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	<title>sostanze chimiche Archivi - O.P.N. Italform</title>
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	<description>Organismo Paritetico Nazionale</description>
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	<title>sostanze chimiche Archivi - O.P.N. Italform</title>
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		<title>L’importanza delle etichette delle sostanze e dei preparati pericolosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 08:30:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[Incidente sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salute e sicurezza nei luoghi di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze chimiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/11/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-5-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il numero di prodotti chimici presenti sul mercato “è in costante aumento e i lavoratori si trovano frequentemente ad utilizzarne dei nuovi durante l’attività quotidiana”. In particolare una sostanza o un preparato si definiscono pericolosi quando sono in grado di produrre effetti nocivi sull’organismo umano o sull’ambiente: se si impiega un prodotto nuovo è necessario [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/limportanza-delle-etichette-delle-sostanze-e-dei-preparati-pericolosi/">L’importanza delle etichette delle sostanze e dei preparati pericolosi</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/11/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-5-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><b>Il numero di <a href="https://www.puntosicuro.it/italian/Il_Testo_Unico_e_la_valutazione_del_rischio-art-9579.php">prodotti chimici</a></b> presenti sul mercato “è in costante aumento e i lavoratori si trovano frequentemente ad utilizzarne dei nuovi durante l’attività quotidiana”.<br />
In particolare <strong>una sostanza o un preparato</strong> <strong>si definiscono</strong> <strong>pericolosi</strong> quando sono in grado di produrre <b>effetti nocivi sull’organismo umano o sull’ambiente</b>: se si impiega un prodotto nuovo è necessario sapere se è pericoloso, a che rischio ci si espone e come manipolarlo.<br />
<b>Queste informazioni </b>sono contenute in dettaglio sulla scheda di sicurezza del prodotto, ma “possono già essere ottenute in gran parte anche dalla lettura dell’etichetta”.</p>
<p>Secondo la <strong>normativa europea</strong> “ogni sostanza o preparato (che sia prodotto o importato nel territorio della UE e immesso sul mercato) deve essere valutato in base alle sue proprietà fisico-chimiche, tossicologiche ed ecotossicologiche al fine di individuarne la potenziale pericolosità per l’uomo e per l’ambiente e, se classificato come pericoloso, etichettato a norma di legge”.<br />
E i <strong>rischi</strong> di queste sostanze pericolose possono essere diversi: ad esempio l’esplosività o l’infiammabilità.</p>
<p>Inoltre gli <b>effetti nocivi</b> si possono manifestare “in seguito all’assorbimento da parte del corpo umano, assorbimento che può avvenire sostanzialmente attraverso tre vie:<b> <a href="https://www.puntosicuro.it/italian/La_valutazione_del_rischio_da_inalazione_di_irritanti-art-9500.php">inalazione</a>, ingestione o contatto</b> (cute o mucose)”.<br />
L’<strong>etichettatura di una sostanza</strong> (quella di un preparato è determinata dalle diverse sostanze pericolose presenti) può cambiare “a seconda della sua forma commerciale (concentrata o diluita) in quanto la pericolosità può variare in ragione della concentrazione”.<br />
<b>I simboli e le frasi di rischio</b> e di cautela riportate consentono all’utilizzatore di acquisire “una prima serie di preziose informazioni sulla pericolosità del prodotto, sulla tipologia di rischio e sulla entità del rischio stesso, sulle precauzioni da adottare per la manipolazione, lo stoccaggio e lo smaltimento”.</p>
<p><b>Dopo aver dato alcuni cenni in merito alla normativa che disciplina l’etichettatura delle sostanze</b> <b>e dei </b><a href="https://www.puntosicuro.it/italian/ICSC_schede_informative_per_il_rischio_chimico-art-9237.php">preparati pericolosi</a>, una normativa “estremamente complessa ed articolata ed in continuo aggiornamento” (le due norme fondamentali che regolamentano la materia in Italia sono il <b>D. Lgs. 52/1997 e il <a href="https://www.puntosicuro.it/italian/Nuove_disposizioni_sui_preparati_pericolosi-art-7173.php">D. Lgs. 65/2003</a></b>), il documento ricorda che “le indicazioni previste dalla normativa su sostanze e preparati pericolosi devono essere riportate direttamente <b>sull</b>’<strong>imballaggio</strong> oppure su un’etichetta saldamente apposta su uno o più lati dell’imballaggio stesso”</p>
<p><strong>Come devono essere le etichette?<br />
</strong>Ecco alcune <strong>indicazioni</strong> tratte dalla scheda:<br />
&#8211; “<b>l’<a href="https://www.puntosicuro.it/italian/Etichette_alimentari_piu_complete_per_la_sicurezza_delle-art-3611.php">etichetta</a> deve essere leggibile</b> in orizzontale quando l’imballaggio si trova in posizione normale;<br />
&#8211; <b>le informazioni devono essere riportate in lingua italiana</b> (qualora compaiano scritte in altre lingue, le dimensioni dei caratteri non devono essere superiori a quelle della lingua italiana);<br />
&#8211; lo sfondo dell’etichetta (o della confezione) devono essere di un colore tale <b>da mettere in risalto il simbolo di pericolo</b> e da rendere facilmente leggibili le indicazioni richieste”.</p>
<p>Inoltre <strong>le etichette devono contenere</strong>:<br />
&#8211; <b>la denominazione della sostanza</b>, in modo conforme al decreto o “comunque basata su una nomenclatura riconosciuta (nome chimico) internazionalmente” e l’eventuale denominazione o nome commerciale del prodotto;<br />
&#8211; “<b>nome e indirizzo completo</b> nonché il numero di telefono del responsabile dell’immissione sul mercato, stabilito all’interno dell’Unione europea (<a href="https://www.puntosicuro.it/italian/REACH_scadenze_imminenti_e_scenari_di_esposizione-art-9416.php">fabbricante</a>, importatore, distributore)”;<br />
&#8211; in caso di preparato: il nome chimico delle sostanze che hanno dato luogo alla classificazione; &#8211; “i <a href="https://www.puntosicuro.it/italian/Un_simbolo_piu__intuitivo_per_il_pericolo_radiazioni-art-6786.php">simboli</a> e le indicazioni di pericolo conformi alla normativa (se previsti);<br />
&#8211; le ‘frasi tipo’<b> relative ai rischi specifici</b> derivanti dai pericoli connessi all’uso del prodotto, dette ‘<b>frasi R</b>’;<br />
&#8211; le ‘frasi tipo’ concernenti <b>i consigli di prudenza relativi all’uso dei prodotti</b> dette ‘<b>frasi S</b>’” (ricordando che “per confezioni che abbiano un contenuto inferiore a 125 ml non è sempre obbligatorio indicare le frasi R e S”);<br />
&#8211; in caso di preparati venduti al pubblico: il “quantitativo nominale del prodotto espresso in volume o in massa”.</p>
<p>La normativa in materia di <a href="https://www.puntosicuro.it/italian/Rischio_chimico_agenti_pericolosi_e_valutazione_del_rischio-art-9169.php">prodotti pericolosi</a> definisce in modo dettagliato i <strong>simboli di pericolo, le frasi di rischio e i consigli di prudenza</strong> che devono essere riportati sull’etichetta.<br />
Frasi e simboli sono riportate, anche con l’ausilio di immagini e foto, nel documento che vi invitiamo a visionare.<br />
<b>Guardare un etichetta prima di usare</b> un prodotto è un’azione facile e veloce.<br />
Una di quelle piccole azioni che dovrebbero diventare routine per ogni lavoratore e per ognuno di noi: in alcuni casi azioni come queste <b>possono evitarci pericolosi infortuni</b>.</p>
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		<title>Sostanze chimiche reprotossiche in ambiente di lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Apr 2023 07:53:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[direttiva 2022/431 del Parlamento europeo e del Consiglio]]></category>
		<category><![CDATA[direttiva cancerogeni e mutageni]]></category>
		<category><![CDATA[Inail]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-30-alle-09.36.50-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="sostanze chimiche" decoding="async" />Sostanze chimiche reprotossiche in ambiente di lavoro La nuova direttiva 2022/431 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2022, il cui recepimento è previsto entro febbraio 2024, tratta i reprotossici. Le sostanze chimiche reprotossiche saranno inserite all’interno della direttiva cancerogeni e mutageni, prevedendo in ambiente di lavoro misure di gestione del rischio più [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/03/Schermata-2023-03-30-alle-09.36.50-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="sostanze chimiche" decoding="async" /><div class="page" title="Page 1">
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<p>Sostanze chimiche reprotossiche in ambiente di lavoro</p>
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<div class="column">
<p>La nuova direttiva 2022/431 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2022, il cui recepimento è previsto entro febbraio 2024, tratta i reprotossici. Le sostanze chimiche reprotossiche saranno inserite all’interno della direttiva cancerogeni e mutageni, prevedendo in ambiente di lavoro misure di gestione del rischio più stringenti e tutelanti.</p>
<p>Nella normativa per la tutela dei lavoratori è stata posta molta attenzione alla tutela della donna in gravidanza. Ma finora la possibile esposizione a sostanze reprotossiche sembra sia stata ampiamente sottostimata.</p>
<h6>Cosa fare?</h6>
<p>L’approccio nell&#8217;ambiente di lavoro è certamente quello della eliminazione/sostituzione per quanto possibile di queste sostanze dai cicli produttivi.<br />
Nei casi in cui ciò non fosse tecnicamente possibile, è necessario organizzare per tempo e con attenzione una prevenzione stringente di interventi quali:</p>
</div>
</div>
</div>
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>&#8211; lavorazioni a ciclo chiuso<br />
&#8211; isolamento<br />
&#8211; segnalazione di aree dedicate<br />
&#8211; limitazione al minimo del numero di lavoratori esposti<br />
&#8211; fornitura dispositivi di protezione individuale adeguati<br />
&#8211; monitoraggio delle esposizioni<br />
&#8211; sorveglianza sanitaria<br />
&#8211; inserimento nel registro degli esposti e relativi obblighi correlati.</p>
</div>
</div>
</div>
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><a href="https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-pubbl-sostanze-chimiche-reprotossiche.pdf">Nel documento INAIL un elenco non esaustivo delle sostanze e dei settori lavorativi coinvolti.</a></p>
<ul>
<li>composti del piombo</li>
<li>solventi organici</li>
<li>glicoleteri</li>
<li><span style="font-size: 16px"><span style="font-size: 16px">n-metilpirrolidone</span></span></li>
<li><span style="font-size: 16px"><span style="font-size: 16px">Alchilfenoli, in particolare il bisfenolo A</span></span></li>
<li><span style="font-size: 16px"><span style="font-size: 16px">Gas anestetici</span></span></li>
<li><span style="font-size: 16px"><span style="font-size: 16px">Ftalati</span></span></li>
<li><span style="font-size: 16px"><span style="font-size: 16px">Composti del cadmio</span></span></li>
<li><span style="font-size: 16px">Pesticidi (organofosforici, carbammati e fenossierbicidi in particolare)</span></li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/sostanze-chimiche-reprotossiche-in-ambiente-di-lavoro/">Sostanze chimiche reprotossiche in ambiente di lavoro</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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