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	<title>lavoro Archivi - O.P.N. Italform</title>
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	<description>Organismo Paritetico Nazionale</description>
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	<title>lavoro Archivi - O.P.N. Italform</title>
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	<item>
		<title>Organizzare al Meglio il Lavoro per Chi Effettua Consegne.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 May 2024 06:00:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza alla guida]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-94-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Effettuare consegne richiede un&#8217;organizzazione impeccabile e una pianificazione dettagliata, soprattutto per chi trascorre molto tempo alla guida. Ci sono diversi aspetti fondamentali da considerare per garantire che il lavoro sia svolto in modo efficiente e sicuro. Individuare il Percorso Migliore La scelta del percorso è cruciale per chi effettua consegne. Individuare il tragitto più efficiente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2024/05/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-94-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p><strong>Effettuare consegne richiede un&#8217;organizzazione impeccabile</strong> e una pianificazione dettagliata, soprattutto per chi trascorre molto tempo alla guida.</p>
<p>Ci sono diversi aspetti fondamentali da considerare per garantire che<strong> il lavoro sia svolto in modo efficiente e sicuro.</strong></p>
<h4>Individuare il Percorso Migliore</h4>
<p><strong>La scelta del percorso è cruciale</strong> per chi effettua consegne. Individuare il tragitto più efficiente <strong>può fare la differenza in termini di tempo risparmiato e carburante consumato. </strong></p>
<p>Utilizzare strumenti di navigazione aggiornati e affidabili, come GPS e applicazioni di mappatura, è indispensabile per evitare ingorghi, lavori stradali e altri ostacoli che potrebbero rallentare il viaggio. Inoltre, pianificare percorsi alternativi può essere utile in caso di imprevisti.</p>
<h4>Rispettare il Codice della Strada</h4>
<p><strong>La sicurezza è una priorità</strong> per chi trascorre molte ore alla guida. Rispettare il <strong>codice della strada</strong> non solo è un obbligo legale, ma contribuisce a <strong>prevenire incidenti</strong> e a garantire la sicurezza propria e degli altri utenti della strada.</p>
<p>È importante mantenere una<strong> velocità adeguata</strong>, rispettare i segnali stradali e fare attenzione ai pedoni e ai ciclisti. Una guida responsabile riduce anche i costi associati a multe e infrazioni.</p>
<h4>Non Lasciare Nulla al Caso</h4>
<p>Un altro elemento essenziale per un&#8217;efficace gestione delle consegne è la preparazione. <strong>Verificare le condizioni del veicolo</strong> prima di partire, assicurandosi che tutto funzioni correttamente, può<strong> prevenire guasti durante il viaggio. </strong></p>
<p>Avere un<strong> kit di emergenza</strong> a bordo e conoscere le procedure di<strong> base per la manutenzione del veicolo</strong> può rivelarsi estremamente utile. Inoltre, è fondamentale gestire bene il tempo, programmando pause regolari per evitare la stanchezza e mantenere alta la concentrazione.</p>
<p>Chi effettua consegne deve affrontare molte sfide quotidiane, ma con una <strong>buona organizzazione</strong>, la scelta del percorso migliore, il rispetto del codice della strada e una preparazione accurata, è possibile svolgere il proprio lavoro in maniera efficiente e sicura.</p>
<p>Non lasciare nulla al caso è il segreto per ottenere risultati ottimali e garantire un servizio di qualità ai clienti.</p>
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		<title>Lavoro su piattaforma digitale.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2024 07:00:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[piattaforma digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2024/02/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-63-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il lavoro su piattaforma digitale è un modello occupazionale in crescita in diversi settori dell’economia, in cui il lavoro retribuito è organizzato tramite o su una piattaforma online. Fornisce un accesso agevole al mercato del lavoro, in particolare per alcuni gruppi vulnerabili, e offre flessibilità. Tuttavia, comporta rischi e problematiche per la salute e sicurezza sul [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2024/02/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-63-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p id="tmgmt-1">Il lavoro su <strong>piattaforma digitale</strong> è un modello occupazionale in crescita in<strong> diversi settori dell’economia</strong>, in cui il lavoro retribuito è organizzato tramite o su<strong> una piattaforma online. </strong></p>
<p>Fornisce un accesso agevole<strong> al mercato del lavoro</strong>, in particolare per alcuni <a href="https://oshwiki.osha.europa.eu/en/themes/groups-risk" target="_blank" rel="noopener">gruppi vulnerabili</a>, e<strong> offre flessibilità. </strong></p>
<p>Tuttavia, comporta rischi e problematiche <strong>per la salute e sicurezza sul lavoro</strong> (SSL), tra cui il lavoro intensivo, l’isolamento, l’insicurezza riguardo al posto di lavoro, la scarsa chiarezza dello status occupazionale e le questioni legate alla gestione dei compiti e<strong> degli orari di lavoro da parte degli algoritmi. </strong></p>
<p id="tmgmt-2"><strong>La ricerca dell’EU-OSHA</strong> relativa al lavoro su piattaforma digitale analizza le opportunità,<strong> le problematiche e i rischi</strong>, effettua una mappatura delle tipologie di lavoro su<strong> piattaforma digitale</strong>, individua esempi di politiche e sostiene lo sviluppo di iniziative e strumenti pratici per prevenire i<strong> rischi in materia di SSL</strong> ispirati a una serie di esempi.</p>
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		<title>Sicurezza e salute sul lavoro, la dote raddoppia a 1,5 miliardi.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jan 2024 13:58:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamento Testo Unico Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2024/01/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Le risorse per la formazione passano da 10 a 50 milioni nel 2024. Il Bando Isi per incentivare gli investimenti delle imprese varrà in maniera strutturale in misura superiore ai 500 milioni. Raddoppiano gli investimenti dell’Inail in salute e sicurezza, che, dal prossimo anno, salgono a oltre 1,5 miliardi di euro rispetto ai circa 7/800 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/sicurezza-e-salute-sul-lavoro-la-dote-raddoppia-a-15-miliardi/">Sicurezza e salute sul lavoro, la dote raddoppia a 1,5 miliardi.</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2024/01/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p class="asummary d-none d-lg-block"><strong>Le risorse per la formazione passano da 10 a 50 milioni nel 2024. Il Bando Isi per incentivare gli investimenti delle imprese varrà in maniera strutturale in misura superiore ai 500 milioni.</strong></p>
<p class="atext">Raddoppiano gli investimenti dell’Inail in salute e sicurezza, che, dal prossimo anno, salgono a oltre 1,5 miliardi di euro rispetto ai circa 7/800 milioni degli anni passati. Crescono le risorse per la formazione, ma anche per chi investe in prevenzione. La novità, è la prima volta che accade grazie ai significativi avanzi di gestione, è contenuta nel <a class="classi-link-esterno" href="https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/roma-presentato-bilancio-previsione-inail-il-2024/AFC7eN8B">bilancio di previsione dell’Istituto </a>guidato da <a class="classi-link-esterno" href="https://www.ilsole24ore.com/art/verso-nomina-gabriele-fava-presidente-inps-e-fabrizio-d-ascenzo-all-inail-AFKMu76B">Fabrizio D’Ascenzo</a>. La prima novità riguarda gli interventi in formazione le cui risorse a disposizione, nel 2024, passano da oltre 10 milioni a 50 milioni di euro. Si potenzierà il dialogo con gli enti bilaterali, ampliando ai fondi interprofessionali.</p>
<div class="asubtitle">
<h4></h4>
<h4>Bando Isi da 500 milioni</h4>
</div>
<p class="atext">La seconda novità è sul Bando Isi che, d’ora in avanti, strutturalmente varrà oltre 500 milioni (lo scorso anno si è fermato a poco più di 333 milioni). In particolare, i 508,4 milioni di euro del Bando Isi 2023 rappresentano l’importo più alto stanziato nelle 14 edizioni dell’iniziativa, attraverso la quale l’Inail a partire dal 2010 ha destinato complessivamente al sistema produttivo oltre 3,5 miliardi a fondo perduto per contribuire alla realizzazione di progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Quest’anno il contributo Inail può coprire fino al 65% delle spese sostenute per ciascun progetto, percentuale che sale all’80% per i giovani agricoltori (nel bando 2022 l’intensità dell’aiuto era pari al 40% per la generalità delle imprese agricole e al 50% per i giovani agricoltori).</p>
<div class="asubtitle">
<h4></h4>
<h4>Importo erogabile portato a 130mila euro per intervento</h4>
</div>
<p class="atext">Un’altra novità del nuovo bando Isi è rappresentata dall’incremento dell’importo massimo erogabile, che è stato portato a 130mila euro per tutte le tipologie di intervento. Per semplificare la procedura di accesso ai finanziamenti e fornire assistenza alle aziende interessate è stato inoltre creato un punto di contatto digitale (touchpoint) che fornisce agli utenti una visione unitaria e integrata di tutte le informazioni, dallo stato di lavorazione della propria domanda alla cronologia di tutta la corrispondenza intercorsa con l’Istituto. In prospettiva si punterà sull’intelligenza artificiale per accelerare l’istruttoria, e ci si focalizzerà sugli automatismi (acquisto macchinari, certificazioni e sistemi di gestione, etc.).</p>
<div class="asubtitle">
<h4></h4>
<h4>Sempre elevati i numeri degli infortuni sul lavoro</h4>
</div>
<p class="atext">L’obiettivo è migliorare una situazione infortunistica che resta su numeri elevati, seppur in costante riduzione. Nei primi 10 mesi dell’anno le denunce sono state 489.526 (-17,8% rispetto a ottobre 2022, 868 delle quali con esito mortale (-4,5%). In aumento purtroppo le patologie di origine professionale denunciate che sono state 60.462 (+20,9%). «Dobbiamo continuare a insistere con determinazione per abbattere i numeri di infortuni e malattie professionali e ogni strategia perseguita dall’Inail si pone sempre l’obiettivo di potenziare la prevenzione per contrastare questo drammatico fenomeno – ha sottolineato, al nostro giornale, il commissario straordinario dell’Istituto, Fabrizio D’Ascenzo -. Siamo pienamente consapevoli del valore degli incentivi Isi quale preziosa opportunità per promuovere la cultura della sicurezza presso le imprese, finanziando progetti volti a ridurre o eliminare i rischi lavorativi. Con l’importante aumento dei fondi messi a disposizione con il bando 2023 e con le novità introdotte vogliamo dunque offrire questa opportunità a un numero sempre maggiore di aziende rafforzando così il nostro sostegno economico verso quella fetta del sistema produttivo italiano che sceglie il corretto approccio alla materia della salute e sicurezza. Approccio basato sull’attuazione di efficaci azioni di prevenzione che rappresentano elemento determinante di affermazione nel mondo del lavoro, fattore di successo in termini di competitività e produttività e garanzia di tutela della salute di lavoratrici e lavoratori».</p>
<p class="atext">«Vogliamo così potenziare – ha aggiunto D’Ascenzo &#8211; l’impegno di Inail per l’innalzamento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, incentivando l’implementazione di validi sistemi di gestione, l’utilizzo di tecnologie innovative, l’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro che migliorino il rendimento e la sostenibilità e, nello stesso tempo, concorrano ad un reale benessere organizzativo».</p>
<div class="asubtitle">
<h4></h4>
<h4>Entrate Inail oltre 12 miliardi</h4>
</div>
<p class="atext">Il totale delle entrate dell’Inail ammonta a oltre 12,4 miliardi (+300 milioni circa rispetto alle previsioni 2023), con entrate per contributi e premi di assicurazione a carico dei datori di lavoro e/o iscritti pari a più di 9,2 miliardi, mentre le spese ammontano a circa 10 miliardi di euro. Anche nel 2024 si prevede di generare un differenziale tra entrate e uscite di oltre 2,3 miliardi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La valutazione strumentale e in tempo reale del rischio da Sovraccarico Biomeccanico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 16:03:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[biomeccanico]]></category>
		<category><![CDATA[Inail]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/11/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-6-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Questa monografia è stata realizzata con l’intento di rendere fruibili i risultati delle attività di ricerca svolte dal Laboratorio di ergonomia e fisiologia (LEF) del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) sul tema della valutazione strumentale del rischio da sovraccarico biomeccanico nelle attività di movimentazione manuale dei carichi. Nello specifico, i [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/la-valutazione-strumentale-e-in-tempo-reale-del-rischio-da-sovraccarico-biomeccanico/">La valutazione strumentale e in tempo reale del rischio da Sovraccarico Biomeccanico</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/11/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-6-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p style="font-weight: 400"><strong>Questa monografia</strong> è stata realizzata con l’intento di rendere fruibili i risultati delle attività di ricerca svolte <strong>dal Laboratorio di ergonomia e fisiologia</strong> (LEF) del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) sul tema <strong>della valutazione strumentale</strong> del rischio da sovraccarico biomeccanico nelle attività di movimentazione manuale dei carichi.</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Nello specifico</strong>, i ricercatori e tecnici del LEF hanno esplorato la possibilità di quantificare il rischio biomeccanico attraverso l’uso di tecnologie per il monitoraggio del movimento umano e di algoritmi sempre più performanti.</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Il documento proposto dall’INAIL </strong>ha l’obiettivo di definire i criteri di base che devono essere rispettati per eseguire <strong>una corretta valutazione strumentale</strong> e in tempo reale del rischio biomeccanico.</p>
<h4 style="font-weight: 400"><strong> In particolare, vuole descrivere:</strong></h4>
<ul style="font-weight: 400">
<li><strong>le tecnologie</strong> per il monitoraggio del movimento umano che possono essere utilizzate direttamente <strong>nei luoghi di lavoro e non solo nei laboratori di ricerca;</strong></li>
<li>gli algoritmi e gli indici che possono essere considerati per il “<strong>rating</strong>” del livello di rischio biomeccanico;</li>
<li>i tool di valutazione sviluppati all’interno di due progetti:<strong> SOPHIA e MELA.</strong></li>
</ul>
<p style="font-weight: 400"><strong>Le tecnologie</strong> che possono essere usate per la valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico nelle attività di MMC<strong> devono permettere l’acquisizione, l’elaborazione</strong> e l’analisi di segnali cinematici, cinetici ed elettromiografici di superficie.</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Come tecnologie per il monitoraggio del movimento</strong> <strong>umano</strong> viene utilizzata la sensoristica indossabile, ad esempio, guanti, solette sensorizzate, e sensori per l’elettromiografia di superficie con prelievo bipolare.</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Il documento fornisce una serie di indici</strong> per il monitoraggio dell’impegno fisico del lavoratore, basati su dati cinematici, cinetici ed elettromiografici di superficie sensibili ai differenti livelli di rischio e direttamente correlati alle variabili che generano <strong>il danno nelle attività di MMC</strong>, e per la valutazione del rischio biomeccanico.</p>
<p style="font-weight: 400">È possibile rendere <strong>questa valutazione più precisa e accurata</strong> grazie all’uso di algoritmi di intelligenza artificiale, in particolare <strong>le</strong> <strong>reti neurali artificiali</strong>, che offrono la possibilità di elaborare l’informazione in modo parallelo e distribuito in analogia con la modalità con cui le reti neurali biologiche presenti negli esseri umani processano i dati.</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Molti dei risultati raggiunti e pubblicati</strong> nella letteratura scientifica nazionale e internazionale dal gruppo di ricerca del Laboratorio di ergonomia e fisiologia sono stati messi a fattor comune e resi disponibili per ulteriori attività previste da due progetti in cui l’istituto è stato coinvolto: <strong>il progetto Horizon 2020 SOPHIA e il progetto MELA.</strong></p>
<h4 style="font-weight: 400"><b><strong>Indicazioni operative</strong></b></h4>
<p style="font-weight: 400"><strong>Il progetto SOPHIA</strong> (Socio-Physical Interaction Skills for Cooperative Human-Robot Systems in Agile Production) ha avuto il compito di progettare e sviluppare nuovi approcci per la valutazione del rischio biomeccanico all’interno del nuovo scenario offerto <strong>dalla quarta rivoluzione industriale.</strong></p>
<p style="font-weight: 400"><strong>L’obiettivo è stato raggiunto</strong> e l’attuale versione del tool permette, integrando alcune reti di sensori commerciali, la valutazione del rischio in attività di sollevamento di carichi pesanti, di movimenti ripetitivi e di <strong>mantenimento di posture fisse e incongrue.</strong></p>
<p style="font-weight: 400"><strong>La piattaforma software</strong> offre la possibilità di classificare il rischio attraverso l’utilizzo di tutti gli indici descritti nei metodi della monografia e guida l’utente, attraverso <strong>una interfaccia Matlab</strong> intuitiva e di semplice utilizzo, alla corretta selezione e posizionamento <strong>dei sensori</strong> sulla base dell’attività di <strong>MMC</strong> selezionate.</p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Il software</strong> offre infine la possibilità di stampare una metrica con l’indicazione del livello di rischio stimato anche con approcci di AI.</p>
<p style="font-weight: 400">Sempre all’interno di questo progetto<strong> il partenariato</strong>, con il diretto coinvolgimento dell’Inail, si è anche progettato e realizzato un database pubblico dal nome<strong> HumanDataCorpus,</strong> con la finalità di permettere ai professionisti <strong>del settore della salute e sicurezza</strong> nei luoghi di lavoro di capire come i lavoratori si muovono e interagiscono con l&#8217;ambiente occupazionale e i robot collaborativi consentendo loro di ottimizzare il controllo dei robot in maniera sempre più efficace e sicura,<strong> prevenendo i DMS.</strong></p>
<p style="font-weight: 400"><strong>Il progetto MELA</strong> è stato concepito da Inail ed è stato sviluppato con la collaborazione <strong>dell’Istituto italiano di tecnologia</strong> con l’obiettivo di riprogettare<strong> l’interfaccia Matlab di SOPHIA</strong> e di realizzare una rete di sensori che integrassero<strong> IMU</strong> e sensori per <strong>sEMG.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/la-valutazione-strumentale-e-in-tempo-reale-del-rischio-da-sovraccarico-biomeccanico/">La valutazione strumentale e in tempo reale del rischio da Sovraccarico Biomeccanico</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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		<item>
		<title>Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2023 07:43:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[salute e sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[salute e sicurezza nei luoghi di lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/10/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-7-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />BRUXELLES &#8211; Via libera da parte del Comitato europeo di normazione (Cen) al recepimento della norma Iso 45001 sui sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro. Lo rende noto l’Uni, Ente italiano di normazione, esprimendo il suo plauso per l’iniziativa comunitaria. “Si tratta di un passo – scrive l’Uni in una nota &#8211; [&#8230;]</p>
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<p>Lo rende noto l’Uni, Ente italiano di normazione, esprimendo il suo plauso per l’iniziativa comunitaria.</p>
<p>“Si tratta di un passo – scrive l’Uni in una nota &#8211; che, se pur in parte formale, è quanto mai significativo se non altro perché testimonia l’attenzione che un tema così rilevante a livello sociale riveste nel mondo della standardizzazione”.</p>
<p><strong>Dal 2018 già disponibile nel nostro Paese.</strong></p>
<p>Pubblicata in Italia nel 2018 al termine di un complesso percorso redazionale e di un compromesso raggiunto tra più di 80 Paesi, la norma (Uni Iso 45001) è il primo standard internazionale a trattare il tema della valutazione del rischio lavorativo, raccordando le dinamiche sociali, economiche culturali e le differenti normative di ciascuno Stato dedicate al tema della tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.</p>
<p>La norma definisce i requisiti operativi e fornisce una guida all’uso e all’applicazione di un sistema di gestione per la sicurezza sul lavoro (Sgsl), uno strumento efficace per la riduzione degli indici infortunistici e di miglioramento delle politiche di prevenzione delle imprese.</p>
<p><strong>Il contributo di sintesi e di armonizzazione offerto dall’Inail.</strong></p>
<p>Alla fase di redazione e recepimento nazionale ha partecipato anche l’Inail attraverso un gruppo di lavoro costituito ad hoc e coordinato dall’allora Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione (Contarp), oggi Consulenza tecnica salute e sicurezza centrale (Ctss). Grazie al lavoro promosso dall’Istituto, è stato possibile sintetizzare le diverse posizioni scaturite nel corso dei vari passaggi redazionali, puntando a un progressivo innalzamento qualitativo del livello dei requisiti contenuti nella Uni Iso 45001.</p>
<p><strong>Entro febbraio 2024 obbligo di recepimento e di pubblicizzazione per gli enti di normazione europei.</strong></p>
<p>L’adozione europea della norma internazionale, ricorda ancora l’Uni, nasce da un’iniziativa italiana avviata alla fine di agosto del 2022. Adesso, dopo il recepimento da parte del Cen, tutti gli enti di normazione europei hanno l’obbligo di recepirla e renderla disponibile entro la fine di febbraio 2024.</p>
<p>Nel recepimento del documento normativo, la norma europea (Uni En Iso 45001) contiene una specifica appendice nazionale che aiuta a fornire una corretta relazione con il quadro legislativo italiano.</p>
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		<title>Stress da lavoro correlato: cos&#8217;è e in che modo gestirlo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 07:30:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/10/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-4-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />In questo articolo parleremo dello stress lavoro correlato, uno stress dovuto al lavoro che, se non gestito correttamente, può portare a manifestazioni di disturbi psichici di diversa entità. Insieme vedremo nel dettaglio: come si può definire lo stress lavoro correlato quali conseguenze comporta il rischio da stress lavoro correlato come curare lo stress da lavoro. Cos’è lo stress [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/10/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-4-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />		<div data-elementor-type="wp-post" data-elementor-id="3858" class="elementor elementor-3858">
						<section class="elementor-section elementor-top-section elementor-element elementor-element-171f6985 elementor-section-boxed elementor-section-height-default elementor-section-height-default" data-id="171f6985" data-element_type="section">
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				<div class="elementor-widget-container">
									<p>In questo articolo parleremo dello&nbsp;<strong>stress lavoro correlato</strong>, uno stress dovuto al lavoro che, se non gestito correttamente, può portare a manifestazioni di&nbsp;<a class="link-ub" href="https://www.unobravo.com/focus/disturbi-psichici">disturbi psichici</a>&nbsp;di diversa entità.</p>
<p>Insieme vedremo nel dettaglio:</p>
<ul role="list">
<li>come si può definire lo stress lavoro correlato</li>
<li>quali conseguenze comporta il rischio da stress lavoro correlato</li>
<li>come curare lo stress da lavoro.</li>
</ul>
<h4 id="strongcos’è-lo-stress-lavoro-correlatostrong"><strong>Cos’è lo stress lavoro correlato</strong></h4>
<p>Cosa si intende per stress lavoro correlato? Il&nbsp;<a class="link-ub" href="https://www.cdc.gov/niosh/index.htm" target="_blank" rel="noopener"><em>National Institute for Occupational Safety and Health</em></a>&nbsp;(NIOSH) lo definisce come “<strong>un insieme di reazioni fisiche ed emotive dannose che si manifesta quando le richieste poste dal lavoro non sono commisurate alle capacità, risorse o esigenze del lavoratore</strong>”.</p>
<p>Lo stress lavorativo viene anche definito dall’<a class="link-ub" href="https://www.inail.it/cs/internet/docs/stress-lavoro-accordo-interconfederale_6443111488618.pdf?section=attivita" target="_blank" rel="noopener">accordo quadro europeo</a>&nbsp;sullo stress lavoro correlato, come &#8220;una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro.&#8221;</p>
<p>Da questa definizione appare evidente come lo stress dovuto al lavoro può essere descritto come<strong>&nbsp;un rischio per la salute psicofisica</strong>&nbsp;dell’individuo che può causare diverse patologie da stress lavoro correlato.</p><p><br></p>
<p></p>
<h4 id="strongstress-da-lavoro-i-sintomi-principalistrong"><strong>Stress da lavoro: i sintomi principali</strong></h4>
<p><strong>Quali sono i principali sintomi da stress lavoro correlato?</strong></p>
<p>I sintomi da stress da lavoro possono essere sia fisici che psicologici. Partiamo dai principali: si percepisce una grande stanchezza, sia fisica che mentale, non direttamente collegata all&#8217;attività appena svolta.</p>
<p>Spesso infatti, nei casi di stress da lavoro ci si sente stanchi ancora prima di iniziare le attività.</p>
<p>Tra gli altri sintomi da stress da lavoro può poi esserci una forte demotivazione, che può iniziare già dal mattino o subentrare nel corso della giornata.</p>
<p>Può emergere il&nbsp;<a class="link-ub" href="https://www.unobravo.com/post/la-sindrome-dellimpostore-e-il-mondo-del-lavoro-quando-un-bugiardo-fa-carriera">sentirsi incapaci sul lavoro</a>&nbsp;o il&nbsp;<a class="link-ub" href="https://www.unobravo.com/post/non-sentirsi-all-altezza">non sentirsi all’altezza</a> del proprio compito, pensieri di irrilevanza del lavoro svolto, oppure di non riuscire mai a fare abbastanza per portare a termine un progetto.</p>
<p>Inoltre, possono esserci casi in cui il clima organizzativo dell’azienda può aumentare il rischio di&nbsp;<em>workaholism</em>, ovvero la&nbsp;<a class="link-ub" href="https://www.unobravo.com/post/non-riesci-a-staccare-mai-dal-lavoro-potrebbe-trattarsi-di-dipendenza-da-lavoro">dipendenza dal lavoro</a>.</p>
<h4 id="strongi-rischi-da-stress-lavoro-correlatostrong"><strong>I rischi da stress lavoro correlato</strong></h4>
<p><strong>Che rischi può correre un lavoratore stressato</strong>:</p>
<p>I principali rischi legati allo stress da lavoro vanno in <strong>2 direzioni</strong>: innanzitutto&nbsp;<strong>sulla persona</strong>&nbsp;che direttamente lo sperimenta, comportando nella forma più lieve uno stato di malessere, stanchezza, difficoltà cognitive fino ad arrivare all’emergere di veri e propri disturbi come disturbi del sonno,&nbsp;<a class="link-ub" href="https://www.unobravo.com/focus/disturbi-alimentari">disturbi alimentari</a>&nbsp;e&nbsp;<a class="link-ub" href="https://www.unobravo.com/focus/ansia">disturbi d’ansia</a>.</p>
<p>Dall’altro lato, gli effetti dello stress lavoro correlato ricadono anche&nbsp;<strong>sul contesto e sull’azienda</strong>: uno o più dipendenti esposti a stress lavoro correlato, porteranno nel tempo a maggiori difficoltà di comunicazione, di relazione, di gestione dei progetti, andando a innescare un circolo che continua ad alimentare lo stress.</p>
<p>Conseguenza di ciò è ovviamente un calo della produttività generale dell’azienda.</p>
<h4 id="strongcome-gestire-lo-stress-da-lavorostrong"><strong>Come gestire lo stress da lavoro</strong></h4>
<p>Affrontare e combattere lo stress lavorativo può non essere semplice.</p>
<p>Ci sono diverse possibilità e fronti su cui poter lavorare perchè, come già accennato, <strong>gli effetti dello stress lavorativo</strong>&nbsp;non ricadono solo sulla persona, ma&nbsp;<strong>riguardano tutto il contesto aziendale</strong>.</p>
<p>Un&nbsp;<strong>lavoro di rete</strong>&nbsp;risulta fondamentale per ridurre il carico generato dallo stress. Si potrà infatti:</p>
<ul role="list">
<li>lavorare sulle&nbsp;<strong>risorse personali</strong>&nbsp;di ogni individuo per conoscere i segnali di stress e trovare le risorse interne per fronteggiarlo</li>
<li>creare una&nbsp;<strong>rete esterna</strong>, tra i colleghi innanzitutto ma anche una extra-lavorativa, come supporto ulteriore</li>
<li>l’azienda stessa può intervenire monitorando il&nbsp;<strong>clima lavorativo</strong>, supportando i propri dipendenti non solo nelle fasi più critiche, ma anche in maniera preventiva, così da fornire gli strumenti necessari prima che lo stress infici il benessere della persona.</li>
</ul>
<h4 id="strongperché-uno-psicologo-a-servizio-delle-aziende-può-fare-la-differenzastrong"><strong>Perché uno psicologo a servizio delle aziende può fare la differenza?</strong></h4>
<p>Avere un professionista che monitora il clima organizzativo, progetta piani formativi così come <strong>interventi mirati sulle esigenze emergenti</strong>&nbsp;è un elevato valore aggiunto a tutela e cura del benessere aziendale.</p>
<p>Le attività lavorative quotidiane, le fasi intensive di progetto o sviluppo possono assorbire quasi completamente l’attenzione e celare a un occhio meno attento quei segnali di malessere, stress e disagio che possono inficiare con il tempo la qualità dell’ambiente aziendale.</p>								</div>
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		<item>
		<title>Rivalutate del 15,9% le ammende e le sanzioni amministrative pecuniarie del Testo unico di salute e sicurezza sul lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 05:56:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[D.Lgs 81/08]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/10/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-3-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Dal 1° luglio 2023 rivalutate del 15,9% le ammende e le sanzioni amministrative pecuniarie del Testo unico di salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. n. 81/2008). Il decreto direttoriale INL del 20 settembre 2023 non dispone una entrata in vigore retroattiva al 1° luglio 2023 perché tale data è prevista direttamente dal D.Lgs..n. 81/2008. Art. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/rivalutate-le-ammende-e-le-sanzioni-amministrative-del-testo-unico-di-salute-e-sicurezza-sul-lavoro/">Rivalutate del 15,9% le ammende e le sanzioni amministrative pecuniarie del Testo unico di salute e sicurezza sul lavoro</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/10/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-3-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Dal 1° luglio 2023<strong> rivalutate del 15,9% le ammende e le sanzioni amministrative</strong> pecuniarie del Testo unico di salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. n. 81/2008).</p>
<p>Il decreto direttoriale INL del 20 settembre 2023 non dispone una entrata in vigore retroattiva al 1° luglio 2023 perché tale data è prevista direttamente dal <strong>D.Lgs..n. 81/2008. Art. 306 D.Lgs. n. 81/2008</strong>. Disposizioni finali.</p>
<p>Le ammende previste con riferimento alle contravvenzioni in materia di igiene, <strong>salute e sicurezza sul lavoro</strong> e le sanzioni amministrative pecuniarie previste dal presente decreto nonché da atti aventi forza di legge sono rivalutate ogni cinque anni con decreto del direttore generale della Direzione generale per l&#8217;Attività Ispettiva del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in misura pari all&#8217;indice <strong>ISTAT</strong> dei prezzi al consumo previo arrotondamento delle cifre al decimale superiore.</p>
<p>In sede di prima applicazione la rivalutazione avviene, a decorrere dal 1° luglio 2013, nella misura del 9,6% e si applica esclusivamente alle sanzioni irrogate per le violazioni commesse successivamente alla suddetta data.</p>
<p>Le maggiorazioni derivanti dalla applicazione del presente comma sono destinate, per la metà del loro ammontare, al finanziamento di iniziative di vigilanza nonché di prevenzione e promozione in materia di salute e sicurezza del lavoro effettuate dalle <strong>Direzioni territoriali del lavoro.</strong></p>
<p>A tal fine le predette risorse sono versate all&#8217;entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate su apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.</p>
<p>Il <strong>Ministro dell&#8217;economia e delle finanze</strong> è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/rivalutate-le-ammende-e-le-sanzioni-amministrative-del-testo-unico-di-salute-e-sicurezza-sul-lavoro/">Rivalutate del 15,9% le ammende e le sanzioni amministrative pecuniarie del Testo unico di salute e sicurezza sul lavoro</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Salario minimo: parla la ministra Calderone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 08:57:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[marina calderone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/10/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-2-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Dalla sicurezza al salario minimo. È stata una giornata molto intensa per il ministro del Lavoro Marina Calderone, sul suo tavolo alcuni degli argomenti più «scottanti» in materia, arricchiti dall’intervento di Cnel e Inail. Ministro come commenta la decisione del Cnel di sostanziale bocciatura della necessità del salario minimo? «Il lavoro del Cnel è stato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/10/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-2-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><div class="content">
<p class="has-first-letter">Dalla sicurezza al salario minimo. È stata una giornata molto intensa per il ministro del Lavoro Marina Calderone, sul suo tavolo alcuni degli argomenti più «scottanti» in materia, arricchiti dall’intervento di Cnel e Inail.</p>
</div>
<div class="content">
<p class=""><strong>Ministro come commenta la decisione del Cnel di sostanziale bocciatura della necessità del salario minimo?</strong><br />
«<a href="https://www.corriere.it/economia/lavoro/23_ottobre_04/salario-minimo-legge-primi-no-il-cnel-meglio-piano-rafforzare-contrattazione-0c009bc8-62c4-11ee-b27f-4bddf2eef188.shtml">Il lavoro del Cnel è stato prezioso </a>perché ha arricchito il dibattito intorno al salario minimo con ulteriori elementi di valutazione e confermando quello che da tempo diciamo: esiste una contrattazione collettiva che copre ben oltre l’80% dei lavoratori italiani.</p>
<p class="">Questa è la base, in linea con l’orientamento dell’Ue, per investire sul rinnovo dei contratti e quindi migliorare le condizioni economiche a favore dei lavoratori, anche attraverso i contratti di secondo livello che puntano sulla produttività e che, grazie ad un intervento di detassazione in manovra, sono cresciuti nell’ultimo anno del 35%».</p>
<div class="content">
<p>La Cassazione però ha detto che i giudici possono intervenire per far rispettare alle aziende il principio dell’articolo 36 della Costituzione sulla giusta retribuzione.</p>
<p>Molti l’hanno letta come un’apertura a favore del salario minimo.<br />
«<a href="https://www.corriere.it/economia/lavoro/23_settembre_05/salario-minimo-tar-boccia-l-ispettorato-lavoro-non-puo-decidere-e0c7f40c-4bd9-11ee-8f58-ffd638c75fa2.shtml">La pronuncia della Cassazione dimostra che esiste il tema del salario dignitoso, più che del salario minimo</a>.</p>
<p>Non a caso la Suprema Corte fa riferimento all’articolo 36 della Costituzione quando parla di “giusta retribuzione” attraverso paghe che non siano al di sotto della soglia di povertà perché esprime questi valori in maniera compiuta e rappresenta il parametro da sempre attuale per ogni valutazione.</p>
<p>Leggo quindi la sentenza come uno stimolo a investire nella contrattazione di qualità che promuova tutele e garanzie aggiuntive rispetto al salario minimo orario che, da solo, non è sufficiente a garantire il principio del giusto salario».</p>
</div>
<div class="content">
<p><strong>L’Inail ha presentato recentemente la sua relazione annuale: che lettura dà ai dati?</strong><br />
«Quando si parla di vite umane, non sono mai i numeri quelli da tenere in stretta considerazione.</p>
<p>Nell’ultimo quinquennio, al netto del Covid, si registra una tendenza alla riduzione degli incidenti in generale e in alcuni settori, più di altri: -17,3% per gli infortuni e – 24,2% per quelli mortali.</p>
<p>Ma non può essere il punto di arrivo di un’azione volta al rafforzamento di una strategia che ha come obiettivo quello di non perdere vite umane sul lavoro».</p>
<div class="content">
<p><strong>Quali soluzioni possibili?</strong><br />
«Più che di soluzioni, parlerei di azioni da portare avanti su prevenzione, formazione e controlli».</p>
</div>
<div class="content">
<p>Cominciamo dalla prevenzione.<br />
«Occorre una diffusione capillare dove si formano i lavoratori di domani.</p>
<p>È nella scuola che si deve insegnare la sicurezza sul lavoro.</p>
<p>Un primo passo importante è stato fatto con la previsione, contenuta nel decreto lavoro del primo maggio, di estendere la tutela assicurativa degli studenti e del personale scolastico in tutte le attività. Comprese quelle in alternanza scuola lavoro (oggi Pcto)».</p>
</div>
<div class="content">
<p><strong>Formazione?</strong><br />
«Dobbiamo renderla più incisiva e specifica per classi di rischio collegate alle mansioni e aggiornarla nel momento in cui il lavoratore cambia ruolo.</p>
<p>Particolare importanza dovrà avere il coinvolgimento dei lavoratori nell’utilizzo dei dispositivi di sicurezza.</p>
<p>Qui, l’Inail, attraverso le sue strutture, può contribuire a renderli sempre più fruibili a favore di un più facile e maggiore utilizzo».</p>
<p><strong>Controlli?</strong><br />
«Abbiamo fatto – e stiamo facendo – molto.</p>
<p>Da poco è partito il corso di formazione per 800 nuovi ispettori tecnici.</p>
<p>L’obiettivo è aumentare il numero delle ispezioni e il presidio su settori e attività ad alto rischio.</p>
<p>È partita da qualche settimana l’operazione “Safety first” su settori specifici. Dalle prime risultanze emergono percentuali molto alte di irregolarità.</p>
<p>Sono dell’avviso che bisogna investire per sostenere le aziende virtuose che applicano in modo puntuale le disposizioni con incentivi ad hoc.</p>
<p>C’è l’esigenza di restituire al sistema una parte dell’avanzo del bilancio dell’Istituto per investire ulteriormente in formazione, progetti innovativi e agevolazioni».</p>
</div>
</div>
</div>
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		<item>
		<title>Infermieri: fieri di esserlo, ma a fine turno&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Oct 2023 11:55:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[2023]]></category>
		<category><![CDATA[infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e sicurezza sul lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/10/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-1-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Stressati e stanchissimi, scarsamente supportati dai superiori e dall’azienda e senza un giusto riconoscimento per il lavoro svolto. Eppure, tra gli infermieri italiani, resta forte il senso di appartenenza e di motivazione: il 72,6% dei professionisti che si sente utile e il 70% non cambierebbe lavoro. A rilevarlo sono i risultati dell’indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale [&#8230;]</p>
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<p>Eppure, tra gli infermieri italiani, resta forte il senso di appartenenza e di motivazione: <strong>il 72,6%</strong> dei professionisti che si sente utile e il <strong>70%</strong> non cambierebbe lavoro.</p>
<p>A rilevarlo sono i risultati dell’indagine condotta dall’<strong>Osservatorio Nazionale sullo Stress lavoro</strong> correlato, il Burn out ed il Mobbing su 2113 infermieri (1.690 donne e 423 uomini).</p>
<p>Scopo dell’indagine è stato investigare il livello di stress esperito dagli infermieri italiani allo scopo di <strong>“produrre consapevolezza” e “dare un contributo alla comunità rispetto a questo fenomeno ancora non molto conosciuto e studiato”</strong>.</p>
<p>Il quadro che è emerso è quello di una situazione di <strong>rischio critica</strong>: lo scarso supporto dei superiori e le possibili ambiguità/conflitti di ruolo possono creare situazioni di malessere e di disagio per gli infermieri.</p>
<p>Il ruolo dell’infermiere è percepito come <strong>“faticoso”</strong> e il welfare delle aziende basso.</p>
<p>Entrando nel vivo dello studio, composto da <strong>20</strong> affermazioni che gli infermieri potevano commentare scegliendo tra <strong>“molto, poco e per niente d’accordo”,</strong> è emerso che il 72,55% degli infermieri è “molto soddisfatto di aver preso questa professione”.</p>
<p>L’<strong>85,52%</strong> degli infermieri ha risposto però di avere troppe responsabilità sul lavoro.</p>
<p>Questo risultato, secondo<strong> l’Osservatorio</strong>, potrebbe derivare da elementi oggettivi: “a causa della crisi economica non viene sostituito il personale che va in pensione e contemporaneamente si ricorre sempre più spesso a contratti precari.</p>
<p>Questo potrebbe indurre i dirigenti, ad aggravare le responsabilità sui singoli lavoratori e ad il carico di lavoro.</p>
<p>Lo stesso dato potrebbe essere anche letto in modo soggettivo infatti il senso di responsabilità potrebbe essere collegato alla <strong>fatic</strong>a che negli anni il personale infermieristico ha accumulato”.</p>
<p>Inoltre, gli <strong>infermieri</strong> si sentono poco riconosciuti quando svolgono un buon lavoro, e vivono una situazione di mala gestione e organizzazione.</p>
<p>La <strong>struttur</strong>a per la quale si lavora, secondo i partecipanti all’indagine, non riesce a trovare soluzioni adeguate ai problemi che l’infermiere si trova ad affrontare.</p>
<p>E alla fine il senso di appartenenza alla struttura in cui lavorano è per lo più poco.</p>
<p>Come se non bastasse, <strong>gli infermieri</strong>, inoltre, si sentono poco soddisfatti del ruolo sociale che ha ancor oggi.</p>
<p>E così, il <strong>68,5%</strong> si sente molto spossato e sfinito, e a fine turno il <strong>58,4%</strong> è poco soddisfatto e il <strong>14%</strong> per niente per niente soddisfatto. Per il <strong>58,21%</strong> degli infermieri il carico di lavoro ha anche effetti negativi sulla propria vita.</p>
<p>Nonostante questo, il <strong>72,55%</strong> degli infermieri intervistati ha dichiarato di essere molto soddisfatto di aver preso questa professione. Anche perché il <strong>57,3%</strong> ritiene di riuscire ad aiutare “molto” i pazienti.</p>
<p>Alla fine, nonostante le discrepanze tra quello che si pensa dovrebbe essere il ruolo dell’infermiere e le condizioni di lavoro effettive, il <strong>40,42%</strong> degli infermieri non desidera cambiare lavoro, e il <strong>31,28%</strong> è poco d’accordo con questa affermazione.</p>
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		<title>Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza &#8220;RLS&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2023 07:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza e Salute]]></category>
		<category><![CDATA[D.Lgs 81/08]]></category>
		<category><![CDATA[incidenti sul lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[luoghi di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[RLS]]></category>
		<category><![CDATA[salute e sicurezza nei luoghi di lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/10/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" />Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (da qui in poi RLS) è una figura aziendale prevista dal D.Lgs. 81/08 in tutte le aziende allo scopo di rendere possibile la collaborazione da parte dei lavoratori nella scelta e nella verifica delle misure di prevenzione previste dalla legge per la tutela di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/rappresentante-dei-lavoratori-per-la-sicurezza-rls/">Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza &#8220;RLS&#8221;</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<img width="150" height="150" src="https://opnitalform.it/wp-content/uploads/2023/10/LOCANDINE-OPN-ARTICOLI-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /><p>Il <strong>Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza</strong> (da qui in poi <strong>RLS</strong>) è una figura aziendale prevista dal D.Lgs. 81/08 in tutte le aziende allo scopo di rendere possibile la collaborazione da parte dei lavoratori nella scelta e nella verifica delle misure di prevenzione previste dalla legge per la tutela di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, come già previsto dallo Statuto dei Lavoratori (L. n. 300/1970).<br />
Nonostante l’individuazione del RLS  sia sempre prevista, sia il numero minimo di RLS che le modalità per designazione ed elezione cambiano in base alle dimensioni dell’azienda e al settore di appartenenza.<br />
Le regole attuali stabiliscono che nelle aziende o unità produttive con un numero massimo di 15 dipendenti, il RLS è solitamente <strong>eletto </strong><strong>direttamente dai lavoratori</strong>, individuandolo al loro interno.</p>
<p>Nelle aziende o unità produttive che contano più di 15 lavoratori, il RLS è comunque <strong>eletto o designato dai lavoratori, all’interno delle rappresentanze sindacali aziendali, laddove presenti</strong>.</p>
<h4></h4>
<h4><strong>COME ELEGGERE O DESIGNARE IL RLS?</strong></h4>
<p>L’Elezione o la Designazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) è una facoltà dei lavoratori e non costituisce un obbligo del Datore di Lavoro, il quale, peraltro, una volta chiesta ai lavoratori tale Elezione o Designazione, non ha alcun titolo decisionale al riguardo. La legge (D. Lgs. 81/08) prevede solo il numero minimo di RLS, demandando alla contrattazione collettiva (CCNL) la possibilità di definire un numero effettivo di RLS superiore al minimo di legge.</p>
<p>Ricordiamo che il RLS non può coincidere con il <a href="https://www.vegaformazione.it/PB/rspp-aspp-compiti-responsabile-addetto-servizio-prevenzione-protezione-formazione-p63.html" target="_blank" rel="noopener">RSPP</a> nominato dal Datore di Lavoro.</p>
<h4></h4>
<h4><strong>È OBBLIGATORIA LA DESIGNAZIONE O L’ELEZIONE DEL RLS IN AZIENDA?</strong></h4>
<p>La designazione o l’elezione del RLS è un diritto / dovere dei lavoratori, non un obbligo a carico del datore di lavoro. Insomma, contrariamente alla convinzione di alcuni, il datore di lavoro non deve procedere alla nomina del RLS.</p>
<p>Qualora i lavoratori non procedano alla elezione o nomina del RLS, il datore di lavoro non incorre in alcuna sanzione.Per contro, è un obbligo del datore di lavoro informare i lavoratori sulla possibilità di elezione o nomina del RLS, nonché il formare il RLS individuato dai lavoratori secondo quanto previsto dalla legislazione vigente.</p>
<p>Ricordiamo però che, qualora i lavoratori non abbiano eletto o designato il RLS nella propria azienda, le funzioni del RLS saranno svolte dal Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST).</p>
<h4></h4>
<h4><strong>I COMPITI DEL RLS: QUALI SONO?</strong></h4>
<p><strong>I compiti del RLS</strong> possono essere così riassunti:</p>
<ul>
<li>può accedere nei locali aziendali dove si effettuano i lavori allo scopo di verificare la congruenza delle condizioni di lavoro rispetto agli obiettivi aziendali e di legge per salute e sicurezza, ricevendo informazioni e documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed alle miscele pericolose, alle macchine, agli impianti alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;</li>
<li>viene consultato preventivamente dal datore di lavoro riguardo la valutazione dei rischi nonché la programmazione e la realizzazione della prevenzione aziendale;</li>
<li>viene consultato riguardo alla designazione del responsabile e degli addetti dei servizi di prevenzione, alla nomina degli addetti alla gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro e del medico competente;</li>
<li>viene consultato in merito ai programmi formativi aziendali in materia di salute e sicurezza del lavoro;</li>
<li>riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;</li>
<li>promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori; comunicare al datore di lavoro i rischi individuati durante il suo lavoro;</li>
<li>partecipa alla riunione periodica sulla sicurezza indetta con cadenza almeno annuale nelle aziende con più di 15 lavoratori;</li>
<li>possibilità di ricorrere alle autorità competenti qualora ritenesse che le misure preventive presenti in azienda siano insufficienti a garantire la tutela fisica dei lavoratori.</li>
</ul>
<h4></h4>
<h4><strong>IL RLS DEVE EFFETTUARE UN AGGIORNAMENTO FORMATIVO? </strong></h4>
<p>La contrattazione collettiva nazionale disciplina le modalità dell’<strong>obbligo di aggiornamento periodico annuale per il RLS</strong>, la cui durata non può essere inferiore a <strong>4 ore annue per le imprese che occupano dai 15 ai 50 lavoratori e a 8 ore annue per le imprese che occupano più di 50 lavoratori</strong>.</p>
<p>Per le aziende con meno di 15 lavoratori, benché sempre previsto obbligatoriamente un aggiornamento per il RLS, nella legislazione vigente non è indicata la durata minima di tale aggiornamento formativo.</p>
<p>In assenza di indicazioni da parte della legislazione, per le aziende con meno di 15 lavoratori <u>si ritiene adeguata una formazione di durata non inferiore a 4 ore all&#8217;anno, come per le aziende con più di 15 lavoratori e fino a 50</u>.</p>
<h4></h4>
<h4><strong>QUALE FORMAZIONE DEVE RICEVERE IL RLS?</strong></h4>
<p>Per poter adempiere ai propri compiti e svolgere correttamente le attività che gli competono, il RLS necessita di <strong>formazione, conoscenze e competenze </strong>ulteriori rispetto a quella già in suo possesso come lavoratore.</p>
<p>In virtù delle sue funzioni, che includono un’azione di “vigilanza” interna, e della posizione che lo vede avere rapporti sia con i lavoratori suoi colleghi che con i vertici del sistema di prevenzione aziendale (datore di lavoro, RLS, Medico Competente), occorre infatti un approfondimento relativo sia l’identificazione e le principali misure per la gestione dei rischi per salute e sicurezza sul lavoro, che rispetto alle criticità che possono sorgere nel relazionarsi con soggetti il cui ruolo è, almeno in apparenza, contrapposto al suo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>QUALI SONO LE DURATE E I PROGRAMMI DEI CORSI PER RLS?</strong></h4>
<p>La durata minima della <strong>formazione per il RLS</strong> è di <strong>32 ore</strong>, di cui 12 dovranno vertere su rischi specifici e sulle conseguenti misure di prevenzione e protezione.</p>
<p>Al termine dell’attività formativa deve essere svolta una verifica di apprendimento.</p>
<p>Nonostante i contenuti generali e la durata minima siano già stabiliti all’interno di detto articolo, modalità, durata e contenuti specifici della formazione del RLS possono essere stabiliti in modo particolare in sede di contrattazione collettiva nazionale ed indicata nel relativo CCNL.</p>
<p>L'articolo <a href="https://opnitalform.it/rappresentante-dei-lavoratori-per-la-sicurezza-rls/">Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza &#8220;RLS&#8221;</a> proviene da <a href="https://opnitalform.it">O.P.N. Italform</a>.</p>
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