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	<title>luce blu Archivi - O.P.N. Italform</title>
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		<title>Smart working, gestione del rischio da visione del computer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2022 07:41:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratore in smart working]]></category>
		<category><![CDATA[luce blu]]></category>
		<category><![CDATA[multitasking e stress lavorativo]]></category>
		<category><![CDATA[rischi connessi all'uso intensivo del computer]]></category>
		<category><![CDATA[rischi dello smart working]]></category>
		<category><![CDATA[salute e sicurezza nei luoghi di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[smart working]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/apertura-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Smart working, gestione del rischio da visione del computer. Il Consiglio Nazionale Ingegneri ha pubblicato le &#8220;linee di indirizzo per la gestione dei rischi in modalità smart working&#8221;. Il documento di sofferma sulle attività condotte in smart working e sul rischio della sindrome da visione del computer e sul multitasking. In particolare sui rischi della [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/smart-working-gestione-del-rischio-da-visione-del-computer-2/">Smart working, gestione del rischio da visione del computer</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2022/08/apertura-1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Smart working, gestione del rischio da visione del computer. Il Consiglio Nazionale Ingegneri ha pubblicato le &#8220;linee di indirizzo per la gestione dei rischi in modalità smart working&#8221;. Il documento di sofferma sulle attività condotte in smart working e sul rischio della sindrome da visione del computer e sul multitasking. In particolare sui rischi della luce blu, i fattori che causano la sindrome e la la riduzione dei sintomi.</p>
<h3>Smart working, le conseguenze dell&#8217;utilizzo intensivo del computer</h3>
<p>Il documento elaborato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri considera i rischi correlati al tecnostress, ovvero all&#8217;utilizzo intensivo di computer e di altri dispositivi elettronici. Per gli esperti si tratta di una vera e propria sindrome da visione del computer. Una patologia legata allo smart working e quindi emersa a seguito della pandemia. E che si affianca ai rischi psicosociali e allo stress lavoro correlato. A questo si aggiunge lo stress del &#8220;multitasking&#8221; che comporta danni per la salute e quindi conseguenze comportate dallo smart working.</p>
<h3>Smart working e multitasking</h3>
<p>La necessità di fare fronte allo svolgimento di più mansioni, come inviare mail e rispondere al telefono, verificare documenti e scrivere al computer, è altrettanto fonte di stress sul luogo di lavoro. Il testo illustrato dagli ingegneri rivela che la sindrome da visione al computer è il risultato dell’utilizzo intensivo di computer ed altri dispositivi elettronici.</p>
<p>&#8220;I sintomi sono vari e sono di tipo visivo, neurologico e muscolo-scheletrico. Non si presentano necessariamente tutti insieme e variano molto da persona a persona, a seconda delle abitudini e del modo in cui si sta davanti al computer o di come si usano gli altri dispositivi elettronici” si legge nel testo.</p>
<h3>I fattori che causano la sindrome da visione del computer</h3>
<p>I fattori più comuni che causano la sindrome da visione del computer sono</p>
<ul>
<li>illuminazione insufficiente;</li>
<li>riflessi sul display digitale;</li>
<li>distanza non adeguata dal terminale;</li>
<li>postura errata.</li>
</ul>
<p>L&#8217;occhio è senza dubbio la parte maggiormente colpita dalla sindrome. E si manifesta attraverso la visione doppia, la vista offuscata, bruciori e prurito, arrossamento del bulbo e secchezza oculare. E questi sintomi possono essere dovuti alla luce emessa con forte componente blu dagli schermi, poco naturale e che affatica la vista. Ma anche dalla scarsa risoluzione sui monitor.</p>
<h3>Come ridurre i sintomi e i fastidi della sindrome</h3>
<p>Il documento licenziato dal CNI propone anche dei metodi e comportamenti utili per ridurre la sintomatologia da sindrome del computer</p>
<ul>
<li>l’utilizzo di uno schermo ad alta definizione che può rendere meno faticosa la lettura a video, grazie ai caratteri più definiti e al maggiore contrasto;</li>
<li>il monitor tenuto a distanza di 50-70 centimetri dagli occhi, con il suo bordo superiore alla stessa altezza degli occhi, in modo da tenere la testa lievemente inclinata verso il basso;</li>
<li>la luminosità dello schermo di poco superiore a quella dell’ambiente circostante, in un ambiente di lavoro non troppo luminoso e privo di riflessi che confondono la vista.</li>
</ul>
<h3>Il controllo sulla salute del dipendente in caso di smart working</h3>
<p>In caso di smart working l’azienda- ovvero il datore di lavoro e il RSPP- non può controllare che tali condizioni vengano rispettate dal lavoratore qualora operi in luoghi privati e non in ambienti di lavoro coworking. Quindi è necessaria una attività di formazione e informazione del lavoratore agile affinché sia consapevole dei rischi in cui incorre. E che sia preparato a utilizzare gli strumenti e le precauzioni necessarie.</p>
<h3>Gli effetti della luce blu</h3>
<p>L’utilizzo di dispositivi a LED come PC, tablet, smartphone ed altri ha aumentato notevolmente l’esposizione a fonti di luce dannose e la luce blu può rappresentare un rilevante fattore di rischio per i nostri occhi. Infatti la “luce blu” è una componente di radiazione elettromagnetica dello spettro del visibile nelle lunghezze d’onda tra i 380 e i 500 nm” che risulta pericolosa nei casi in cui i suoi valori siano ricompresi tra i 390 e i 455 nm”.</p>
<p>Il problema è che le nuove sorgenti luminose aumentano la nitidezza delle immagini, ma emettono una quantità di luce blu maggiore rispetto alle lampadine del passato. Per questo in smart working è preferibile utilizzare smartphone o tablet dotati di filtro della luce blu.</p>
<h3>Gli effetti da sovraesposizione</h3>
<p>Nel breve periodo, ovvero dopo 6-8 ore, il 91% delle persone soffre di:</p>
<ul>
<li>rossore e occhi irritati: per lungo tempo si fissano schermi retroilluminati;</li>
<li>secchezza degli occhi: dovuta alla minor frequenza dell’ammiccamento (battito di ciglia) e alla conseguente minor lacrimazione e lubrificazione del tessuto trasparente che si trova nella parte anteriore dell’occhio;</li>
<li>astenopia: stanchezza visiva per l’eccessiva esposizione alla Luce Blu e lo sforzo della lettura di caratteri molto piccoli;</li>
<li>insonnia: la Luce Blu inibisce la secrezione di melatonina;</li>
<li>mal di testa: per l’eccessivo affaticamento degli occhi</li>
</ul>
<p>Nel lungo periodo:</p>
<ul>
<li>con il passare del tempo, “la luce blu può portare a un abbassamento delle densità del pigmento maculare, che a sua volta potrebbe causare lo sviluppo della maculopatia”.</li>
</ul>
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