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	<title>norme sicurezza sul lavoro Archivi - O.P.N. Italform</title>
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		<title>Regole e norme: carrelli elevatori a forche.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2023 09:04:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza e Salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/01/BA7F2553-B962-42F7-9F66-84D289928F73-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Regole e norme da rispettare nell&#039;uso di carrelli elevatori a forche." decoding="async" />Regole e norme da rispettare nell&#8217;uso di carrelli elevatori a forche. Il carello elevatore a forche è, tra le diverse tipologie di carrello elevatore, quella più diffusa. Il carrello elevatore a forche è un mezzo autonomo, progettato per movimentare carichi disposti al di fuori della propria base di appoggio. Il carico, normalmente, è sistemato su [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/01/BA7F2553-B962-42F7-9F66-84D289928F73-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Regole e norme da rispettare nell&#039;uso di carrelli elevatori a forche." decoding="async" /><p>Regole e norme da rispettare nell&#8217;uso di carrelli elevatori a forche.</p>
<p>Il carello elevatore a forche è, tra le diverse tipologie di carrello elevatore, quella più diffusa.</p>
<p>Il carrello elevatore a forche è un mezzo autonomo, progettato per movimentare carichi disposti al di fuori della propria base di appoggio. Il carico, normalmente, è sistemato su una pedana chiamata pallet, che dispone di aperture nelle quali si introducono le forche.</p>
<p>Si tratta di mezzi la cui circolazione è consentita solo lungo i percorsi stabiliti e segnalati</p>
<p>Uno dei <strong>principali rischi</strong> per l’operatore del carrello è il <strong>ribaltamento</strong>, che può dipendere da fattori come brusche frenate, velocità elevata, curve ad elevata velocità, guida non in retromarcia su percorsi in pendenza.</p>
<p>Per evitare qualsiasi problematica, i decreti legislativi 81/2008 e 304/91 e le direttive CEE/CEEA/CE n° 240 e 368 mettono in evidenza i principali <strong>requisiti normativi</strong>. Ad esempio, per quanto riguarda le protezioni del <strong>posto di guida,</strong> la normativa prescrive per tutti i carrelli con forche sollevabili ad un’altezza maggiore ad 1.80 metri, un tetto di protezione amovibile. Oppure, le parti in movimento che sono alla portata dell&#8217;operatore nella normale posizione di lavoro, devono essere adeguatamente protette o devono trovarsi ad una certa distanza minima. Ancora, la visibilità deve essere tale da poter effettuare tutte le manovre in sicurezza.</p>
<p><strong>Quali sono le regole generali</strong>.<br />
I carrelli elevatori devono essere guidati e manovrati esclusivamente da persone autorizzate e devono essere azionati solo dal posto di guida.<br />
I guidatori non devono apportare ai carrelli alcuna aggiunta o modifica a meno che non ne abbiano ricevuto l’autorizzazione.<br />
I guidatori devono impiegare i carrelli esclusivamente per gli scopi per cui sono destinati.</p>
<p>Sui carrelli non devono essere trasportati passeggeri.</p>
<p><strong>Quali sono le regole di guida</strong>.</p>
<p>la velocità di marcia deve essere mantenuta “a passo d’uomo”;<br />
dare la precedenza ai pedoni;</p>
<p>usare i dispositivi di segnalazione come clacson e faro di lavoro;<br />
durante la guida mantenere una posizione corretta e non sporgersi oltre la sagoma del carrello;<br />
evitare partenze, frenate e sterzate brusche;<br />
procedere a marcia indietro quando il carico nasconde la visuale in avanti;<br />
percorrere le rampe di discesa sempre in retromarcia guardando all’indietro;<br />
durante la marcia a vuoto mantenere le forche a 10\15 cm dal suolo;<br />
non viaggiare affiancati ad altri carrelli;<br />
quando si ferma il carrello, inserire il freno a mano ed estrarre la chiave.</p>
<p><strong>Indicazioni relative al carico</strong>.<br />
devono essere movimentati carichi stabili e non eccedenti la portata del carrello;<br />
non è possibile adoperare due carrelli per spostare carichi molto ingombranti;<br />
per aumentare la stabilità del carico occorre allargare le forche in relazione alla larghezza dello stesso;<br />
tutte le manovre devono essere effettuate lontane da persone;<br />
non può essere utilizzato il carrello per spingere carichi;<br />
prima di azionare il carrello abbassare sempre le forche;<br />
tenere il carico il più vicino possibile al montante e inclinare il montante all’indietro;<br />
non sovraccaricare mai il carrello;</p>
<p>evitare che la distanza del baricentro del carico sia troppo elevata rispetto al montante.</p>
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		<title>Ministro Calderone: risarcire le famiglie vittime di infortuni mortali.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 09:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/01/041A2A53-B08F-44EE-B15D-68356E26134B-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Risarcimento per le famiglie di vittime di infortuni mortali" decoding="async" />Il Ministro Marina Calderone annuncia la correzione della norma sul risarcimento alle famiglie delle vittime di infortuni mortali. Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, interviene sulla tragica morte di Giuliano De Seta. Uno studente di 18 anni che ha perso la vita lo scorso settembre, in una fabbrica a Noventa di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/ministro-calderone-risarcire-le-famiglie-vittime-di-infortuni-mortali/">Ministro Calderone: risarcire le famiglie vittime di infortuni mortali.</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/01/041A2A53-B08F-44EE-B15D-68356E26134B-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="Risarcimento per le famiglie di vittime di infortuni mortali" decoding="async" /><p>Il Ministro Marina Calderone annuncia la correzione della norma sul risarcimento alle famiglie delle vittime di infortuni mortali.</p>
<p>Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, interviene sulla tragica morte di Giuliano De Seta. Uno studente di 18 anni che ha perso la vita lo scorso settembre, in una fabbrica a Noventa di Piave (Venezia). Il giovane si trovava in azienda per svolgere un periodo di alternanza scuola-lavoro previsto dal proprio piano di studi.</p>
<p>La famiglia ha poi ricevuto una lettera dall&#8217;Inail del Veneto che li informava che non avrebbero ricevuto una rendita per la morte del figlio.<br />
La notizia ha fatto senz&#8217;altro scalpore, tra i cittadini ed i ministri.</p>
<p>Il Ministro calderone ha definito questa tragedia, una grave sconfitta per il sistema creato a protezione della vita di ogni lavoratore, ma soprattutto un’ulteriore conferma che l’attuale vulnus normativo necessita di un immediatamente cambiamento. In quanto, quest&#8217;ultimo, consente un risarcimento economico ai familiari, solo quando a subire l&#8217;infortunio mortale è il principale percettore del reddito. Di conseguenza, la famiglia di Giuliano De Seta, non riceverà alcun tipo di risarcimento.</p>
<p>“Questa regola è vigente da troppo tempo per sopravvivere ancora nel nostro Ordinamento. Va cambiata con il prossimo decreto”.<br />
Queste le parole del Ministro Marina Calderone, che ha convocato, per il 12 gennaio, un tavolo tecnico sulla sicurezza sul lavoro e sui correttivi più urgenti alla normativa. Parteciperanno tutte le parti sociali e datoriali, i Ministri dell&#8217;Università e dell&#8217;Istruzione, l&#8217;Inail e l&#8217;Ispettorato Nazionale del Lavoro.</p>
<p>“L&#8217;emergenza infortuni sul lavoro è prioritaria nella mia agenda&#8221;. Così conclude il Ministro. Ribadendo la vicinanza come Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e come mamma, ai genitori del ragazzo e a tutte le persone che hanno perso un familiare in questo modo, consapevole che nessun risarcimento economico potrà mai lenire il loro dolore.</p>
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		<title>Formazione, Borghi: livello di rischio su mansioni e non su Codice Ateco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2022 09:40:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Codici Ateco categorie di rischio]]></category>
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		<category><![CDATA[rischio e prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Borghi consulente del lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/03/1646904098871-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Formazione, Borghi: livello di rischio su mansioni e non su Codice Ateco. Valentina Borghi, Consulente del Lavoro di Bologna e referente sulla formazione in ambito accademico fa il punto sugli aggiornamenti delle normative e rileva le criticità che insistono oggi sul settore. Soprattutto alla luce degli infortuni e delle morti bianche che quotidianamente si registrano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/formazione-borghi-livello-di-rischio-su-mansioni-e-non-su-codice-ateco/">Formazione, Borghi: livello di rischio su mansioni e non su Codice Ateco</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/03/1646904098871-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Formazione, Borghi: livello di rischio su mansioni e non su Codice Ateco. Valentina Borghi, Consulente del Lavoro di Bologna e referente sulla formazione in ambito accademico fa il punto sugli aggiornamenti delle normative e rileva le criticità che insistono oggi sul settore. Soprattutto alla luce degli infortuni e delle morti bianche che quotidianamente si registrano e su cui &#8220;bisogna intervenire non solo stringendo le sanzioni ma anche operativamente&#8221; come lei stessa suggerisce. &#8220;Abbiamo solo Codici Ateco ma non si differenziano le mansioni. A questo bisogna aggiungere che molti corsi prevedono solo la parte teorica, escludendo la pratica. Ma è stato dimostrato dai dati che laddove si attesta la frequenza a corsi altamente specializzati si riduce il rischio di infortunio&#8221; spiega.</p>
<h3>Formazione, le ore di formazione sul rischio non sono sufficienti</h3>
<p>La consulente del lavoro sostiene che nei corsi inerenti il rischio alto le 16 ore di formazione previste non sono sufficienti. E spesso accade che chi si trova ad operare non conosce i rischi a cui si espone. Per questo sono necessari corsi di formazione specialistici che affrontino argomenti inerenti la mansione che si svolge. Tali da non avere le stesse nozioni sugli argomenti e con eguale numero di ore per tutte le categorie di lavoratori. &#8220;E&#8217; arrivato il momento di differenziare e stabilire la differente portata del rischio. Le novità introdotte in materia hanno già previsto delle modifiche sostanziali ma la nuova normativa va rivista e aggiornata. Non solo considerando i Codici Ateco, ma i settori in cui opera un lavoratore. Le 16 ore di rischio alto previste per la chimica non possono essere equiparate a quelle previste per la metalmeccanica&#8221;.</p>
<h3>L&#8217;incidente di Borgo Panigale a Bologna</h3>
<p>Per rafforzare la sua tesi la consulente del lavoro ha fornito le immagini di un drammatico incidente che si è verificato a Borgo Panigale. Qui un camion trasportante un braccio meccanico più alto del cavalcavia lo ha violentemente impattato e ne ha provocato il crollo parziale. &#8220;Parliamo tanto di sicurezza sul lavoro, di corsi, di formazione, ma poi quando dobbiamo applicarla questo è il risultato. E questo accade perchè la teoria ha poco a che fare con la pratica e perchè la burocrazia prevarrà sempre sulla vera sicurezza&#8221; denuncia. E rileva l&#8217;importanza della sicurezza sul lavoro come terreno di confronto per un dialogo costruttivo tra il legislatore e gli operatori impegnati sul campo.</p>
<p>&#8220;Se davvero si vuole imprimere una sferzata è necessario modificare l&#8217;impianto normativo e adeguare i principi sulla sicurezza in base alle mansioni. Le aule universitarie e gli ambienti accademici non affrontano la questione, che deve essere sollevata anche all&#8217;interno delle istituzioni e degli organismi competenti.</p>
<p>Non c&#8217;è specializzazione sulla formazione, e spesso i corsi sono solo teorici. Mancano delle esercitazioni pratiche. Ma è stato acclarato che nelle grandi aziende in cui si svolgono corsi ad alta specialità il margine di rischio infortunio si riduce notevolmente. Il punto è che il criterio va adottato da tutte le aziende, non solo da quelle più grandi&#8221;.</p>
<h3>Formazione, la mancanza di aule e di docenti</h3>
<p>Altra questione sollevata è quella della scarsità delle aule, sia per la capienza necessaria ad ospitare i lavoratori, sia per poter svolgere tutti i corsi di formazione. A questo si aggiunge il fatto che per formare un&#8217;aula e ottenere il numero sufficiente di utenti utile ad aprire il corso ci vuole tempo e spesso bisogna reperire un docente. Infatti accade che gli enti di formazione non riescano a rispondere alla domanda di formazione, nel Primo Soccorso o RSPP, per mancanza di docenti o di aule.</p>
<p>La formazione rappresenta un costo per l&#8217;azienda. &#8220;Investire nella ricerca di un docente piuttosto che nel fitto di un&#8217;aula implica un numero minimo di utenti. Un&#8217;azienda può scegliere di fare formazione anche per un solo dipendente, soprattutto se si organizza internamente. Ma in generale un&#8217;azienda non organizza un corso se non per almeno 30 dipendenti, per sostenere tutti i costi&#8221;. Allora come ovviare a queste criticità? Per Valentina Borghi è necessario &#8220;Introdurre i corsi in e-learning per rischio medio e alto, oltre alle mansioni che devono sostituire i codici Ateco&#8221;.</p>
<h3>L&#8217;indice di crescita sugli infortuni</h3>
<p>La consulente rileva infatti che l&#8217;Ispettorato del Lavoro e l&#8217;Inail hanno registrato un incremento importante degli infortuni. Una oscillazione che è conseguenza della pandemia che ha indebolito gli interventi in sicurezza, sia sulla formazione che sui cantieri. E nei prossimi mesi sono attesi controlli stringenti, gli interventi da parte degli organismi saranno intensificati, anche alla luce degli interventi governativi. &#8220;Infatti ad oggi sono presi di mira i cantieri, con l&#8217;introduzione del superbonus 110. Mentre tra il 2019 e 2020 il picco degli infortuni è stato registrato sui muletti. Ma non si può intervenire sulla base gli infortuni già registrati. E&#8217; importante investire sulla prevenzione&#8221; conclude.</p>
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