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	<title>cultura della prevenzione Archivi - O.P.N. Italform</title>
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	<description>Organismo Paritetico Nazionale</description>
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	<title>cultura della prevenzione Archivi - O.P.N. Italform</title>
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		<title>Salute e sicurezza… insieme”, al via la seconda edizione del concorso nazionale per le scuole.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 07:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[cultura della prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza… insieme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2024/11/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-19-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Informare e formare le nuove generazioni alla cultura della prevenzione, intesa come patrimonio collettivo da tutelare nella quotidianità, è l’obiettivo della seconda edizione del concorso nazionale “Salute e sicurezza… insieme! &#8211; La prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro si imparano a scuola”. Promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in collaborazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2024/11/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-19-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><strong>Informare</strong> e <strong>formare</strong> le nuove generazioni alla <strong>cultura della prevenzione</strong>, intesa come <strong>patrimonio collettivo</strong> da tutelare nella quotidianità, è l’obiettivo della seconda edizione del concorso nazionale <strong>“Salute e sicurezza… insieme! &#8211; La prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro si imparano a scuola”</strong>.</p>
<p>Promosso dal <strong>Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali</strong> in collaborazione con il <strong>Ministero dell’Istruzione e del Merito</strong> e, da quest’anno, anche con <strong>Inail</strong>, il concorso mira a coinvolgere studenti e scuole in un percorso creativo che valorizzi i <strong>talenti</strong> dei giovani e promuova comportamenti <strong>responsabili</strong>.</p>
<h3><strong>Calderone: “La sicurezza è vita”</strong></h3>
<p>“La prima edizione – sottolinea il ministro del Lavoro <strong>Marina Calderone</strong> – ha messo in luce le <strong>idee</strong>, le <strong>capacità</strong> e la <strong>sensibilità</strong> straordinarie dei nostri ragazzi.</p>
<p>Con i loro elaborati, hanno dimostrato che la prevenzione può diventare un <strong>progetto concreto</strong>, trasformandosi da principio in <strong>azione tangibile</strong> per tutelare la vita umana.</p>
<p>Il messaggio è chiaro: <strong>la sicurezza è vita</strong>. Grazie agli <strong>istituti di formazione</strong> che hanno creduto nel progetto, e invitiamo nuove realtà a partecipare, sfidandosi in <strong>creatività</strong> per diffondere la <strong>cultura della sicurezza</strong> tra gli studenti.&#8221;</p>
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		<title>La prevenzione nei luoghi di lavoro certifica la competitività delle imprese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 15:21:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[azioni di prevenzione rischio infortunio]]></category>
		<category><![CDATA[cultura della prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[D.Lgs 81/08]]></category>
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		<category><![CDATA[programma orizzonte europa 2021-2027]]></category>
		<category><![CDATA[rischio infortunio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/02/dispositivi-di-protezione-individuale-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />La prevenzione nei luoghi di lavoro certifica la competitività delle imprese. La prevenzione nei luoghi di lavoro è una sfida che deve coinvolgere una pluralità di attori e richiamare l&#8217;attenzione dei cittadini. Non solo delle imprese e degli addetti ai lavori nello svolgimento delle mansioni, per il rispetto delle prescrizioni normative. Al contrario deve diventare cultura [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/la-prevenzione-nei-luoghi-di-lavoro-certifica-la-competitivita-delle-imprese/">La prevenzione nei luoghi di lavoro certifica la competitività delle imprese</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/02/dispositivi-di-protezione-individuale-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>La prevenzione nei luoghi di lavoro certifica la competitività delle imprese. La prevenzione nei luoghi di lavoro è una sfida che deve coinvolgere una pluralità di attori e richiamare l&#8217;attenzione dei cittadini. Non solo delle imprese e degli addetti ai lavori nello svolgimento delle mansioni, per il rispetto delle prescrizioni normative. Al contrario deve diventare cultura della legalità. Per questa ragione lo stesso Capo dello Stato Sergio Mattarella ha parlato di dignità del lavoro inteso come valorizzazione del singolo e capacità di progresso della collettività. &#8220;Le morti sul lavoro sono una ferita per la società e per le coscienze&#8221; aveva argomentato in Parlamento in occasione del suo giuramento. Infatti la prevenzione nei luoghi di lavoro è un percorso che va costruito come una tela a maglie strette. E richiede la condivisione delle istituzioni, parti sociali e lavoratori.</p>
<h3>Prevenzione nei luoghi di lavoro: PNRR e Programma Orizzonte Europa 21-27</h3>
<p>Alla luce della nuova programmazione dei fondi europei la prevenzione nei luoghi di lavoro rappresenta una sfida da cogliere. Sia attraverso il Programma Orizzonte Europa 2021-2027 che con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Per l&#8217;incremento delle nuove tecnologie in dotazione degli apparati produttivi in generale, e per un orizzonte culturale differente, che modifica i paradigmi. Grazie allo stanziamento di nuove risorse sarà possibile investire sugli aspetti relativi alla misura, valutazione e gestione dei rischi. Ma anche predisporre modelli organizzativi di lavoro, oltre che i sistemi di gestione della sicurezza, affidabilità, manutenzione e conservazione di impianti, macchine e attrezzature. Sarà possibile investire su formazione ed addestramento, attraverso metodiche innovative.</p>
<h3>Prevenzione nei luoghi di lavoro, la sinergia dei soggetti in una logica di sistema</h3>
<p>La prevenzione nei luoghi di lavoro necessita relazioni e sinergie tra gli attori coinvolti, per costruire una logica di sistema. Ovvero richiede una graduale diffusione e assorbimento della cultura della sicurezza che dovrebbe essere adottata da tutta la società. E che ambisce ad essere considerata &#8220;cultura della legalità&#8221;, con l&#8217;obiettivo di realizzare azioni puntuali e diffuse che prevedono l&#8217;informazione, la comunicazione. Ma anche la formazione dei soggetti coinvolti sia nel mondo del lavoro che nelle istituzioni, con un sistema normativo e di regole certo e coordinato. Insieme al controllo e alla vigilanza, ma anche l’assistenza e la consulenza ai lavoratori e alle piccole imprese.</p>
<p>In questo contesto anche i cittadini sono chiamati a fare la loro parte in qualità di consumatori dei beni e servizi prodotti dalle imprese. Oggi il cittadino-consumatore è chiamato a compiere una scelta e a orientare i consumi. Si tratta della cittadinanza attiva che guarda alla sostenibilità e alla partecipazione attenta. Un giudizio sociale negativo su un&#8217;impresa ne determina i profitti, incidendo più delle sanzioni.</p>
<h3>Il ruolo delle Regioni</h3>
<p>Le Regioni svolgono un ruolo determinante per la prevenzione nei luoghi di lavoro. Potrebbero promuovere iniziative tese al sostegno delle imprese che intendono migliorare la sicurezza negli ambienti di lavoro. Ad esempio attraverso il potenziamento tecnologico utile alle attività di formazione e a progetti impegnati a promuovere la cultura della prevenzione. La battaglia contro gli infortuni sul lavoro deve diventare un obiettivo strategico per un&#8217;impresa, al pari della competitività produttiva. Infatti l&#8217;azzeramento dei rischi e la prevenzione nei luoghi di lavoro concorre a creare valore sociale, e a costruire il benessere dei lavoratori. Non è un caso che la &#8220;certificazione sociale&#8221; di un&#8217;impresa sia indicatore di qualità che è garanzia per i committenti, sia pubblici che privati.</p>
<h3>Infortuni e malattie professionali</h3>
<p>I principali indicatori delle conseguenze del lavoro sulla salute sono gli infortuni e le malattie professionali. E sono gli infortuni a registrare numeri rilevanti, mentre le malattie professionali sono un fenomeno ancora sommerso che merita di essere approfondito. Infatti proprio in conseguenza della flessibilità non è possibile escludere l&#8217;individuazione di malattie particolarmente impattanti sulla salute. Parliamo di patologie legate al disagio e all&#8217;assenza di benessere psico-fisico che oggi rappresentano fenomeni legati soprattutto al lavoro irregolare. Tutte le patologie &#8220;work-related&#8221; rientrano nell&#8217;osservatorio dedicato alla prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro, con il supporto dei medici di medicina generale.</p>
<p>Il rischio di incidentalità è plurifattoriale. Pertanto è necessaria un&#8217;azione congiunta di tutti i soggetti istituzionali coinvolti, relativamente alle competenze istituzionali, all&#8217;organizzazione delle strutture, agli aspetti tecnici. Quindi parliamo di Ministeri, Istituti centrali, Regioni, parti sociali, datori di lavoro, lavoratori, professionisti della prevenzione.  La prevenzione si basa dunque su due aspetti. Il primo è l&#8217;informazione utile ad individuare i bisogni anche sulla scorta delle evidenze epidemiologiche. E in secondo luogo sulla programmazione e pianificazione degli interventi in base ad una scala di priorità.</p>
<h3>La verifica degli interventi</h3>
<p>Per implementare la prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro è necessario verificare l&#8217;efficacia degli interventi. Attraverso l’utilizzo di indicatori delle attività, di processo e di risultato. Già con il protocollo d&#8217;intesa del 2002 tra i Ministeri della Salute e del Lavoro, Regioni, Province Autonome e Istituti Centrali avevano compito un primo passo per condividere i dati. L&#8217;integrazione delle informazioni per la prevenzione consente infatti di conoscere al meglio il territorio, quindi i rischi, per definire gli interventi da mettere in campo. La migliore soluzione prevede non solo la verifica degli adempimenti normativi, ma tutte le iniziative utili a migliorare le prestazioni di lavoro.</p>
<p>Gli indicatori idonei per la valutazione non sono soltanto il numero di sopralluoghi, di iniziative di formazione e informazione. Ma anche la verifica del miglioramento delle condizioni di lavoro, quindi il miglioramento della sicurezza attraverso la verifica degli infortuni.</p>
<h3>Le azioni di prevenzione</h3>
<p>Gli interventi di prevenzione si distinguono a seconda dei comparti di produzione. Quelli che presentano maggiori margini di rischio infortunistico sono quello dell’edilizia, la logistica, lavorazioni metalmeccaniche, l’industria del legno, l’agricoltura, il tessile. A questo si aggiungono azioni specifiche per lavoratori precari, migranti, minori ed altri, oltre alle azioni mirate per gli RLS. Il corollario degli interventi chiama in causa l&#8217;intero sistema di prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro che implica aggiornamento continuo e costante. E soprattutto che tiene conto dell&#8217;organizzazione del lavoro, delle forme contrattuali ed altre caratteristiche.</p>
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		<title>Formazione, Borghi: livello di rischio su mansioni e non su Codice Ateco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2022 09:40:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Codici Ateco categorie di rischio]]></category>
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		<category><![CDATA[rischio e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Borghi consulente del lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/03/1646904098871-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Formazione, Borghi: livello di rischio su mansioni e non su Codice Ateco. Valentina Borghi, Consulente del Lavoro di Bologna e referente sulla formazione in ambito accademico fa il punto sugli aggiornamenti delle normative e rileva le criticità che insistono oggi sul settore. Soprattutto alla luce degli infortuni e delle morti bianche che quotidianamente si registrano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/formazione-borghi-livello-di-rischio-su-mansioni-e-non-su-codice-ateco/">Formazione, Borghi: livello di rischio su mansioni e non su Codice Ateco</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/03/1646904098871-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Formazione, Borghi: livello di rischio su mansioni e non su Codice Ateco. Valentina Borghi, Consulente del Lavoro di Bologna e referente sulla formazione in ambito accademico fa il punto sugli aggiornamenti delle normative e rileva le criticità che insistono oggi sul settore. Soprattutto alla luce degli infortuni e delle morti bianche che quotidianamente si registrano e su cui &#8220;bisogna intervenire non solo stringendo le sanzioni ma anche operativamente&#8221; come lei stessa suggerisce. &#8220;Abbiamo solo Codici Ateco ma non si differenziano le mansioni. A questo bisogna aggiungere che molti corsi prevedono solo la parte teorica, escludendo la pratica. Ma è stato dimostrato dai dati che laddove si attesta la frequenza a corsi altamente specializzati si riduce il rischio di infortunio&#8221; spiega.</p>
<h3>Formazione, le ore di formazione sul rischio non sono sufficienti</h3>
<p>La consulente del lavoro sostiene che nei corsi inerenti il rischio alto le 16 ore di formazione previste non sono sufficienti. E spesso accade che chi si trova ad operare non conosce i rischi a cui si espone. Per questo sono necessari corsi di formazione specialistici che affrontino argomenti inerenti la mansione che si svolge. Tali da non avere le stesse nozioni sugli argomenti e con eguale numero di ore per tutte le categorie di lavoratori. &#8220;E&#8217; arrivato il momento di differenziare e stabilire la differente portata del rischio. Le novità introdotte in materia hanno già previsto delle modifiche sostanziali ma la nuova normativa va rivista e aggiornata. Non solo considerando i Codici Ateco, ma i settori in cui opera un lavoratore. Le 16 ore di rischio alto previste per la chimica non possono essere equiparate a quelle previste per la metalmeccanica&#8221;.</p>
<h3>L&#8217;incidente di Borgo Panigale a Bologna</h3>
<p>Per rafforzare la sua tesi la consulente del lavoro ha fornito le immagini di un drammatico incidente che si è verificato a Borgo Panigale. Qui un camion trasportante un braccio meccanico più alto del cavalcavia lo ha violentemente impattato e ne ha provocato il crollo parziale. &#8220;Parliamo tanto di sicurezza sul lavoro, di corsi, di formazione, ma poi quando dobbiamo applicarla questo è il risultato. E questo accade perchè la teoria ha poco a che fare con la pratica e perchè la burocrazia prevarrà sempre sulla vera sicurezza&#8221; denuncia. E rileva l&#8217;importanza della sicurezza sul lavoro come terreno di confronto per un dialogo costruttivo tra il legislatore e gli operatori impegnati sul campo.</p>
<p>&#8220;Se davvero si vuole imprimere una sferzata è necessario modificare l&#8217;impianto normativo e adeguare i principi sulla sicurezza in base alle mansioni. Le aule universitarie e gli ambienti accademici non affrontano la questione, che deve essere sollevata anche all&#8217;interno delle istituzioni e degli organismi competenti.</p>
<p>Non c&#8217;è specializzazione sulla formazione, e spesso i corsi sono solo teorici. Mancano delle esercitazioni pratiche. Ma è stato acclarato che nelle grandi aziende in cui si svolgono corsi ad alta specialità il margine di rischio infortunio si riduce notevolmente. Il punto è che il criterio va adottato da tutte le aziende, non solo da quelle più grandi&#8221;.</p>
<h3>Formazione, la mancanza di aule e di docenti</h3>
<p>Altra questione sollevata è quella della scarsità delle aule, sia per la capienza necessaria ad ospitare i lavoratori, sia per poter svolgere tutti i corsi di formazione. A questo si aggiunge il fatto che per formare un&#8217;aula e ottenere il numero sufficiente di utenti utile ad aprire il corso ci vuole tempo e spesso bisogna reperire un docente. Infatti accade che gli enti di formazione non riescano a rispondere alla domanda di formazione, nel Primo Soccorso o RSPP, per mancanza di docenti o di aule.</p>
<p>La formazione rappresenta un costo per l&#8217;azienda. &#8220;Investire nella ricerca di un docente piuttosto che nel fitto di un&#8217;aula implica un numero minimo di utenti. Un&#8217;azienda può scegliere di fare formazione anche per un solo dipendente, soprattutto se si organizza internamente. Ma in generale un&#8217;azienda non organizza un corso se non per almeno 30 dipendenti, per sostenere tutti i costi&#8221;. Allora come ovviare a queste criticità? Per Valentina Borghi è necessario &#8220;Introdurre i corsi in e-learning per rischio medio e alto, oltre alle mansioni che devono sostituire i codici Ateco&#8221;.</p>
<h3>L&#8217;indice di crescita sugli infortuni</h3>
<p>La consulente rileva infatti che l&#8217;Ispettorato del Lavoro e l&#8217;Inail hanno registrato un incremento importante degli infortuni. Una oscillazione che è conseguenza della pandemia che ha indebolito gli interventi in sicurezza, sia sulla formazione che sui cantieri. E nei prossimi mesi sono attesi controlli stringenti, gli interventi da parte degli organismi saranno intensificati, anche alla luce degli interventi governativi. &#8220;Infatti ad oggi sono presi di mira i cantieri, con l&#8217;introduzione del superbonus 110. Mentre tra il 2019 e 2020 il picco degli infortuni è stato registrato sui muletti. Ma non si può intervenire sulla base gli infortuni già registrati. E&#8217; importante investire sulla prevenzione&#8221; conclude.</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/formazione-borghi-livello-di-rischio-su-mansioni-e-non-su-codice-ateco/">Formazione, Borghi: livello di rischio su mansioni e non su Codice Ateco</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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		<title>Studente muore in fabbrica, Vestita: errato inasprire solo le sanzioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jan 2022 14:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[alternanza scuola lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[cultura della prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Muore studente in fabbrica]]></category>
		<category><![CDATA[Sandro Vestita presidente dell'Opn Italform]]></category>
		<category><![CDATA[sanzioni sicurezza sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza e salute nei luoghi di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/01/6453821_21191442_studente_morto_stage-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Studente muore in fabbrica, Vestita: errato inasprire solo le sanzioni. Un ragazzo di 18 anni è morto schiacciato da una trave nell&#8217;ultimo giorno delle attività di alternanza Scuola- Lavoro. Uno studente muore in fabbrica. Lorenzo Parelli, 18 anni di Udine perde la vita davanti ai docenti e ai compagni di scuola. L&#8217;impatto violentissimo non gli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/studente-muore-in-fabbrica-vestita-errato-inasprire-solo-le-sanzioni/">Studente muore in fabbrica, Vestita: errato inasprire solo le sanzioni</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/01/6453821_21191442_studente_morto_stage-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Studente muore in fabbrica, Vestita: errato inasprire solo le sanzioni. Un ragazzo di 18 anni è morto schiacciato da una trave nell&#8217;ultimo giorno delle attività di alternanza Scuola- Lavoro. Uno studente muore in fabbrica. Lorenzo Parelli, 18 anni di Udine perde la vita davanti ai docenti e ai compagni di scuola. L&#8217;impatto violentissimo non gli ha lasciato scampo e i soccorsi da parte degli operai dell&#8217;azienda non sono riusciti a salvarlo. Così come sono stati vani i tentativi dei Vigili del Fuoco e dei sanitari giunti sul posto.</p>
<h3>Studente muore in fabbrica</h3>
<p>L&#8217;incidente è accaduto in un&#8217;azienda di Lauzacco in provincia di Udine impegnata nella meccanica. E in particolare nella produzione di bilance stradali. Durante dei lavori di carpenteria metallica una putrella gli è caduta addosso. Non si tratta solo di una ennesima vittima del lavoro, ma della morte di uno studente tirocinante. Che stava terminando gli studi per entrare nel mondo del lavoro.</p>
<p>Lorenzo frequentava il Centro di Formazione Professionale dell&#8217;Istituto Superiore Bearzi di Udine gestito dai salesiani. A 18 anni i giovani hanno diritto di frequentare aule scolastiche sicure in cui scoprire il valore e la bellezza della conoscenza. Per scoprire potenzialità e vocazioni, per progettare il mondo che vorrebbero.</p>
<h3> Il monito del presidente Vestita</h3>
<p>&#8220;L&#8217;ennesima tragedia testimonia che la direzione intrapresa di inasprire le sanzioni è fondamentalmente errata&#8221;. Così commenta il presidente dell&#8217;Organismo Paritetico Nazionale Italform Ing. Sandro Vestita. &#8220;Questa volta è toccato ad uno studente di 18 anni nell&#8217;esercizio dell&#8217;alternanza Scuola-Lavoro. Ovvero nell&#8217;ambito di una iniziativa che già di per sè suscita molte perplessità.</p>
<p>Intanto uno studente muore in fabbrica. La sicurezza sul lavoro non deve ridursi a mero obbligo, ma deve diventare bagaglio culturale di ogni individuo. E infatti si deve partire dalle scuole con programmi mirati e non mandando allo sbaraglio ragazzi in luoghi di lavoro. E senza una adeguata preparazione al pericolo. Invece altro discorso va affrontato per i luoghi di lavoro. Dove ormai è intollerabile la superficialità su temi così importanti. La presa di coscienza deve essere netta a livello collettivo. E le azioni devono essere decise, coerenti e unitarie&#8221; conclude.</p>
<p>Ad oggi l&#8217;area in cui si è verificato l&#8217;incidente è stata transennata e sottoposta a sequestro dalla Procura di Udine. Indagano i carabinieri di Palmanova e gli Ispettori dell&#8217;azienda sanitaria. A loro spetta il compito di ricostruire la dinamica dell&#8217;incidente e attribuire eventuali responsabilità. Intanto i titolari dell&#8217;azienda, i dipendenti e l&#8217;intera comunità scolastica sono sotto choc per l&#8217;accaduto. Tutti si stringono intorno al dolore della famiglia del ragazzo.</p>
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