettrica (componenti, rischi, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/impianti-elettrici-civili-industriali-lecce-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Impianti elettrici e rischi di elettrocuzione e di incendio. Il Quaderno informativo elaborato dall’Ufficio Speciale Prevenzione e Protezione dell’ Università degli Studi di Roma “La Sapienza” fornisce alcune informazioni sul rischio elettrico. La nota è stata pubblicata nel Portale del Sistema di Gestione per la Salute e Sicurezza sul Lavoro. Il documento “Sicurezza elettrica (componenti, rischi, sistemi di protezione e normativa)”, riporta diverse utili indicazioni sui componenti degli impianti elettrici, sui rischi, sui sistemi di sicurezza, sulla segnaletica. E sui principali controlli a vista di un impianto.</p>
<h3>Impianti elettrici</h3>
<p>Il documento sulla sicurezza elettrica definisce primariamente cos&#8217;è un impianto elettrico. Ovvero un “insieme delle costruzioni e delle installazioni destinate ad uno o più delle seguenti funzioni: produzione, conversione, trasformazione, regolazione, smistamento, trasporto, distribuzione e utilizzazione dell’energia elettrica”. E proprio la molteplicità delle apparecchiature utilizzabili in questi impianti e le varie condizioni d’impiego “possono essere origine di diversi fattori di rischio elettrico, tra cui i principali sono:</p>
<ul>
<li>passaggio di corrente elettrica pericolosa per il corpo umano (elettrocuzione);</li>
<li>elevate temperature o archi elettrici che possono provocare incendi o ustioni”.</li>
</ul>
<h3>Impianti elettrici, sistemi e dispositivi di protezione</h3>
<p>Inoltre “per garantire l’uso sicuro delle apparecchiature elettriche e degli impianti, è necessaria la presenza di sistemi e dispositivi di protezione contro:</p>
<ul>
<li>contatti diretti;</li>
<li>contatti indiretti;</li>
<li>effetti termici;</li>
<li>sovracorrenti e sovratensioni”.</li>
</ul>
<h3>I rischi di elettrocuzione</h3>
<p>I principali rischi connessi all’utilizzo di corrente elettrica sono due, l&#8217;elettrocuzione e l&#8217;incendio. L&#8217;elettrocuzione “consiste nell’attraversamento del corpo umano da parte della corrente elettrica. Affinché si possa verificare tale passaggio la corrente deve avere un punto di entrata e un punto di uscita. Ad esempio, se accidentalmente si viene a contatto con un elemento in tensione, il passaggio di corrente avviene solo se il corpo umano è in contatto diretto con la terra”.</p>
<h4>Elettrocuzione per contatto diretto</h4>
<p>In particolare l’elettrocuzione può avvenire per contatto diretto. “Il contatto con una parte normalmente in tensione dell’impianto elettrico, ad esempio un filo scoperto o male isolato, o contatto con entrambe le mani dei due poli della corrente. Nei luoghi accessibili a tutti, la protezione deve essere assicurata dall’adozione di involucri e barriere rimovibili solo tramite l’utilizzo di apposito attrezzo”.</p>
<h4>Elettrocuzione per contatto indiretto</h4>
<p>L&#8217;elettrocuzione per contatto indiretto “avviene quando si entra in contatto con parti metalliche normalmente non in tensione. Tali parti metalliche possono risultare inaspettatamente in tensione a causa di guasto della macchina o di qualche suo componente. Un esempio sono le carcasse metalliche degli elettrodomestici”.</p>
<p>Inoltre troviamo l&#8217;arco elettrico che “si manifesta in caso di guasto o di manovre su apparecchiature elettriche, e si manifesta come una sorgente intensa e concentrata di calore con emissione di gas e vapori tossici, particelle incandescenti e radiazioni”.</p>
<h3>L&#8217;incendio</h3>
<p>“L’incendio di origine elettrica o l’innesco in atmosfera esplosiva è dovuto ad un’anomalia dell’ impianto elettrico. Come ad esempio un corto circuito, un arco elettrico o un sovraccarico. Inoltre, l’impianto elettrico può essere un vettore d’incendio se costituito da materiale combustibile”.</p>
<h3>Utilizzo improprio di apparecchiature elettriche</h3>
<p>Il documento ricorda l’utilizzo improprio di apparecchiature elettriche che avviene spesso nella quotidianità. Come ad esempio “l’uso di adattatori che permettono di inserire una spina di 16 A in una spina da 10 A. Oppure adattatori tripli che permettono un assorbimento di potenza maggiore di quello sopportabile dalla presa, con conseguente riscaldamento della stessa per effetto Joule”.</p>
<p>Senza contare “le giunzioni di cavi fatte semplicemente attorcigliandoli tra loro e rivestendoli con nastro isolante, invece di usare gli idonei morsetti”. E “l’utilizzo molto diffuso di prolunghe con cavo di sezione molto piccola o sprovviste di cavo di terra o terminanti con adattatore multiplo, come la cosiddetta ‘ciabatta’”.</p>
<h3>I principali controlli da effettuare a vista su un impianto elettrico</h3>
<p>I principali controlli da effettuare a vista su un impianto elettrico sono</p>
<ul>
<li>“accertamento dell’esecuzione completa e funzionante di tutti gli impianti al progetto;</li>
<li>controllo dello stato degli isolanti e degli involucri;</li>
<li>controllo dell’efficienza delle barriere di protezione nei luoghi il cui accesso è riservato a personale addestrato;</li>
<li>accertamento della qualità dei materiali e degli apparecchi;</li>
<li>verifica dei contrassegni d’identificazione dei marchi e delle certificazioni;</li>
<li>verifica dei gradi di protezione degli involucri;</li>
<li>controllo dell’integrità dell’impianto di messa a terra;</li>
<li>controllo dei provvedimenti di sicurezza nei bagni;</li>
<li>verifica impianto AD-FT nei locali caldaia;</li>
<li>verifica dei tracciati per le condutture incassati;</li>
<li>idoneità delle connessioni dei conduttori e degli apparecchi;</li>
<li>controllo delle sezioni minime e dei colori distintivi dei conduttori;</li>
<li>verifica degli apparecchi per il comando e l’arresto d’emergenza”.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Intesa Inail e Ispettorato del Lavoro sul Sistema Informativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 10:40:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[banca dati condivisa tra Inail e INL]]></category>
		<category><![CDATA[condivisione informazioni inail e INL]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni e malattie professionali]]></category>
		<category><![CDATA[intesa Inail e Ispettorato del Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Sinp- Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro.]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/hands-with-laptop-virtual-world-map_1232-876-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Intesa Inail e Ispettorato del Lavoro sul Sistema Informativo Nazionale per il contrasto agli infortuni e alle malattie professionali. Il Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (Sinp) raggiunge la firma. Infatti questa mattina presso il Conference center in via IV Novembre a Roma, sono previsti due percorsi paralleli. In primo luogo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/intesa-inail-e-ispettorato-del-lavoro-sul-sistema-informativo/">Intesa Inail e Ispettorato del Lavoro sul Sistema Informativo</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/hands-with-laptop-virtual-world-map_1232-876-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Intesa Inail e Ispettorato del Lavoro sul Sistema Informativo Nazionale per il contrasto agli infortuni e alle malattie professionali. Il Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (Sinp) raggiunge la firma. Infatti questa mattina presso il Conference center in via IV Novembre a Roma, sono previsti due percorsi paralleli. In primo luogo la firma dell&#8217;intesa Inail e Ispettorato del Lavoro che punta a utilizzare alcune banche dati dell&#8217;istituto. E con l&#8217;obiettivo è di rafforzare l&#8217;attività di vigilanza nell&#8217;azione di contrasto agli infortuni e alle malattie professionali. E in secondo luogo la presentazione del percorso per lo scambio dati con le Regioni e le Province autonome per implementare i flussi informativi. Ma soprattutto per rendere più efficaci le azioni di prevenzione e di vigilanza sul territorio.</p>
<h3>Intesa Inail e Ispettorato del Lavoro</h3>
<p>L&#8217;Ispettorato nazionale del lavoro anticipa che entrambe le iniziative rientrano tra le attività di rafforzamento del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro. E nell&#8217;ottica di una sua messa a regime definitiva, per una maggiore condivisione delle informazioni in esso contenute e per il potenziamento del coordinamento delle istituzioni operanti a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. E attraverso azioni svolte in sinergia.</p>
<p>Grazie all&#8217;intesa Inail e Ispettorato del Lavoro si avrà una condivisione delle informazioni tra i livelli locali e nazionali delle diverse banche dati a disposizione. Tale per cui sarà possibile intervenire sulle attività di prevenzione. Ma sarà anche possibile individuare le debolezze del complesso sistema che coinvolge e chiama in causa Inail e Ispettorato del Lavoro, tra gli altri.</p>
<h3>Presenti Orlando e Emiliano</h3>
<p>Per questo i due istituti chiedono il supporto del Ministero del Lavoro e delle regioni. Infatti a tale proposito è stata richiesta la presenza all&#8217;appuntamento del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando. Oltre che del vicepresidente della Conferenza delle Regioni Michele Emiliano, il direttore generale dell&#8217;Inail, Andrea Tardiola, e il direttore dell&#8217;Inl, Bruno Giordano.</p>
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		<title>&#8220;Ferie per mancanza di personale&#8221;, panetteria chiude per settimane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2022 09:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo panetteria chiude]]></category>
		<category><![CDATA[contratto a tempo indeterminato]]></category>
		<category><![CDATA[disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[ferie per mancanza di personale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione del personale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/depositphotos_70149013-stock-photo-old-metal-sign-in-front-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />&#8220;Ferie per mancanza di personale&#8221;, panetteria chiude per tre settimane. E&#8217; accaduto a Bergamo, dove i titolari di una panetteria in Città Alta sono stati costretti a prendere un periodo di ferie per mancanza di personale. La difficoltà di trovare dipendenti si addebita al reddito di cittadinanza, nonostante i titolari sottolineano di &#8220;pagare giusti stipendi&#8221; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/ferie-per-mancanza-di-personale-panetteria-chiude-per-settimane/">&#8220;Ferie per mancanza di personale&#8221;, panetteria chiude per settimane</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/depositphotos_70149013-stock-photo-old-metal-sign-in-front-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>&#8220;Ferie per mancanza di personale&#8221;, panetteria chiude per tre settimane. E&#8217; accaduto a Bergamo, dove i titolari di una panetteria in Città Alta sono stati costretti a prendere un periodo di ferie per mancanza di personale. La difficoltà di trovare dipendenti si addebita al reddito di cittadinanza, nonostante i titolari sottolineano di &#8220;pagare giusti stipendi&#8221; ma di essere nel contempo vessati dalle tasse. Intanto la vicenda di Bergamo riflette una condizione condivisa in tante realtà italiane. &#8220;Troppe tasse e mancanza di personale&#8221; è la denuncia che arriva da tantissime attività, che in questa fase di ripresa economica sono frenate dalla mancanza di dipendenti.</p>
<h3>Ferie per mancanza di personale, la provocazione degli esercenti</h3>
<p>&#8220;Ferie per mancanza di personale… Riapriamo il 26 luglio 2022&#8221;. L&#8217;amara provocazione del cartello che campeggia sulla porta della panetteria è una difficoltà oggettiva raccontata dai titolari. Infatti appena sotto l&#8217;annuncio delle ferie, il cartello indicava l&#8217;indirizzo mail a cui inviare candidature per un posto di lavoro. I due fratelli sono stati costretti ad abbassare la saracinesca il 3 luglio scorso per un periodo di ferie forzate, che però doveva terminare. La difficoltà incontrata nel reperire lavoratori è emersa in particolar modo negli ultimi cinque o sei anni. Ma mai prima di adesso la situazione era stata così critica.</p>
<p>Le ferie per mancanza di personale sono state decretate quando due dipendenti hanno lasciato il lavoro contemporaneamente. Su cinque dipendenti presenti nell&#8217;attività, più i due titolari, il forno pasticceria non ha retto il carico di lavoro e non avrebbe potuto garantire le ferie e coprire i turni di lavoro. Di qui la decisione delle ferie forzate, per avere il tempo di trovare una soluzione. I titolari erano soliti assumere attraverso le conosce dirette o indirette. Oppure tramite passaparola, ma questo non è bastato ad assicurarsi il turn over dietro al bancone.</p>
<h3>Ferie per mancanza di personale, gli esercenti attaccano i sussidi</h3>
<p>Le ragioni della crisi riscontrata dai titolari non è ancora acclarata. Ma come è stato dichiarato alla stampa, gli assegni di disoccupazione, sussidi vari e sostegni come il reddito di cittadinanza hanno influito sul mercato del lavoro. Infatti la stessa percezione arriva da baristi e ristoratori, che pure hanno modificato gli orari di apertura al pubblico per mancanza di personale. Si profila un problema sociale.</p>
<p>L&#8217;esempio è fornito dal costo di un contratto part time, per cui un titolare versa tra i 1.300 e i 1.400 euro lordi e lo Stato ne riscuote 400 in tasse. Al lavoratore vanno circa mille euro, che è una cifra appena superiore a quella del sussidio. A questo bisogna aggiungere che molti sono disponibili a fare altri lavoretti per arrotondare, alimentando il lavoro nero. Ma come denunciano i fratelli di Città Alta, a furia di ritardare l&#8217;ingresso nel mercato del lavoro, senza competenze spendibili sarà sempre più difficile trovare occupazione.</p>
<h3>Il contratto a tempo indeterminato non trattiene il personale</h3>
<p>I titolari del forno pasticceria sottolineano che il problema non è la formula contrattuale proposta ai dipendenti. La proposta di un contratto a tempo indeterminato non trattiene il personale al lavoro. C’è chi si ferma per qualche mese e poi abbandona, senza dare troppe spiegazioni. Nella maggioranza dei casi vanno via dicendo che hanno trovato altri impieghi. Intanto i titolari dell&#8217;attività hanno anche investito in formazione, senza avere certezza che il dipendente possa garantire la copertura dei turni e l&#8217;orario di lavoro.</p>
<p>Intanto lo squilibrio che si è generato è destinato a produrre effetti a lungo termine, anche nelle aziende a conduzione familiare, perchè frena il ricambio generazionale.</p>
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		<title>Infortuni sul lavoro, primato nel bresciano. Ecco i numeri Inail</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 09:02:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19 malattia professionale]]></category>
		<category><![CDATA[formazione e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Inail]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni professionali]]></category>
		<category><![CDATA[infortuni sul lavoro primato a Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[morti bianche 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto Anmil Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto annuale Inail 2021]]></category>
		<category><![CDATA[salute e sicurezza nei luoghi di lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/06/download-e1655128297116-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Infortuni sul lavoro, primato nel bresciano. Ecco i numeri Inail. Il rapporto annuale 2021 dell&#8217;Istituto rivela la classifica degli incidenti e degli infortuni sul lavoro in Italia. Emerge il primato della provincia di Brescia, dove sono state registrate fino a 63 denunce al giorno. Addirittura il territorio indicato supera Milano nel primato delle morti bianche, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/infortuni-sul-lavoro-primato-nel-bresciano-ecco-i-numeri-inail/">Infortuni sul lavoro, primato nel bresciano. Ecco i numeri Inail</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/06/download-e1655128297116-150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Infortuni sul lavoro, primato nel bresciano. Ecco i numeri Inail. Il rapporto annuale 2021 dell&#8217;Istituto rivela la classifica degli incidenti e degli infortuni sul lavoro in Italia. Emerge il primato della provincia di Brescia, dove sono state registrate fino a 63 denunce al giorno. Addirittura il territorio indicato supera Milano nel primato delle morti bianche, nonostante la diminuzione da 17 a 13. Infatti nei primi cinque mesi del 2022 l&#8217;Inail segnala un incremento del 72% con 9.540 incidenti, contro le 5.545 del 2021. Nello stesso periodo si segnala un incremento anche delle malattie professionali, cresciute di oltre il 52%, passando da 163 a 251.</p>
<h3>Infortuni sul lavoro, dati Anmil Brescia</h3>
<p>Secondo i dati licenziati nel rapporto di Anmil Brescia sul 2021 le malattie professionali hanno subito un incremento del 54%. E 15 sono stati gli infortuni mortali. L&#8217;Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del Lavoro di Brescia gli infortuni totali denunciati sono aumentati del 72% rispetto al 2020.</p>
<p>La maggior parte delle morti bianche avviene nel settore edile con cadute dall’alto. Ma anche nel settore agricolo, con incidenti con mezzi meccanici, e dell’autotrasporto con movimentazione mezzi. E movimentazione di mezzi per quanto concerne l’industria e autotrasportatori.<br />
I dati evidenziano che la carenza maggiore si registra sulla formazione dei lavoratori, in azienda o attraverso corsi specifici. Un settore in cui ci sono pochi investimenti, come se la sicurezza di chi lavora sia un fattore secondario o trascurabile.</p>
<h3>Infortuni sul lavoro, i dati del rapporto Inail</h3>
<p>Come si legge dal report pubblicato dall&#8217;Istituto, nel 2021 sono stati denunciati all’Inail poco più di 564mila infortuni sul lavoro, in calo dell’1,4% rispetto all’anno precedente. Però questa diminuzione è dovuta esclusivamente alla contrazione dei contagi professionali da Covid-19, che sono passati dai quasi 150mila del 2020 ai circa 50mila del 2021. In particolare nel 2020, l’incidenza media delle denunce da nuovo Coronavirus sul totale degli infortuni denunciati è stata di una ogni quattro, mentre nel 2021 è scesa a una su 12. Le denunce di infortunio “tradizionale”, al netto dei casi da Covid-19, nel 2021 hanno invece registrato un aumento di circa il 20% rispetto al 2020.</p>
<h3>L&#8217;infortunio con esito mortale</h3>
<p>Le denunce di infortunio con esito mortale sono state 1.361, con un decremento del 19,2% rispetto al 2020. Come per gli infortuni in complesso, anche in questo caso la contrazione è legata interamente ai decessi causati dal contagio da Covid-19, passati dai circa 600 del 2020 ai circa 200 del 2021. Nello specifico nel 2020 l’incidenza media dei decessi da Covid-19 sul totale di tutti i casi mortali denunciati è stata di una denuncia ogni tre, mentre nel 2021 è scesa a una su sei.</p>
<p>Al contrario le denunce di infortuni mortali “tradizionali” sono aumentate di quasi il 10% rispetto al 2020, sia nella componente “in occasione di lavoro” che in quella “in itinere”. Gli infortuni mortali accertati sul lavoro sono 685, di cui 298, pari al 43,5% del totale, avvenuti “fuori dell’azienda”.</p>
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